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many roads must a man walk down Bob Dylan |
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a cura di Tonia |
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LIBERA Associazioni, nomi e numeri contro le mafie COORDINAMENTO DI BRINDISI CAROVANA NAZIONALE ANTIMAFIE 2-7 maggio 2003 Camminare insieme per costruire giustizia Appalti, beni confiscati, caporalato, circolazione illecita di capitali, collaboratori di giustizia, corruzione, doping, droga, ecomafia, educazione alla legalità, globalizzazione e criminalità, informazione, lavoro nero, mafia e politica, prostituzione, racket e usura, vittime. Se vuoi un anno di prosperità fai crescere il grano, se vuoi dieci anni di prosperità fai crescere gli alberi, se vuoi cento anni di prosperità fai crescere le persone. A due anni dalle stragi di Capaci e via d’Amelio era necessario mantenere alta la tensione antimafia, dopo la fortissima ondata di indignazione che seguì i due eventi tragici. “Andiamo noi incontro alle persone”, propose Rita Borsellino. Partiva così nel 1994 la prima Carovana Antimafie, promossa dall’Arci Sicilia. Cominciava un viaggio tra i cittadini, a partire proprio dagli insediamenti storici delle cosche: da Corleone a San Giuseppe Jato, da Gela a Niscemi. Nel 2002 la Carovana Antimafie è diventata nazionale, interessando anche la Puglia. Oggi essa assume un significato particolare, in un momento in cui si tenta in tutti i modi di considerare superati i problemi concernenti la mafia e la corruzione. Purtroppo, è ancora necessario tenere gli occhi aperti, impegnandosi per la legalità e per l’affermazione della cultura della legalità, strumento per garantire il patto di convivenza civile e la tutela delle fasce deboli. Le parole di don Luigi Ciotti – fondatore e presidente di “Libera” - sulla Carovana Antimafie: “Secondo gli esperti del linguaggio, carovana è parola che deriva dal vocabolario persiano (karawan) per indicare un gruppo di persone che attraversano insieme, con carri e bestie da soma, luoghi deserti o pericolosi. Un termine che esprime non solo l’idea di un viaggio, ma anche quella del camminare insieme là dove – tra deserto e luoghi pericolosi - può essere poco prudente avventurarsi da soli. Un’immagine che esprime molto bene il senso della Carovana Nazionale Antimafie che anche quest’anno porta come titolo In viaggio per la legalità e la giustizia sociale. Un itinerario che ha come meta non solo contrastare mafia, poteri criminali e attività illegali, ma anche contribuire e garantire chi è schiacciato dalle tante ingiustizie e sopraffazioni che tutti conosciamo”. La Carovana Antimafie attraversa la provincia di Brindisi per ribadire quell’impegno e per confrontarsi con quell’indifferenza ed abitudine che portano a pensare che si possa convivere con l’illegalità. Per contrastare mafia, poteri criminali ed attività illegali, senza mai dimenticare che anche nella nostra quotidianità è possibile vivere atteggiamenti e stili di vita vicini all’illegalità in nome della furbizia o dell’usare la legge solo per sé. I valori e la cultura della legalità camminano con i cittadini, si trasmettono con le azioni positive di libertà e di giustizia. Non è vero che la criminalità organizzata è una faccenda che riguarda un’“altrove”. L’altrove può essere anche qui, anche il nostro quartiere, il nostro luogo di lavoro, la nostra stessa casa. Da cittadini responsabili bisogna reagire, ma è altrettanto importante prevenire. Ecco perché tutta la società può e deve sentirsi impegnata in questa lotta di libertà. Ed è questo il motivo per cui tutte le associazioni, i sindacati, le organizzazioni, le scuole, le amministrazioni, le diocesi e le parrocchie sono invitate a testimoniare il proprio impegno durante le giornate della Carovana Antimafie nella nostra provincia. Un impegno che può rafforzare la stessa democrazia, poiché la partecipazione è l’essenza della polis, di quella comunità aperta, giusta e libera che tutti desideriamo. Attenti a quanto si consuma attorno a noi, invitiamo a costruire società civile, attraverso l’animazione territoriale, l’informazione, la sensibilizzazione, la promozione sociale. Senza paura e senza pregiudizi, camminare insieme per inseguire pace, legalità e giustizia.
Brindisi, lì 25 aprile 2003 Il coordinatore Provinciale, Carlo Altavilla PS – per qualsiasi informazione sulle iniziative e modalità di partecipazione, si prega di rivolgersi a CARLO ALTAVILLA, tel. 329 8877824 – e-mail: carloaltavilla@libero.it Dal 2 al 6 maggio la Carovana Antimafia è con varie iniziative a Brindisi; il 6 maggio per tutta la giornata ci sono varie iniziative a Mesagne; il 7 maggio la Carovana è a Francavilla Fontana e a Cellino San Marco. Per avere il programma completo è anche possibile rivolgersi all'Associazione Runi Runi (Bottega del Mondo, piazza Porta Grande) a Mesagne piazza 4 novembre n. 2
UNA PETIZIONE PER CHIEDERE LA LIBERAZIONE DEI DISSIDENTI CUBANIL'Associazione Articolo 21 liberi di ha lanciato una appello (è possibile sottoscriverlo on line all'indirizzo www.articolo21liberidi.org) per la liberazione immediata dei dissidenti cubani. Si tratta di una lettera che invieremo, insieme alle vostre firme cartacee e elettroniche (nome, cognome ed indirizzo) all'Ambasciatore cubano in Italia. Vi chiediamo di sottoscrivere questo appello e di farlo sottoscrivere a più persone possibili. 3.000 le firme raccolte nelle prime 24 ore
che accompagna una lettera-appello all'Ambasciatore in Italia. Nella
lettera, Articolo 21 scrive: "Siamo cittadine e cittadini che hanno
sempre avversato la politica dell'embargo contro Cuba. Per queste ragioni,
Le manifestiamo la nostra più assoluta indignazione per le recenti
condanne a morte e per le mostruose pene inflitte a centinaia di
dissidenti". Un sondaggio via internet sulla negazione della libertà d'informazione boccia con pochi appelli Castro. Il 32% di chi ha risposto pensa che "quello di Fidel Castro è un regime"; il 16% distingue tra rivoluzione cubana e Castro; il 23,7% non concede "nessuna scusante". Ha "ragione" per il 5,8%, è un "compagno che sbaglia" per l'8,5%. Poco meno di 14 persone su 100 (13,8) danno la colpa all'embargo americano. |
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curata da Tonia e dal ciclocaporedattore. Idee,
pensieri, parole, immagini, stupidaggini riportate qui non sono
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fotografate nel sito www.cicloamici.it. Tonia si scusa per
qualsiasi immagine, notizia o iniziativa che possa aver turbato,
infastidito o urtato la suscettibilità degli altri cicloamici.
Una fabbrica di armi può essere trasformata in un ARSENALE DI PACE http://www.sermig.org/
PALESTINA (da Il Manifesto manifesto 25 aprile 2003: secondo le denuncie di Reporters Sans Frontieres, solo nell'ultimo anno, i giornalisti uccisi sono stati 31, 700 gli aggrediti o minacciati, 106 quelli inprigionati. Nel 2003, ma il bilancio, ancora provvisorio, sono già 2 i giornalisti uccisi e 105 quelli in prigione” (riporto testualmente dal settimanale Vita). Poco più di un
anno fa, il 13 marzo 2002, a Ramallah, veniva ucciso dai soldati
israeliani Raffaele Ciriello testimone con le sue foto (visibili sul suo
sito http://www.ciriello.com/
) di molte storie di guerra. Il
20 marzo è stato l’anniversario della morte di Ilaria Alpi e Miran
Hrovatin. Il 28 marzo uscirà un film sulla storia dei due: “Ilaria Alpi
il più crudele dei giorni”.
http://www.ilariaalpi.it/
Storie da Paesi in Guerra Morire a 22 anni… per un sogno?
Rachel Corey Statunitense
di 23 anni, era impegnata in azioni di interposizione con l'International
Solidarity Movement.
È
morta per fratture al cranio e alle costole, travolta da un bulldozer
mentre tentava di bloccare la demolizione di una casa palestinese da parte
dell'esercito israeliano. "L'hanno
coperta di sabbia e poi l'hanno investita mentre lei stava di fronte al
bulldozer"ha dichiarato il Dottor Ali Musa, medico dell'ospedale di
al-Najar a sud della striscia di Gaza. "Rachel era sola di fronte
alla casa mentre noi cercavamo di fermare l'avanzata del bulldozer"
dice ancora Ali Musa "ha fatto cenno ai bulldozer di fermarsi piu
volte. Poi è caduta a terra e il bulldozer ha continuato l'avanzata. Noi
abbiamo urlato di fermarsi ma la macchina continuava imperterrita. L'ha
calpestata e poi dopo alcune manovre ha fatto marcia indietro". I
“bollettini di guerra” dei TG sono come dei film di azione in cui
quasi mai si riesce a percepire cosa succede a chi vive lì dove le bombe
cadono… chi rimane ucciso, chi ferito, come cambia la vita di chi ha
subito un bombardamento…. Solo i pochi “pazzi” che per lavoro o per
missione hanno voluto essere presenti in quei nei luoghi possono
raccontarci quali sconvolgimenti nel “piccolo” della vita della gente
può provocare la guerra. Uno
di questi “pazzi” è Gino Strada e la storia che segue fa parte delle
molte testimonianze del suo libro “Pappagalli verdi”. Schumi e Turbo
Settembre
1996, Nord Iraq iracheno. Il villaggio di Degala è sotto i colpi di
cannone. Un razzo centra un cavo dell'alta tensione che finisce su una
casa. Scoppia un incendio. La gente accorre, feriti chiedono
disperatamente aiuto. Jamal Hama, 18 anni, riconosce le urla di un
amico.Corre a soccorrerlo: cerca di staccarlo dal cavo, lo afferra per una
gamba e la scarica elettrica lo scaraventa a 15 metri. Jamal riporta
ustioni gravissime, e la frattura del no. Arriva all'ospedale di
EMERGENCY a Sulaimaniya in condizioni disperate. Per salvarlo dobbiamo
amputargli il braccio. Si rimette in piedi ma non riesce a camminare. Farad
Khalil ha 15 anni, fa il pastore. Il 16 ottobre sta rientrando dal pascolo
verso il suo villaggio, Karatakh. Incontra un amico che sta maneggiando
una specie di barattolo. "Vieni a vedere, forse si puo' venderlo al
mercato". L'esplosione è assordante, l'amico viene dilaniato in un
istante dalla mina antiuomo. Farad è a terra, in una pozza di sangue.
Dopo 6 ore arriva all'ospedale di Emergency dove gli dobbiamo amputare
entrambe le gambe appena sotto il ginocchio. Ora
Jamal e Farad sono nella stessa stanza d'ospedale. Farad è famoso
perchè sulla sua sedia a rotelle sfreccia velocissimo e prende le curve a
velocita' folle. Così si è guadagnato il soprannome Schumacher Jamal,
invece non riesce a mantenere l'equilibrio, appoggiato a una stampella col
solo braccio rimasto. Così nasce l'idea, quasi per gioco: Jamal potrebbe
spingere la carrozzina di Farad. Quel pazzo smetterebbe di rischiare di
schiantarsi ad ogni momento, e Jamal potrebbe iniziare a muoversi,
appoggiato a qualcosa di più stabile di una stampella. "Ehi,
Schumacher, adesso hai un motore nuovo!" dice un infermiere, e cosi'
Jamal ha anche lui il suo soprannome e diventa Turbo. Diventano amici,
Schumacher e Turbo. Girano insieme per l'ospedale, Turbo che si impegna
allo spasimo, Schumacher con l'aria un po' seccata perché non si sente
"competitivo". Che
futuro avranno, questi due ragazzi? Per due handicappati come loro non c'è
speranza di un posto di lavoro, non in questo Paese. Forse potremmo fare
qualcosa. Oggi Schumacher ha ricevuto le protesi alle gambe e riesce di
nuovo a camminare: lavora all'interno dell'ospedale. E un giorno, glielo
abbiamo promesso, avrà assieme al suo amico un piccolo laboratorio tutto
loro, al di fuori dei cancelli dell'ospedale, per guadagnarsi da vivere. Noi di EMERGENCY siamo i loro migliori tifosi, vogliamo seguirli nella loro gara. Vogliamo vederli sfrecciare insieme sotto la bandiera a scacchi della digintà ritrovata. Altre storie tratte da “Pappagalli verdi” sono sul sito: http://www.emergency.it/storie/storie.shtml Reporter di guerra “Secondo le
denuncie di Reporters Sans Frontieres, solo nell'ultimo anno, i
giornalisti uccisi sono stati 31, 700 gli aggrediti o minacciati, 106
quelli inprigionati. Nel 2003, ma il bilancio, ancora provvisorio, sono già
2 i giornalisti uccisi e 105 quelli in prigione” (riporto testualmente
dal settimanale Vita). Poco più di un
anno fa, il 13 marzo 2002, a Ramallah, veniva ucciso dai soldati
israeliani Raffaele Ciriello testimone con le sue foto (visibili sul suo
sito http://www.ciriello.com/
) di molte storie di guerra. Il
20 marzo è stato l’anniversario della morte di Ilaria Alpi e Miran
Hrovatin. Il 28 marzo uscirà un film sulla storia dei due: “Ilaria Alpi
il più crudele dei giorni”.
http://www.ilariaalpi.it/
Foto: Il Big Ben tappezzato da uno striscione pacifista. un simpatico effetto prospettico di Massimo che il 15 febbraio era a Londra con altri 1,5 milioni a dire NOWAR
La situazione in Iraq Save the children denuncia Internet: www.savethechildren.it Quasi la metà della popolazione
irachena ha meno di 14 anni. A soffrire le conseguenze di un nuovo
conflitto sarebbero perciò soprattutto bambini. La Guerra del Golfo e le
sanzioni internazionali hanno messo in ginocchio il Paese. Circa il 60%
degli iracheni dipende dagli aiuti alimentari provenienti dal programma
Onu 'Oil for food' (che consente all'Iraq di esportare petrolio per un
valore di due miliardi di dollari ogni sei mesi per far fronte alle
necessità umanitarie). Il 23% dei minori nel Centro e nel Sud del Paese
soffrono di malnutrizione cronica (l'11,4% nel Nord). Un nuovo conflitto
provocherebbe sicuramente l'interruzione dei rifornimenti alimentari su
cui si basa la sopravvivenza di due terzi delle famiglie irachene.
Migliaia di civili sarebbero costretti ad abbandonare le loro case in
cerca di rifugio, in un Paese che conta già tra i 700.000 e il milione di
profughi interni.
TEL AVIV 15 FEBBRAIO
CAMPAGNE CONTRO I MERCANTI DI ARMI Campagna
"Banche armate"
Campagna contro il finanziamento all’export bellico, lanciata a fine ‘99 da Nigrizia con Mosaico di pace e Missione Oggi, fatta propria dall’associazione Chiama l'Africa, e sollecitata anche dalle lettere di protesta che giungevano alle redazioni, la campagna intende dare al risparmiatore uno strumento di pressione sulle banche italiane, al fine di ridurre se non azzerare il loro appoggio all'export bellico. Per informazioni: http://www.nigrizia.it/
Foto: "english homour" contro la guerra (foto di Massimo) |
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