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 Domenica 30/07/06 

La Pista recuperata

I cicloamici ringraziano e plaudono l'intevento di recupero attuato dal comune di Brindisi

         
         
         

 

30 luglio 2006

Cicloamici , Comune di Brindisi, Legambiente Brindisi,  Wwf, Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, Cooperativa “Thalassia”

 

Organizzano

  Itinerario cicloturistico tra mare natura e storia.

 L’associazione CICLOAMICI, il Comune di Brindisi, il Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, Legambiente, WWF,organizzano una domenica in bici. In bici “per terra e per mare, lungo il percorso della civiltà rupestre”. Questa iniziativa è già alla sua terza edizione e per questo anno ci sono importanti novità. L’intervento di recupero deciso dal Comune di Brindisi con delibera 119 del febbraio 2005 ha permesso di ricostruire il fondo stradale  e le staccionate in legno e rimuovere tutto quanto sia possibile immaginare che sia da buttare via e che era accumulato in più punti lungo la bella pista. Carcasse di auto, piuttosto che di cucine, miserabili resti di vecchie stanze abbattute, rifiuti di ogni genere, buttati lì da chi?. E qui la digressione potrebbe essere lunga. Ahimè quante volte nei nostri percorsi in bici i nostri occhi sono rimasti offesi nel vedere il degrado delle nostre campagne così ferite dalle numerose discariche!  Ma intanto abbiamo un esempio di buona volontà, un intervento che permette all’incivile percorso della civiltà rupestre di abbandonare l’ossimoro e di recuperare la sua civiltà. E ora, noi ciclosofisti insaziabili, chiediamo che si vada oltre. Il bel percorso rimane sterile se mancano quelle linee, pur esistenti ma non ancora definite piste ciclabili, che la congiungano a Brindisi e Mesagne e  quindi a Torre Guaceto.

Poi bisogna renderla “pubblica”, perché sia usata da quanta più gente possibile. Noi ci mettiamo il nostro impegno, infatti è diventata una tradizione l’inserimento del percorso delle civiltà rupestri nel nostro calendario di attività annuali. Così speriamo di essere in tanti a partecipare a questa gradevole e semplice cicloescursione. Il percorso totale è di 55 km. da percorrere con varie soste, quindi affrontabili anche da chi non è allenta/o. L’appuntamento per chi parte da Brindisi è in Piazza Vittoria, per chi parte da Mesagne in Piazza Orsini. La partenza è prevista alle ore 8.30 il  rientro da Torre Guaceto alle ore 16.30. Chi vuole saperne di più può telefonare al numero 3395860740 oppure collegarsi a www.cicloamici.it oppure può presentarsi direttamente all’appuntamento.

 

 

Scheda tecnica percorso

Raduno: ore 8.0 Piazza Vittoria (per chi parte da Brindisi)

                            Piazza Orsini del Balzo (per chi parte da Mesagne con possibilità di noleggio gratuito delle bici)

Partenza: ore 8.30

Ritorno: partenza da Torre Guaceto alle ore 16.30 e arrivo a Brindisi alle ore 18.00.

Iscrizioni: si raccolgono contattando per telefono  Anna Intini (3395860740) o presentandosi direttamente all’appuntamento

Costo: Euro 2 a persona.

Distanza: 55Km circa.

Difficoltà: bassa.

Note tecniche, avvisi e raccomandazioni:

Il percorso è per la maggior parte asfaltato. Tuttavia la parte più caratteristica è rappresentata da 13 Km di sterrato, del resto non certo insormontabili..

Si raccomanda di partecipare con biciclette in buono stato di manutenzione (non consigliamo l’uso di bici da corsa), di usare il casco, di munirsi di camera d’aria di scorta (assolutamente!) e del necessario per i piccoli interventi di emergenza, di rispettare le norme del codice stradale e del regolamento generale di gita.

Cose da portare

§        Acqua, frutta succosa, panino/i. A Torre Guaceto non c’è bar né acqua!!!

§        Cappellino (assolutamente necessario per sopportare il solleone)

§       Costume da bagno e spugna da mare (staremo tre ore a mollo nelle splendide acque di Torre Guaceto)

§        Crema solare

Controllate la bici!

Prima di partire controllate che le ruote siano gonfie, i freni frenanti e il cambio che cambi!!!

L’iscrizione costituisce attestazione di idoneità psicofisica. Gli organizzatori non assumono alcuna responsabilità per eventuali incidenti o danni, a persone o cose, che dovessero verificarsi.

Descrizione dell’itinerario

 Per 10 km. percorreremo una bella e tranquilla strada che unisce Brindisi alla provinciale Mesagne-San Vito scalo. In questo primo tratto potremo ammirare il portale  del 1200 della masseria Casignano, quindi inizieremo il percorso delle civiltà rupestri. Questa è una pista ciclabile ridotta in uno stato di degrado tale da sconsigliarne l’uso a chi non era disposto ad entrare in intima armonia con carcasse d’auto o di cucine, rifiuti di ogni genere, staccionate divelte o bruciate, erbaccia alta e pungente. Numerose le foto-denuncia pubblicate sul sito www.cicloamici.it,  e numerose le sollecitazioni al Comune di Brindisi perché avviasse i lavori di recupero. Ebbene, il percorso è tornato ai vecchi splendori, e domenica inaugureremo questa sua nuova vita. Lungo il percorso ci sarà una sosta per visitare la  cripta di S. Biagio.

Ore 12.00, tranne imprevisti, arrivo a Torre Guaceto. Qui ci fermeremo per un po’ di tempo e qui potremo mangiare anguria, fare il bagno, condividere il cibo che uscirà dai nostri zaini, dormire, visitare l’oasi,  fare quello che vogliamo.

Ore 17.00  rientro a Brindisi e arrivederci al prossimo anno. 

 

comunicato stampa del 25 Aprile 2006

Il percorso della civiltà rupestre è di nuovo ciclabile grazie all'intervento del Comune di Brindisi

I cicloamici ringraziano e plaudono l'intervento dell'amministrazione comunale brindisina

Si è finalmente realizzato un sogno, è iniziato alacremente il recupero della pista della civiltà rupestre. L'intervento di recupero deciso dal Comune di Brindisi mediante la delibera 119 del febbraio 2005 è iniziato nella seconda metà del 2005 Nella primavera 2006 l'impegno dell'amministrazione comunale brindisina ha finalmente restituito una pista ciclabile fruibile e incantevole, importante risorsa del turismo sostenibile in Puglia.

Con gioia i cicloamici hanno effettuato i primi sopralluoghi e e ripreso a percorrere questo affascinante itinerario storico e naturalistico.

La pista risulta nuovamente ripercorribile grazie ad una serie di interventi effettuati:

  • recupero del fondo stradale nei tratti in cui questo era stato completamente distrutto ad opera di trattori e erbe infestanti. Il recupero è avvenuto mediante il riporto di sabbia e pietrisco 

  • ricostruzione o recupero delle staccionate andate bruciate o rubate

  • diserbo con rimozione dei rigogliosi cespugli che occupavano totalmente alcuni tratti della pista.

I cicloamici plaudono e ringraziano la giunta comunale di Brindisi che ha provveduto con un notevole sforzo economico ad avviare i lavori di recupero. In particolare ringraziano il Dott. Giovanni Nardelli che tra i primi si è attivato e sensibilizzato e ha poi provveduto a coordinare i lavori.

A partire dal 2004 i cicloamici avevano evidenziato lo stato di degrado mediante lettere e comunicati di denuncia riprese da numerosi giornali locali.

Anche il tg di RAI 3 aveva realizzato un servizio di denuncia a cura del giornalista Tito Manlio Altomare con le interviste ai cicloamici.

Nell'agosto 2004 e 2005 insieme con Legambiente e WWF i cicloamici hanno organizzato le giornate di sensibilizzazione con pedalate da Brindisi e Mesagne fino a Torre Guaceto.

Adesso che il recupero è stato finalmente compiuto inizia la fase del rilancio e della valorizzazione.

Rimane infatti attuale l'esigenza di prolungare la pista verso l'oasi di Torre Guaceto che rappresenta il logico e naturale punto d'approdo del percorso.

Per consentire la piena fruizione è inoltre opportuno realizzare un collegamento alle città di Brindisi Mesagne e San Vito mediante la segnalazione di strade secondarie. Da Brindisi un bel percorso potrebbe essere quello che passa per l'invaso del Cillarese e, continuando per Masseria Casignano e Cafaro Vecchia consente il collegamento alla pista ciclabile.

Conquistato questo importante risultato i cicloecologisti sperano adesso di vedere concretizzato un altre importante sogno/progetto: le "Vie Verdi della Provincia di Brindisi" . Ossia la identificazione e la segnalazione di una fitta rete di strade secondarie capaci di collegare in sicurezza e tranquillità i luoghi di interesse naturalistico e storico della Provincia.

Foto: staccionata appena ricostruita grazie all'intervento del comune di Brindisi. La staccionata era stata distrutta da furti e incendi. Speriamo che stavolta duri: tutti siamo invitati a vegliare.

 

Cronistoria a lieto fine

Appena finita, nell'anno 2000, era l'orgoglio dei cicloamatori salentini: una bellissima e attrezzata pista ciclabile che, costeggiando il canale reale sulla riva Sud, porta a scoprire i tesori della civiltà rupestre basiliana e infine conduce all'oasi naturalistica di Torre Guaceto.

La pista realizzata dal comune di San Vito e quello di Brindisi e dalla Regione Puglia con 1,6 miliardi di finanziamento della Comunità Europea è lunga più di 8Km. Risolve brillantemente i problemi della sicurezza degli escursionisti permettendo di attraversare la strada proviniciale Brindisi-San Vito e la ferrovia mediante dei pittoreschi sottopassaggi realizzati in corrispondenza dei ponti sotto i quali il canale reale attraversa le due grosse arterie di comunicazione .

Un ambizioso progetto intendeva collegare fisicamente e idealmente le Cripte di San Biagio e San Giovanni al canale reale e alla lama dentro cui scorre per spiegare perchè si sia sviluppato fin dall'Alto Medio Evo  un insediamento rupestre ed una fiorente comunità di monaci basiliani.

Dopo due anni di denunce e proposte delle associazioni ambientaliste, il comune di Brindisi con delibera 119 del 21/02/05 ha stanziato 100.000 euro per il recupero della pista ciclabile della civiltà rupestre. 

I cicloamici hanno incontrato più volte amministratori e tecnici del Comune di Brindisi per segnalare dee e proposte per la valorizzazione e il recupero completo dell'itinerario ciclabile e naturalistico più importante di Puglia.

Insieme con l'agronomo del Comune Giovanni Nardelli hanno compiuto alcuni sopralluoghi per evidenziare le maggiori emergenze.

Finalmente a fine 2005 sono iniziati i lavori di recupero coordinati dal Dott. Giovanni Nardelli.

Nella primavera del 2006 i cicloamici hanno ripreso a percorrere la pista ciclabile e iniziato un alacre lavoro per pubblicizzare il percorso presso i cittadini della provincia e gli amanti della natura e i turisti italiani.

 

Foto: Area di sosta attrezzata sotto una enorme quercia. I cicloecologisti trovano un ombra e refrigerio.

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La manifestazione di sensibilizzazione del luglio 2005

appunti di viaggio di Anna Chiara e Andrea (capigita e organizzatori)

Eravamo in venti domenica 24 luglio ad avventurarci lungo il "Percorso delle civiltà rupestre che conduce a Torre Guaceto". Una giornata organizzata dall'associazione Cicloamici, da Legambiente e dal WWF, con la collaborazione della Cooperativa Thalassia, per promuovere l'uso di questo unico percorso ciclabile della nostra città ed anche per documentarne lo stato di abbandono e sollecitare che gli interventi di ripristino programmati siano effettuati al più presto. 

Sia chiaro, sappiamo bene che il ripristino di questo percorso è un piccolo problema rispetto a quelli che la nostra città, soprattutto in questo momento, sta attraversando, ma spesso sono proprio le piccole trasformazioni che conducono a grandi cambiamenti. 

Oggi più che mai si parla della necessità di un diverso sviluppo della città; il no al rigassificatore e questa nuova e bella definizione di Brindisi "città d'acqua", sono segni inequivocabili di desiderio di cambiamento, ma da dove si comincia?Noi, nel nostro piccolo, abbiamo qualche proposta e queste derivano dal nostro modo di guardare il territorio proprio percorrendolo in bicicletta.

Il percorso della civiltà rupestre conduce ad una delle più belle risorse del nostro territorio e ci conduce alla riserva seguendo il canale reale in un vero susseguirsi di doni della natura. Peccato che allo stato attuale questo spettacolo risulti davvero offeso da discariche e steccati divelti e da sterpaglia e rovi che hanno reso l'escursione più simile ad un safari che ad una pedalata. Ne siamo usciti brucianti di graffi e di rabbia per la mancanza di rispetto dell'uomo verso la natura. 

Chi volesse vedere questo spettacolo, legga per bene questo dossier e visiti i link collegati, vi troverà un'ampia documentazione fotografica dello stato attuale della pista.Ma passiamo alle proposte. Ripristinare il percorso e mantenerlo "in forma". In fondo questa pista "è giovane", ma è già moribonda perché mai curata La pista é fine a se stessa in quanto manca il raccordo con Brindisi, Mesagne, San Vito e Torre Guaceto. Non è difficile creare tale raccordo inserendo in un percorso cicloturistico le tante strade usate quasi esclusivamente dai contadini del posto: basta una opportuna segnaletica. Inserire il percorso in una mappa delle piste ciclabili Piccole cose che possono cominciare a trasformare le abitudini sedentarie dei residenti. Usare la bicicletta, come mezzo di trasporto urbano o nel tempo libero, conduce a limitare gli spostamenti in auto e quindi ridurre lo smog ed il consumo di petrolio. L'uso della bicicletta comporta dunque un processo induttivo di decostruzione del bisogno di energia "cattiva" e di costruzione di un modo di vivere sempre più ecocompatibile. Piccole cose che possono attirare quella fetta di turisti sempre più numerosa, ma anche esigente di percorrere un territorio rispettoso della natura e non "ornato" di discariche come spesso accade qui da noi. Ma perché ci sono persone che pensano di poter usare il proprio ambiente come discarica? E perché manca un intervento di pulizia?Ma questa è un'altra storia…

Comunicato stampa 2005

 

Salviamo il "Percorso della Civiltà Rupestre"

Le associazioni ecologiste di Brindisi unite per difendere e valorizzare uno dei più bei percorsi storico-naturalistici della Provincia

 

Domenica 24 luglio tanti cicloamatori ed ecologisti (Legambiente, WWF, Cicloamici, Consorzio di Gestione di Torre Guaceto, cooperativa “Thalassia”  ) si ritroveranno insieme per una manifestazione ad un tempo di svago e di impegno. Scopo della manifestazione è infatti quello di far conoscere l'affascinante "Percorso della Civiltà Rupestre" ed insieme denunciarne lo stato di degrado e abbandono.

 

Il "Percorso della Civiltà rupestre" terminato nell'anno 2000, era l'orgoglio di cicloamatori ed ecologisti brindisini: una bella e attrezzata pista ciclabile che, costeggiando il canale reale sulla riva Sud, porta a scoprire i tesori della civiltà rupestre brasiliana (Cripta di San Giovanni e San Biagio) e infine conduce all'oasi naturalistica di Torre Guaceto. La pista fu realizzata dal comune di San Vito e quello di Brindisi e dalla Regione Puglia con 1,6 miliardi di finanziamento della Comunità Europea è lunga più di 8Km. Risolve brillantemente i problemi della sicurezza degli escursionisti permettendo di attraversare la strada proviniciale Brindisi-San Vito e la ferrovia mediante pittoreschi sottopassaggi realizzati in corrispondenza dei ponti sotto i quali il canale reale attraversa le due grosse arterie di comunicazione .

Il nome di "Percorso della Civiltà rupestre" spiega che il percorso storico-naturalistico intende collegare fisicamente e idealmente le Cripte di San Biagio e San Giovanni, tesori dell'arte bizantina in Puglia, al canale reale e alla lama dentro cui scorre e così far comprendere come si sia sviluppato fin dall'Alto Medio Evo un insediamento rupestre ed una fiorente comunità di monaci basiliani.

 

A 5 anni dalla sua costruzione gli ecologisti denunciano una situazione di abbandono e di oblio: il percorso non è ben segnalato e pochi lo conoscono, e ancor più grave, nessuno si è preoccupato della manutenzione e della custodia. I cartelli con le indicazioni sono in gran parte distrutti, le staccionate in gran parte scomparse ad opera di razziatori di legname o cancellate dal fuoco insieme alle erbe infestanti, i cestini dei rifiuti smontati e portati a casa.

Durante la manifestazione organizzata il 1° agosto 2004 fu prodotto un reportage fotografico a documentare lo stato di degrado, la situazione attuale è ancora peggiore.

 

Finalmente nel febbraio 2005, il comune di Brindisi ha meritoriamente stanziato (delibera 119 del 21/02/05) 100.000 euro per il suo recupero e la sua manutenzione. Ma i lavori a 6 mesi dalla delibera non sono ancora iniziati.

 

Gli ecologisti chiedono a gran voce che:

- inizino subito i lavori di recupero prima che la pista scompaia del tutto coperta dalla vegetazione, dilavata dalle piogge o ancor peggio macinata dagli aratri dei trattori.

- la pista sia segnalata e valorizzata: se provate a cercarla oggi non la trovereste ...

- la pista sia collegata alla città di Brindisi attraverso un circuito segnalato e attrezzato di strade secondarie affinché assolvi l'importante compito di collegamento tra Brindisi e le altre città (san Vito, Mesagne) e la riserva naturale di Torre Guaceto

- la pista sia prolungata per innestarsi nella riserva Naturale di Torre Guaceto, infatti una delle cause del suo scarso utilizzo è il suo essere completamente isolata e separata da altri circuiti (riserva naturale, piste ciclabili di Brindisi).

- le cose si facciano per bene affinché i pubblici denari spesi risultino un investimento e non uno spreco.

 

Appuntamento a Brindisi alle 8 nel piazzale della stazione (oppure a Mesagne alla stessa ora in Piazza Orsini) muniti di borracce, cappellini, e naturalmente biciclette (da Mesagne raduno alle 8 da Piazza Orsini). Lungo il percorso i cicloturisti incontreranno belle masserie (Casignano, Cafaro, Iannuzzo) e visiteranno la cripta di San Biagio totalmente ricoperta al suo interno da un ciclo pittorico del XIII secolo.

Giunti a Torre Guaceto anguria a volontà, tuffi e colazione a sacco. Il ritorno nel pomeriggio quando il sole si farà più clemente.

Contributo per costi di assicurazione e organizzazione 2 euro.

 

 

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Le nostre proposte  

per salvare, tutelare e valorizzare il Percorso della Civiltà rupestre

: immediatamente realizzare un intervento straordinario di pulizia e manutenzione per bloccare il veloce disfacimento del percorso dovuto ad atti di vandalismo, inquinamento e alla crescita di rigogliosa vegetazione infestante. L'intervento deve comprendere: rimozione della vegetazione infestante, recupero del fondo ciclabile con apporto di stabilizzato e/o cemento nei tratti più critici.

: programmare una serie di attività di manutenzione ordinaria, di controllo e tutela. Individuare compiti e responsabilità da ripartire tra Enti Pubblici, Organizzazioni Onlus ed Enti cornsozili di gestione.

: realizzare e segnalare un itinerario che metta in comunicazione il percorso della civiltà rupestre con la riserva naturale di Torre Guaceto. Il percorso rappresenta al pari della riserva naturale, un immenso patrimonio naturalistico e culturale da tutelare. L'area umida di Torre Guaceto è indissolubilmente legata al Canale Reale che la rifornisce di acque dolci e dunque il Canale Reale rappresenta idealmente un'unica entità con l'area di Torre Guaceto. 

: realizzare e segnalare percorsi cicloturistici per mettere in comunicazione la pista con le città di Brindisi, Mesagne, San Vito e Carovigno. Riteniamo sia indispensabile che il percorso della civiltà rupestre si inserisca in più ampi e organici percorsi cicloturistici facilmente identificabili, raggiungibilie e percorribili dai cicloturisti della Provincia di Brindisi e dai potenziali cicloturisti italiani e stranieri che potranno essere attratti dalla bellezze del nostro territorio.

: inserire il percorso della civiltà rupestre in un più vasto e articolato programma per la individuazione e valorizzazione dei beni ambientali e delle Vie Verdi della provincia di Brindisi.

La provincia di Brindisi vive un'emergenza ambientale drammatica. Le Megacentrali e gli insediamente petrolchimici si collocano in un generale stato di abbandono e degrado delle principali risorse naturali. La tutela e la valorizzazione del territorio provinciale sono condizioni preliminari all'avvio di un nuovo sviluppo economico basati sul turismo, l'agricoltura e le nuove tecnologie. La tutela e la valorizzazione del territorio sono legati alla crescita civile e culturale dei cittadini in maniera indissolubile. Nessun significativo avanzamento civile è pensabile in assenza di una radicale riconsiderazione dei rapporti tra uomo e ambiente.

 

Scheda percorso

Evento cicloecologico organizzato oramai annualmente da:

Legambiente Brindisi, WWF, Cicloamici Mesagne, Ruotalibera Bari, Consorzio di Gestione di Torre Guaceto,con la collaborazione della cooperativa “Thalassia"

Raduno Brindisi: Domenica 1 agosto ore 8.00 alla Stazione ferroviaria di Brindisi da Mesagne ore 8: piazza Orsini del Balzo Partenza: ore 8.30

Ritorno: partenza da Torre Guaceto alle ore 16.30 e arrivo a Brindisi alle ore 18.00.

Descrizione dell’itinerario

Per 10 km., difficoltà nessuna! Percorreremo una bella e tranquilla strada che unisce Brindisi alla provinciale Mesagne-San Vito scalo. Durante questo primo tratto potremo ammirare il portale  del 1200 della masseria Casignano, quindi inizieremo il percorso delle civiltà rupestri. Questa è una pista ciclabile costruita e abbandonata(sigh!) a se stessa, agevolmente percorribile per due km. e poi sempre più immersa nella natura stessa, nel senso che la pista va “cercata” attraverso la splendida vegetazione del luogo, dalla quale è stata invasa. Qui potremo incontrare di tutto, carcasse di ogni tipo di elettrodomestico e di auto (ormai storica la foto di Otello immortalato in intima armonia con una carcassa d’auto e che, per chi volesse guardarla, si trova sulla home page dei cicloamici). Documenteremo il percorso con foto e filmato, per conservare memoria di questa giornata, ma soprattutto per conservare testimonianza di come si può ridurre un tratto così suggestivo del nostro territorio. Per i meno avventurosi, ammesso che ce ne siano, abbiamo previsto un percorso alternativo tranquillo e rilassante.

 

Ed ecco che siamo giunti alla cripta di S. Biagio, con sullo sfondo un vero e proprio villaggio rupestre. Sosta terapeutica di mezz’ora per visitare la grotta, mangiare un frutto e.. di rompere la privacy delle rane che vivono da gran pascià nel Canale Reale. Riprendiamo il cammino della pista che costeggia il Canale Reale, ancora sterrato, ancora qualche difficoltà.

 

Ore 12.00, tranne imprevisti, arrivo a Torre Guaceto. Terza e lunga sosta terapeutica. Possiamo mangiare anguria, fare il bagno, condividere il cibo che uscirà dai nostri zaini, dormire, visitare l’oasi,  fare quello che vogliamo.

 

Ore 17.00  rientro a Brindisi. Tranquillo e “asfaltato”. L’unico tratto durante il quale dobbiamo fare attenzione è quello di litoranea che abbiamo voluto comunque inserire nel percorso nonostante non sia consigliabile in questo periodo, perché molto trafficato. Qui, rigorosamente in fila indiana.

 

Ore 18.30 sosta alla Capannina o al bar Betty per un meritato gelato, o una fritta e una birra da Romanelli.  Saluti e baci e arrivederci al prossimo anno.

 Distanza: 55Km circa .

Difficoltà: media.

 

 

La storia e la cronaca

Un poco di storia

Scheda Percorso

Il canale reale e l'idrografia salentina

Le cripte rupestri

La cripta di San Biagio

Le nostre proposte

Appunti di Anna Chiara e Andrea

Testimonianza fotografica di Otello

Comunicato stampa 2005

La situazione di degrado nel al 2004 in http://www.cicloamici.it/ciclabile_rupestre.htm

 La situazione di degrado nel 2005 in http://www.cicloamici.it/ciclabile_rupestre_2005.htm

 Una bella gita compiuta nel 2003 quando la pista era in condizioni accettabili: http://www.cicloamici.it/bici+mare+foto.htm

Lettera di protesta e proposta ai sindaci di San Vito e Mesagne:

http://www.cicloamici.it/lettera_pista_inciclabile.pdf 

N.B. tutte le immagini si ingrandiscono con un click

 

Il Canale Reale e l'idrografia salentina

Il percorso della civiltà rupestre si svolge per circa 8Km  costeggiando la riva Est del canale reale. Dopo un percorso tortuoso che parte nel territorio di Villa Castelli, il canale Reale sfocia nella Riserva Naturale di Torre Guaceto. La Riserva Naturale può essere considerata il bacino idrografico del Canale Reale e si origina grazie all'apporto di acque fluviali di questo Canale. Nell'ultimo tratto il Canale Reale scorre in una depressione del terreno, ossia una lama. Lungo questa lama gli uomini da tempi immemorabili hanno trovato riparo e acqua. A partire dall'Alto Medioevo questa lama è divenuta un insediamento rupestre. Comunità di Monaci Basiliani provenienti dall'Est vivevano in mesta armonia con le famiglie contadine che occupavano e scavavano grotte lungo il Canale.

Geologicamente, il salento, poggia su una base costituita da banchi di roccia calcarea, ricoperta da sedimenti marini costituiti da tufi arenaceo-calcarei e da sabbie o tufi incoerenti dai quali hanno avuto origine i terreni agrari classificati nelle tipologie delle "terre rosse". 

Pur caratterizzata dai fenomeni carsici - le acque meteoriche infatti si infiltrano nel terreno in profondità, formando dei veri e propri corsi d'acqua e depositi sotterranei che escludono l'idrografia superficiale, la "pianura di Brindisi" è attraversata da corsi d'acqua (canali) a regime stagionale e di portata minima. 

Il principale di questi corsi d'acqua è il Canale Reale; altri corsi più brevi, attraversano la pianura da sud-ovest a nord-est adducendo le loro acque in Adriatico.Nel suo percorso sinuoso si può dividere il Canale Reale in due tratti: Il primo dalle sorgenti fino all’incrocio con la via per Villa Castelli è alimentato con acque dolci e pulite; il secondo tratto diventa ricettacolo di scarichi di ogni tipo anche nei territori degli altri comuni che attraversa prima di sfociare nell’Adriatico nei pressi di Torre Guaceto. Il Canale Reale, fu un corso fluviale, probabilmente l’antico fiume "Pactius o Ausonius", menzionato da Plinio il Vecchio nella sua "Naturalis Historia".

 

Le cripte rupestri

Gli insediamenti rupestri rappresentano una straordinaria ed affascinante testimonianza di storia: case-grotte, chiese-grotte, officine-grotte sono parte fondamentale della storia civile, religiosa ed artistica di questa terra. Per numero e concentrazione, hanno una particolare importanza nel quadro dell’ habitat rupestre gli insediamenti dell’ arco ionico tarantino: la gravine di Mottola (Petruscio), Massafra (S.Marco), Castellaneta, Laterza e Ginosa, coniugano infatti insospettabili concentrazioni di bellezze naturali e di testimonianze di vita organizzata. 

Per il turista ed il viaggiatore, questi strani anfratti dove la vita quotidiana ha lasciato più di un segno possono apparire come entità senza tempo; in realtà appartengono a quei tempi dello spirito e della storia che rendono la civiltà mediterranea unica nel suo genere, tanto unica da aver fatto dei sassi di Matera un pezzetto di patrimonio dell’ umanità.

Nella provincia di Brindisi le lame di Fasano sono indubbiamente la testimonianza più spettacolare .

La Cripta di San Biagio

Affrescata intorno al 1200, il San Nicola effigiato sulla parete a destra dell’ ingresso è l’ unico santo accompagnato da un’ epigrafe di riconoscimento bilingue (in greco ed in latino), mentre sulla parete opposta all’ ingresso stesso compare l’ immagine del viaggio dei Magi.

Ai lati della cripta sono scavate due grotte. Una molto grande di forma quasi circolare e probabilmente destinata a refettorio, dormitorio comune e luogo di riunione. L’altra, piuttosto piccola, di forma rettangolare potrebbe essere stata adibita ad abitazione di un eremita o di un custode. La cripta originariamente aveva due porte d’ingresso delle quali una serviva per accedere al presbiterio; l’altra, trasformata in finestra, serviva ai fedeli per accedere alla parte loro riservata. La presenza delle due porte e le tracce di archi dove ha inizio la parte affrescata lasciano pensare alla presenza di un’iconostasi che divideva la cripta in due ambienti.

Fotocronaca e testimonianza fotografica del 2005 a cura di Otello Tollemeto

Il modo migliore per fare intendere il degrado del nostro territorio è quello di dare testimonianza diretta attraverso le foto e poi mettere tutto su Internet. Poi ci pensa GOOGLE a dare risonanza e a far conoscere al mondo intero le denunce dei cicloamici.  Quest'anno il ciclocaporedattore e la sua Nikon erano in misisione del Parco Nazionale del Gargano ma il reportage sul Percorso della Civiltà Rupestre si è fatto lo stesso. Ma oramai c'è comunque qualche cicloecologista pronto a testimoniare fotograficamente gli scempi ambientali commesse nelle nostre campagne. 

Vi è oramai un feeling speciale tra il nostro sito e il principale motore di ricerca di Internet: Google. Non sappiamo come ma Google riesce a segnalare dopo pochi giorni (a volte ne bastano 2) le nuove cronache dei Cicloamici. Dal ciclogiornale le foto passano sulla Gazzetta, sul quotidiano. Vengono raccolte da ricercatori e studenti universitari. 

Nessuno può più nascondersi dicendo: non lo sapevo.

 

Foto: In molti tratti il percorso è diventato una vera e propria discarica abusiva. Così come tanti altre strade di viabilità secondaria la pista è la testimonianza della inciviltà e del degrado ambientale che imperversano nel salento. 

Foto: Davvero non riusciamo a capire e giustificare quegli scellerati che mettono in macchina ogni sorta di fetenzia per venirla a catapultare nelle campagne. 

Foto: Lungo la pista la gente viene a "conferire" di tutto. Nella foto Mimmo il prode posa nella piazzola di sosta nei pressi della complanare. Accanto al prode una cucina usata e abbandonata.

Foto: Il difficile accesso al sottopasso che consente di attraversare in sicurezza la SS7 Brindisi-San Vito.

Pensiamo che la pista sia stata pensata e progettata con cura e intelligenza. Per evitare di far attraversare la SS7 Brindisi San Vito è stato realizzato un passaturo in cemento che conduce i ciclisti sotto la strada approfittando del ponte realizzato per il Canale Reale. Apposite staccionate in legno dovevano mettere in sicurezza i viandanti. Al momento attuale molte di queste staccionate sono state derubate e la vegetazione ricopre minacciosa grossa parte del sentiero. Per il ripristino della sicurezza e della viabilità si rende necessario un intervento di recupero straordinario.

Foto: Tre colonne delimitano e proteggonoe indicano il Percorso della Civiltà rupestre in corrispondenza degli attraversamenti delle altre strade secondarie. Molte di queste colonne sono state divelte dai contadini quando questi hanno avuto il "bisogno" di utilizzare la pista per accedere ai propri campi con grossi mezzi. La colonna centrale è stata la prima a cadere. Va detto tuttavia che alcuni tratti della pista utilizzati dai contadini sono meglio conservati e manutenuti (dai contadini stessi) rispetto a quei tratti dove per mancanza di passaggio le erbe infestanti hanno preso il sopravvento.. 

Foto: Imbocco del sottopasso che consente di oltrepassare il doppio binario della linea Bari-Brindisi. Questo passaggio, a differenza dell'anno 2004  risulta impervio e totalmente infestato. Molti pali di legno sono rubati o bruciati.

 

Foto: L'arrivo dei cicloavventurieri alla Cripta di San Biagio. Nuovo momento di sosta e visita della cripta stupendamente affrescata e istoriata.

 

 

Foto: La pista ha inizio in maniera molto irrazionale e senza un'adeguata segnaletica sulla complanare interna della Supertstrada Bari Brindisi,  un chilometro a Nord del ponte per Apani. 

Foto: Meritato rinfresco all'arrivo a Torre Guaceto. Freschissime e dolcissime angurie insieme a bevande per tutti i gusti attendevano gli eroici cicloecologisti che anche quest'anno e fino a quando sarà necessario continueranno ad organizzare l'evento di denuncia.