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Rivoluzione copernicana a Mesagne

Questa pagina serve a documentare il dibattito politico e culturale che si svolge a Mesagne intorno agli interventi per la moderazione del traffico e la sicurezza stradale. Da Mesagne inizia l'impegno civile e ecologista dei cicloamici: difendere e valorizzare il territorio ed il patrimonio naturalistico, promuovere forme di sviluppo sostenibile, trasporti urbani alternativi alle auto.

     

 

 

Articoli e comunicati

La stampa locale documenta l'acceso confronto tra chi vuole e chi non vuole gli interventi di moderazione del traffico su Via Marconi

Gazzetta del Mezzogiorno 3 Agosto 2007

Per il futuro mettiamo giudizio

Le prime voci di protesta dei cittadini di Mesagne per la rimozione dei paletti sulla pista ciclabile

Eccoli, sono li i risultati di cotanta attività svolta dal nostro laborioso Sindaco e da una giunta tecnico-ecclesiale. Via subito Ici e pista ciclabile. Per l'Ici qualcuno dovrebbe comunicare al Sindaco ed ai suoi assessori che una legge dello stato non può essere cancellata con un editto. Per la pista ciclabile, intanto modifichiamone la struttura eliminando le brutte protezioni per gli improbabili ciclisti, così che possano essere ben schiacciati dai camionisti di passaggio. Buona fortuna mesagnesi. Per il futuro "Mettiamo Giudizio". L'espressione del voto in cabina elettorale non è ne un passatempo e un'azione di ripicca personale. Taranto insegna: il fallimento di un ente locale è fortemente legato alle capacità gestionali degli amministratori. Nicola Del Prete.

 

Gazzetta del Mezzogiorno 3 Agosto 2007

Tolti i paletti dalla pista ciclabile di via Latiano

Centro destra e centro sinistra rivendicano il merito di aver reso meno sicura la pista ciclabile rimuovendo i paletti di protezione

Il centrodestra lo aveva promesso con un manifesto pubblico fatto affiggere in città negli ultimi giorni della campagna elettorale. "Ici e transenne della pista ciclabile di via Latiano via subito" era scritto(Nota della cicloredazione: il Centro Destra aveva promesso di rimuovere la Pista Ciclabile per intero come testimoniano manifesti e volantini riportati sotto), . Per l'Ici se ne sta discutendo, per le transenne l'opera di smantellamento è stata effettuata ieri. La pista ciclabile delimitata da pericolose transenne su via Latiano, arteria tra le più trafficate dentro urbano, era stata oggetto anche di un sit-in del centrodestra, di una conferenza stampa e di numerosi interventi e interpellanze in consiglio comunale. Quella pista ciclabile, in verità, non aveva trovato molti favori neppure all'interno del governo di centrosinistra che aveva fatto realizzare l'opera. Poi per non farsi "autogol" e non creare problemi all'interno della maggioranza, si preferì non prendere posizione e rinviare la soluzione del problema a...tempi migliori. Che, evidentemente, sono arrivati perché il centrodestra ha risolto il problema anche se la viabilità su via Latiano resta sempre un...optional. Senza quelle transenne, molte delle quali in verità erano state già divelte da automobilisti sbadati, la carreggiata è più larga e due mezzi pesanti che si incrociano possono transitare. La pista resta ma è delimitata da un lunga linea di colore giallo rifrangente molto visibile, meno ingombrante e pericolosa delle transenne metalliche. Ma, soprattutto, meno costosa. E' stato sufficiente un pizzico di buon senso in più

 

Il Quotidino 3 Agosto 2007

Via i Paletti dalla pista ciclabile di Mesagne

Centro destra e centro sinistra rivendicano il merito di aver reso meno sicura la pista ciclabile rimuovendo i paletti di protezione

L'amministrazione comunale di Mesagne ieri mattina ha dato il via ai lavori di rifacimento della pista ciclabile di via Marconi smantellando i paletti delimitatori, rimasti ancora in piedi, e tratteggiando la nuova carreggiata che è stata ampliata di pochi centimetri. Così, mentre l'amministrazione comunale rivendica il provvedimento che dovrebbe portare allo spostamento della pista su altre direttive stradali, meno caotiche, l'ex assessore ai Lavori pubblici, Fabrizio Dipietrangelo, rivendica la paternità della ristrutturazione. Ieri mattina, dunque, una squadra di operai è giunta in via Marconi, dove è stata costruita la tanto contestata pista ciclabile lunga alcune centinaia di metri, ed ha iniziato a smantellare i paletti che delimitano l'area poiché divenuti pericolosi per la circolazione stradale. Quindi hanno tracciato con colori giallo e bianco la nuova carreggiata e la restante pista. Infine hanno posizionato per terra delle borchie rifrangenti. "Il provvedimento messo in atto ieri in via Marconi - spiega l'assessore ai Lavori pubblici, Cosimo Di Monte - è una direttiva adottata dalla Giunta in seguito alle varie denunce che il Comune ha ricevuto per i sinistri verificatesi su tale arteria. In questo modo abbiamo cercato di ricreare le condizioni di sicurezza esistenti prima della costruzione della pista. E' un provvedimento adottato nel rispetto delle richieste giunte dai cittadini ed in ossequio agli impegni presi dal sindaco Incalza". "Pian piano che la macchina amministrativa inizia a funzionare - spiegano i capigruppo consiliari del centrodestra - si intravedono i primi risultati". Contrariato l'ex assessore ai Lavori pubblici, Fabrizio Dipietrangelo, il quale evidenzia: "Quello che oggi è stato attuato su via Marconi è quanto da noi deciso alcuni mesi addietro. E' una rivisitazione del progetto iniziale attuata da me e dall'ex assessore Giuseppe Indolfi. Quindi il centrodestra non può rivendicare nulla poiché il provvedimento messo in atto ieri è stato varato dal governo Sconosciuto. Loro hanno promesso di smantellare completamente la pista. Bene lo facciano e solo allora potranno rivendicare meriti".

 

Gazzetta del Mezzogiorno 2 Luglio

Alibrando sconcertato dai cicloamici

Nasce un'associazione ambientalista "ad hoc" per scardinare la pista ciclabile su Via Marconi

Gianfranco Alibrando, segretario del nucleo di Mesagne dell'associazione "Fare Verde", invita il sindaco Enzo Incalza ad attuare il programma con cui la città lo ha eletto e di far rimuovere i paletti che sono rimasti su via Marconi e di ripensare dove ricollocare in maniera funzionale la pista ciclabile. Diversamente - aggiunge - resterebbe una delle solite opere inutili e soprattutto incompiute classiche della nostra terra".

Gianfranco Alibrando sostiene di essere rimasto sconcertato dal comunicato emesso dall'associazione "Cicloamici" che, nei giorni scorsi, ricordava ad Enzo Incalza di essere il sindaco di tutti. "In sostanza difendeva solo le decisioni e le iniziative prese dalla vecchia giunta comunale". Sulla costruzione di piste ciclabili, ovviamente, sono tutti d'accordo. Il problema è che la pista ciclabile di via Marconi, per gran parte dell'opinione pubblica mesagne, è stata realizzata in maniera non funzionale e non fruibile da nessuno e non rispetta le giuste dimensioni. "La passata amministrazione comunale - spiega Alibrando - si era anche difesa dicendo che fosse a un solo senso di marcia perché il comune era proprietario solo di 1,30 metri di marciapiede su via Marconi". "Secondo noi di Fare Verde Puglia - continua - la pista su via Marconi ha rappresentato solo un classico esempio di spreco di denaro pubblico.

Tutti i mesagnesi sono curiosi di sapere quale professionista ha svolto lo studio di fattibilità, prima di individuare nella principale arteria dove confluisce tutto il traffico cittadino e di pendolari che si dirigono presso Brindisi e i centri commerciali, il posto giusto per una pista ciclabile". E conclude: "Del resto poi basta guardare in che stato versa la pista. Quasi tutti i paletti sono stati divelti dagli automobilisti, non certo per incuranza, ma semplicemente perché sono inutili, troppo bassi per cui non rientrano nel campo visivo degli specchi retrovisori delle auto".

 

Quotidiano 18 Giugno

Eliminare la pista ciclabile in nome della sicurezza stradale

Forza Italia continua a sostenere la necessità di eliminare la pista ciclabile per rendere Via Marconi più sicura e accogliente

Due i provvedimenti che il sindaco di Mesagne Vincenzo Incalza vuole adottare ad inizio del suo mandato. Il primo è l'eliminazione dell'Ici dalla prima casa mentre il secondo è lo spostamento della pista ciclabile di via Marconi che disagi e querelle ha creato in questi mesi.

Una pista che ha trovato nell'associazione Cicloamici i naturali ispiratori di un progetto che è stato redatto dall'ingegnere Cosimo D'Adorante, responsabile dell'Ufficio Ambiente del Comune.

A difendere gli interessi dell'associazione è il presidente, Anna Rita Ricci, la quale spiega: "La pista ciclabile di via Marconi nasce come intervento di moderazione del traffico motorizzato, oltre che semplicemente come percorso dedicato esclusivamente a coloro che preferiscono usare un mezzo di trasporto alternativo all'auto e che percorrono quel tratto di strada esattamente come lo percorrevano prima della realizzazione della stessa. Il rallentamento del traffico che si verifica su via Marconi non è dovuto alla pista ciclabile, la cui sede propria occupa spazio sottratto al marciapiede e non, come erroneamente si pensa, alla carreggiata che è rimasta tale. Il rallentamento del traffico è dovuto ai parcheggi selvaggi fuori dalle strisce, all'imperizia degli automobilisti, all'ormai assimilata e consolidata abitudine a consentire atteggiamenti di abuso da parte degli stessi automobilisti, diventati prassi comune piuttosto che abusi, per l'appunto".

Quindi Ricci evidenzia che: "Il traffico viene rallentato anche all'altezza della pizzeria Marconi, a causa dei parcheggi selvaggi in divieto di sosta, lato pizzeria o fuori strisce, lato consentito? Oppure non viene rallentato all'altezza dell'autoscuola Poci dove a volte si arriva anche a parcheggi in terza fila? O ancora non viene  rallentato all'altezza dell'incrocio con via Federico II Svevo quando la maggior arte degli automobilisti soffre di forme acute di daltonismo e confondono il rosso del semaforo con il verde  creando ingorghi e file? Eppure stiamo parlando sempre di via Marconi".

Sulla spinosa vicenda interviene Forza Italia che spiega: "Qualsiasi persona di buon senso si accorge che i problemi di viabilità lungo il tratto di via Marconi, parallelo alla pista ciclabile, sono aumentati anziché diminuire. Il problema è a monte. Via Marconi, almeno nel tratto cittadino, non doveva essere oggetto di un simile intervento. Illogico perchè trattasi di una pista ciclabile ad un solo senso. Pericoloso perchè troppo a ridosso del traffico senza barriere se non degli altrettanto pericolosi minuscoli paletti, peraltro in parte divelti. Inopportuna perchè altri potevano essere e sono i percorsi da approfondire. Alla luce di queste considerazioni nasce la proposta del centro destra di eliminare la pista ciclabile rendendo via Marconi più sicura ed accogliente".

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Mesagne 8 Giugno comunicato dei cicloamici

Incalza l’insicurezza stradale a Mesagne

Incredibile e sconcertante iniziativa della CDL contro la sicurezza stradale a Mesagne

www.cicloamici.it/mesagne/incalza_l'insicurezza_stradale.jpg

L’eliminazione della pista ciclabile di Via Marconi sembra essere la priorità del programma elettorale di Enzo Incalza, candidato sindaco del Centro Destra a Mesagne. Questo si ascolta dai comizi e si legge su un incredibile volantino di propaganda elettorale che il ciclogiornale ha deciso di pubblicare su Internet. Il volantino promette agli elettori l’immediato smantellamento  (SUBITO!) della pista ciclabile su via Marconi.

E’ questa una testimonianza lampante e allucinante di come alcuni Mesagnesi e loro rappresentanti rispettino i pedoni e i ciclisti.

I cicloamici sono preoccupati per questo grave episodio di insofferenza per le iniziative di moderazione del traffico a Mesagne.

La pista ciclabile di Via Marconi, se pur non condivisa da tutta la cittadinanza e' una conquista di civiltà e pian piano la gente comincia ad usufruirne. Gli attraversamenti pedonali piu' stretti sono una comodità per i bambini e per chi non e' molto rapido a camminare o a districarsi in mezzo al traffico. Pedoni e ciclisti possono raggiungere in sicurezza il mercato cittadino e il rione seta.

Le piste ciclabili sono a destra e a sinistra e servono per incrementare la sicurezza stradale e la qualità della vita nelle città. E’ di oggi l’inchiesta di Repubblica che denuncia l’aumento progressivo negli ultimi anni dei ciclisti morti in incidenti automobilistici.

A metà del decennio del nuovo secolo il numero dei ciclisti che hanno perso la vita sulle nostre strade è cresciuta del 5,7%, un dato che va in controtendenza rispetto al calo generale della mortalità sulle strade che nel 2005 è stato del 4,7%.

A Mesagne l’ultimo grave incidente con investimento di un ciclista è del 7 aprile 2007.

I cicloamici insieme a migliaia di cittadini mesagnesi difenderanno le scelte di civiltà fin qui compiute con tutto il loro impegno e la loro passione.

Quotidiano di Brindisi 23/11/2006 -

Alla CDL piace la proposta dei cicloamici

La CDL accoglie con favore la proposta di dare vita al forum cittadino per la mobilità sostenibile.

La Casa delle Libertà di Mesagne accoglie favorevolmente la proposta dei Cicloamici di istituire un forum sulla mobilità sostenibile in città. Così in una nota la Cdl precisa: “Siamo contenti che anche l'associazione Cicloamici giunge alla determinazione di aprire un confronto con la città sui temi della mobilità sostenibile e della sicurezza stradale. La Cdl lo ha chiesto ripetutamente anche nell'ultimo consiglio comunale convocato appositamente. Purtroppo siamo stati costretti a parlare di questi temi dopo che il Comune, in collaborazione con l'associazione Cicloamici, ha calato dall'alto un'opera assolutamente incompatibile con la situazione strutturale ed ambientale della via principale del paese. Vogliamo rassicurare tutti che questa è l'opinione della stragrande maggioranza dei mesagnesi. Basta chiederlo. La sensibilità verso i temi della moderazione del traffico e della sicurezza stradale, è ampiamente dimostrata dall'attività propositiva che l'architetto Rossana Maggiorano ha sviluppato nel tempo ed anche con la proposta presentata dalla Cdl per l'angolo tra via Marconi e via Confalonieri che prevede due spartitraffico, senza modifiche e rialzamenti del terreno, che raggiunge lo stesso obiettivo, senza intralci e senza pericoli per gli allagamenti”.

Gazzetta del Mezzogirorno del 20/11/06

Cicloamici propone un forum

Comunicato stampa dell’associazione Cicloamici che propone la costituzione di un forum cittadino sulla mobilità sostenibile e la sicurezza stradale.

“L’acceso dibattito, non privo di aspre polemiche, ha concentrato l’attenzione dei partiti e dei cittadini sulla sicurezza stradale e sulle piste ciclabili - sostiene Antonio Licciulli -. Per canalizzare su un piano propositivo e costruttivo i molteplici contributi di singoli cittadini, partiti, associazioni e tecnici, l’associazione Cicloamici propone di costituire un forum cittadino”. Cicloamici ha apprezzato le proposte dell’architetto di Forza Italia, Rossana Maggiorano, intese a migliorare la sicurezza stradale su viale Indipendenza. La Maggiorano ha proposto isole spartitraffico e rotatorie, tipici interventi di moderazione del traffico. Sempre per quanto attiene ai lavori di rifacimento su viale Indipendenza, i cicloamici ricordano che “la legge 366/98 impone che durante i lavori di costruzione o rifacimento di strade gli enti locali debbono impegnarsi a realizzare le corrispondenti piste ciclabili”. E aggiunge: “Come si concilia la richiesta delle le rotonde e delle isole spartitraffico su viale Indipendenza con quella dello smantellamento degli interventi di moderazione del traffico su Via Marconi dove sono in via di realizzazione una pista ciclabile, un’isola spartitraffico e salvagente e un incrocio rialzato e ravvicinato”. E conclude: “Tra le tante accuse fatte contro la pista ciclabile e gli interventi per la moderazione del traffico in via Marconi quella di "incompatibilità ambientale" pare ai cicloamici la più paradossale e iperbolica perché é un fatto oggettivo che una pista ciclabile serve ad andare in bicicletta riducendo così il traffico veicolare e migliorando l'ambiente”.

Foto: Mesagnesi di ritorno da una biciclettata a tema. I cicloamici promuovono la bicicletta come strumento di aggregazione e di mobilità alternativa e ecologica

Mesagnesera del  20/11/06

La Casa delle Libertà si oppone alla pista ciclabile di via Marconi

Offensiva e denigratoria verso i cicloamici l'ultima parte delle dichiarazioni del forzista Giancarlo Mingolla

Conferenza stampa della Casa delle Libertà sulla pista ciclabile costruita su via Guglielmo Marconi. Domenica mattina i partiti del centrodestra hanno fatto un sit-in sulla più trafficata arteria cittadina che, anche per la concomitanza con la fiera di novembre, era particolarmente intasata. All’iniziativa ha partecipato anche il candidato sindaco della Casa delle Libertà, Enzo Incalza. Il centrodestra accusa la maggioranza di centrosinistra di non aver coinvolto le opposizioni nella fase di studio del progetto. “Non si può chiedere – hanno detto – il coinvolgimento delle opposizioni a fatto avvenuto”. Per la Casa delle libertà una pista ciclabile ad una sola direzione non ha senso. “Dopo le luci accese di giorno e spente di notte, la giunta di centrosinistra ha consegnato alla città una pista ciclabile in miniatura, ad un solo senso di marcia - aggiunge -. Si tratta delle più scellerata opera pubblica degli ultimi anni costata centinaia di migliaia di euro. Inoltre ci hanno regalato una sopraelevazione della strada con la concreta possibilità di allagarci”. Sono intervenuti Franco Prettico e Vittorio Murri per Forza Italia e Giuseppe Semeraro per Alleanza nazionale. Via Marconi rappresenta la principale arteria di attraversamento della città percorsa ogni giorno da centinaia di auto, autobus, camion e articolati. “E cosa fa il centrosinistra? Decide di restringerla, costruisce una specie di sopraelevazione, gli abbina una mini pista ciclabile con numerose interruzioni col risultato di congestionare ancora di più il traffico”, protesta l’opposizione. Come dire: anziché migliorare le cose vengono aggravate. “Hanno distrutto via Marconi senza mettere in sicurezza né i ciclisti, né gli automobilisti, né i pedoni e nemmeno i vigili urbani che ogni giorno rischiano di restare investiti da qualche mezzo pesante” dichiara il consigliere comunale Rossana Maggiorano, architetto che, assieme al collega di partito e architetto Giancarlo Mingolla ha studiato una proposta alternativa. “Il dimensionamento della pista - dice - , largo solo un metro e trenta, è errato. L’incrocio con via Confalonieri è una confusione. La nostra proposta mette al centro della proposta il pedone e poi ciclisti e automobilisti. E’ solo una proposta di adattamento perché noi proponiamo l’allargamento della pista che dovrebbe essere a doppia corsia e l’eliminazione del rialzo all’incrocio tra via Marconi e via Confalonieri”. “L’Amministrazione comunale in sede di commissione consiliare ha riconosciuto l’errore commesso non avendo redatto un piano di fattibilità. Pensavano che il marciapiede fosse di proprietà comunale e si sono scontrati con i costi dell’esproprio del marciapiede. Quando si redige un progetto va prima fatto un piano finanziario”. L’architetto Mingolla contesta all’Amministrazione comunale di centrosinistra che in 15 anni di governo non è stato capace di realizzare un piano del traffico. “Questo era il presupposto minimo per poi parlare di pista ciclabile. Solo un piano generale del traffico avrebbe potuto individuare dove e come realizzare le piste ciclabili che fatta così come sono state realizzate sono solo uno sperpero di denaro pubblico. A che serve creare le premesse per un finanziamento regionale se non hanno a monte provveduto a fare un piano e se poi ricorrono ad una progettazione improvvisata. Un’associazione di ciloamatori che non hanno prerogative né tecniche né politiche e non possono essere soggetto proponente sostituendosi all’urbanista”. E conclude: “State fermi, fate meno danni”.

 

Il quotidiano di Brindisi del 21/10/06

La pista ciclabile della discordia

A Mesagne l’argomento di maggior discussione politica sono sicuramente le piste ciclabili.

La pista ciclabile di via Marconi fa discutere e litigare i due poli politici del Comune di Mesagne. Un acceso dibattimento, infatti, si è avuto sere addietro in sede di riunione della Commissione Consiliare sui Lavori Pubblici che ha sancito la rottura definitiva tra la giunta Sconosciuto ed il centro destra locale rispetto alle eventuali modifiche da apportare all’intervento sulla principale via di traffico della città. Una pista ciclabile che, a causa della sua costruzione spaziale, è stretta, pericolosa ed a senso unico di marcia. In altre parole i ciclisti possono viaggiare in un solo senso poiché non possono tornare nello stesso senso. Pena l’ingolfamento della stessa. Ed ancora una pista ciclabile in fase di realizzazione in via Santa Rosa bloccata da pastrocchi burocratici con, al contrario, un tracciato esistente a pochi metri di distanza, completamente gratuito realizzato interamente su strada comunale, dimenticato dai progettisti che avrebbe unito la città alla contrada “Tagliata”. Con abbattimento di costi e tempi di realizzazione. I consiglieri della Cdl presenti all’incontro, Rossana Maggiorano, Giancarlo Mingolla e Giuseppe Semeraro, hanno ribadito il sostegno all’idea di dotare la città di piste ciclabili e di inserire meccanismi ed accorgimenti per rallentare, incanalare e razionalizzare il traffico sempre più caotico. “Siamo disponibili – hanno dichiarato i rappresentanti della Cdl – a compartecipare ad un approfondimento serio e responsabile rispetto ad un’opera che evidentemente sconta limiti tecnici e procedurali lampanti”.

Infatti, la costruenda pista ciclabile di via Marconi presenta notevoli problemi di compatibilità ambientale tali da far peggiorare la situazione anziché migliorarla. “Il restringimento della carreggiata – spigano dalla Cdl - la creazione di un ostacolo fisso con la sopraelevazione dell’angolo di via Confalonieri, una pista troppo angusta e stretta ad unica corsia, delimitatori troppo fragili, attraversamenti pericolosi, la mancanza di continuità della pista, l’alterazione del terreno con possibili ricadute negative rispetto agli allagamenti, ci preoccupano seriamente”.

Per tutte queste ragioni la Cdl ha ribadito la necessità di una pausa di riflessione per apportare miglioramenti all’ intero intervento e non rattoppi parziali e limitati. “In sede di commissione – aggiungono i tre rappresentanti della Cdl - nessuna apertura è intervenuta, anzi la maggioranza col vice-sindaco Indolfi, ha ribadito la bontà del progetto e l’intenzione di proseguire.

La Cdl ha criticato fortemente il tentativo di coinvolgimento postumo effettuato dalla sinistra e richiesto preliminarmente il ripristino di via Marconi, all’altezza dell’angolo con via Confalonieri, quale condizione necessaria ed imprescindibile per avviare qualsiasi tipo di collaborazione. L’ennesima chiusura da parte della maggioranza rispetto a modifiche e ripristini ha chiuso la discussione definitivamente”. La Cdl conclude: “Lasciamo la responsabilità dell’intervento alla giunta Sconosciuto. Noi ci batteremo per far tornare via Marconi fruibile come e più di prima”.

 

Il quotidiano di Brindisi del 21/10/06

Piace ai cicloamici la pista ciclabile della polveriera

A Mesagne l’argomento di maggior discussione dopo la politica sono sicuramente le piste ciclabili.

Così sull’argomento intervengono i Cicloamici i quali plaudono la proposta di un ex amministratore pubblico per realizzare una pista ciclabile sull’attuale e fatiscente rete ferroviaria che collega Mesagne alla Polveriera della Marina Militare e rilanciano la proposta sperando che gli amministratori comunali siano, come hanno più volte dimostrato, tanto lungimiranti da aprire un tavolo di concertazione con le forze armate al fine di smontare quello che oggi è un binario abbandonato nell’incuria. “Quello è un binario fantasma – spiega Antonio Licciulli dei Cicloamici – perché c’è ma non si vede a cause delle erbacce che lo coprono. Inoltre credo che l’acceso dibattito che si è aperto in città sensibilizza e rende propositivi i cittadini sul tema delle piste ciclabili. Un ex assessore del comune di Mesagne, infatti, ha suggerito modi alternativi ed economici per creare nuove piste ciclabili fuori le mura.Tra le altre idee una merita attenzione e plauso la trasformazione del binario, mai utilizzato, che porta dalla stazione alla polveriera. Il binario oramai è un fantasma fatiscente potrebbe divenire una bellissima via verde e raccordare i cicloturisti al percorso della civiltà rupestre.

Foto: Convertire un binario mai usato e totalmente inutilizzabile che dalla stazione FS porta verso Nord per arrivare al percorso della civiltà rupestre: Ok dei cicloamici

Già nel 2003 – aggiunge Licciulli - la cicloredazione aveva realizzato un reportage fotografico su questa potenziale via verde. Uno tra i tanti dossier non ancora pubblicati che i cicloamici tengono in serbo. Intanto il 9 ottobre scorso si è svolto il consiglio comunale dove è stata presentata l’interpellanza della Cdl contro le piste ciclabili e gli interventi di moderazione del traffico. I cicloamici hanno organizzato un sit-in davanti al comune per volantinare e sensibilizzare

 

Brindisi 24 del 17/10/06

Soprassedere e ripristinare

La casa delle libertà continua a chiedere la rimozione dell'incrocio rialzato e delle piste ciclabili

Il suggerimento tecnico pubblicato sul Quotidiano del 17/10, a proposito di piste ciclabili, è l’esempio lampante di come l’attuale progetto sia stato calato dall’alto con la sola compartecipazione dell’associazione Cicloamici, senza il coinvolgimento dell’intera città, come un’opera di questa dimensione avrebbe richiesto.

Foto: Tranquilli non è la città di Mesagne ma Bolzano: secondo l'ultimo rapporto Legambiente-sole24 sulla qualità ambientale Bolzano èla città più sostenibile d'Italia e la foto spiega perchè

 

Ma oltre a questo c’è l’intasamento giornaliero che si verifica su via Marconi che è diventato insostenibile ed ingestibile (oggi si è bloccato un pulman di ragazzi diretti a Sandonaci). La sordità dell’Amministrazione Comunale rispetto a questi problemi è veramente incomprensibile quando invece la necessitŕ di una rivisitazione complessiva dell’intervento è richiesta a gran voce dalla maggior parte dei cittadini. Ribadiamo la posizione della CDL formulata nell’ultimo consiglio comunale:

a) soprassedere al completamento dei lavori per la costruzione della pista ciclabile lungo via Marconi per aprire una discussione di carattere politico-culturale-tecnico, con le forze politiche, sociali e culturali della città sull’intera operazione;

b) ripristinare in toto l’area ubicata all’angolo di via Marconi con via Confalonieri a com’era prima dell’intervento di modifica indicato, predisponendo ogni possibile accorgimento tecnico per rallentare il traffico senza modifica del terreno.

“Siamo disponibili – dichiara F.Prettico – a compartecipare ad un approfondimento serio e responsabile rispetto ad un’opera che evidentemente sconta limiti tecnici e procedurali molto evidenti. Inoltra monta sempre più la preoccupazione della cittadinanza per le problematiche connesse agli allagamenti che la modifica del terreno potrebbe causare.”

La CDL - Mesagne 17/10/2006

17/10/06

Sit in dei cicloamici davanti al Municipio

In occasione del consiglio comunale i cicloamici organizzano un volantinaggio per pubblicizzare il progetto "Mesagne da vivere a piedi e in bicicletta"

Foto: volantinaggio dei cicloamici sotto il portone del palazzo comunale in occasione del consiglio comunale in cui era programmata l'interpellanza della CDL sulle piste ciclabili

Foto: volantinaggio dei cicloamici sotto il portone del palazzo comunale in occasione del consiglio comunale in cui era programmata l'interpellanza della CDL sulle piste ciclabili

 

17/10/2006 - tratto da il "quotidiano di brindisi"

Le piste ciclabili iniziano a piacere

intervento in anonimato di un ex-assessore

La cultura della pista ciclabile lanciata dall’assessorato all’Ambiente del Comune di Mesagne inizia a piacere ai mesagnesi i quali si spendono in consigli e soluzioni che possano migliorare la viabilità alternativa urbana. Un esempio in tal senso giunge da un geometra in pensione, più volte amministratore ed assessore comunale, il quale suggerisce ai dirigenti comunali un esempio di pista ciclabile “A costo zero” da realizzare su proprietà dello stesso Comune. Possibile? Secondo lui, che ha speso diversi anni della sua carriera nei lavori pubblici e conosce molto bene la città ed il suo territorio extraurbano, la costruzione è fattibile.

“Quando sono stato amministratore di Mesagne i soldi in cassa erano davvero pochi perciò bisognava fare salti mortali per ottenere finanziamenti utili a ristrutturare le opere pubbliche” spiega con serenità il professionista che ha chiesto, tuttavia, di restare nell’anonimato il quale continua: “Per questo abbiamo sempre cercato di trovare soluzioni tecniche a costi contenuti”. Quindi il geometra chiarisce questa sua affermazione. “Prendiamo ad esempio la pista ciclabile di Santa Rosa. Il Comune ha espropriato dei suoli per poterla realizzare. In alcuni casi si sono aperti dei contenziosi che risolveranno in futuro. Per tale motivo oggi la pista non è completa”.

A questo punto l’ex amministratore snocciola il suo progetto. “Vi è una strada di proprietà comunale – dice – che partendo dal deposito comunale ubicato nel vecchio macello giunge nella contrada Tagliata. Il percorso è simile a quello che sta cercando di realizzare il Comune con la sola differenza che con la mia idea non deve espropriare niente perché la strada è già di sua proprietà. La pista passerebbe al di sotto della Statale 7, dove oggi c’è un cancello che inibisce il transito, per poi continuare su di un tratturo di proprietà comunale e terminare la corsa davanti al canale Galina, nello stesso posto in cui dovrà giungere la pista che il Comune sta realizzando spendendo migliaia di euro. Così facendo si eliminerebbero anche le sacche di discariche che vi sono lungo il percorso”. Infine il geometra lancia all’amministrazione comunale un’altra idea: “L’amministrazione comunale potrebbe chiedere alle Ferrovie dello Stato lo smantellamento dell’ex linea che porta alla Polveriera ormai in completo stato di abbandono. Così facendo realizzerebbe un’altra pista ciclabile che arriva alla contrada Epifani-Acquaro”.

26/09/2006 - tratto da mesagnenws

Cominciare da situazioni semplici

intervento di Franco Prettico, Forza Italia

La Casa delle Libertà non ci sta a passare come colei che non intende costruire le piste ciclabili nella città di Mesagne. Così dopo le accuse lanciate dai Cicloamici il forzista Franco Prettico ha voluto precisare che: “Le piste ciclabili sono state accolte con favore dalla Cdl, finché non si è arrivati ad arrecare danni maggiori rispetto ai vantaggi, come è avvenuto su via Marconi. Siamo assolutamente d'accordo che bisogna avere coraggio e prospettare soluzioni all'avanguardia, ma non calate dall'alto. Nessuna discussione, nessun approfondimento, se non nel palazzo. E la città, i cittadini, quelli che dovevano subire la "rivoluzione copernicana?". Quindi Prettico aggiunge: “Quanti usano abitualmente, giornalmente, la bicicletta a Mesagne l'1 per cento? Forse meno, ebbene, gli altri non c'entrano nulla? Era giusto iniziare da situazioni semplici, lo è stato in via Brindisi, tutto sommato anche in via Santa Rosa, ma su via Marconi bisognava avere un altro approccio e la contrapposizione che vuole mettere in atto la associazione "Cicloamici", coofirmataria del progetto, non aiuta la discussione e la necessità di formare culturalmente una nuova generazione di cittadini”. Insomma la vicenda è tutt’altro che chiusa.

 

sabato 23 settembre tratto da Mesagne sera

Cicloamici e le piste ciclabili

L’associazione Cicloamici ha prodotto un ampio e documentato dossier sul tema della sicurezza stradale a Mesagne e sulla moderazione del traffico. Nell’analizzare il problema, partono dalla tragica morte avvenuta a Brindisi del ciclista austriaco Andreas Peithner che ha richiamato l’interesse dei media sui recenti e numerosi incidenti in città che coinvolgono pedoni e ciclisti, dovuti alla velocità all’imprudenza e alla mancanza di interventi per la moderazione del traffico. “A Lecce i recenti lavori di ristrutturazione non prevedevano adeguati interventi di moderazione del traffico – sostiene Antonio Licciulli dell’associazione Cicloamici -. I tanti incidenti anche mortali che si sono succeduti sugli ampi viali hanno costretto gli amministratori a prendere misure tampone e monitorare e controllare il traffico con decine di telecamere”. E continua: “Nelle città del centro nord, Milano e Roma comprese, dove ormai l’aria è irrespirabile, si cerca di ridurre il traffico e l’inquinamento introducendo l’ingresso a pagamento delle auto dei non residenti, incentivando il trasporto in bici e l’intermodalità”. Ricorda che il problema della sicurezza stradale è così rilavante “che la Comunità Europea ne ha fatto oggetto di raccomandazioni, imponendo agli Stati membri di dimezzare il numero di vittime e incidenti entro il 2010”. Per quanto riguarda Mesagne dove su via Marconi è in fase di realizzazione un articolato e organico piano di interventi per la moderazione del traffico, la sicurezza stradale e la riduzione dell’inquinamento, Antonio Licciulli stigmatizza i partiti dell’opposizione che – a suo dire -, avrebbero strumentalizzato la questione. “I partiti del centrodestra – dichiara - si sono scagliati con vero piglio persecutorio contro gli interventi di moderazione del traffico che interessano via Marconi chiedendone, tramite volantinaggi e interpellanze, la rimozione. Il rialzamento dell’incrocio su via Marconi diviene così il simbolo osteggiato di una rivoluzione culturale di tipo copernicano che pone al centro della città non le automobili ma i suoi abitanti e la loro salute”. “Nel nuovo modello di città, in cui il cittadino è il punto di riferimento, sono gli autoveicoli a salire con prudenza sui marciapiedi continui e non i marciapiedi a interrompersi per dare priorità alle carreggiate”.

 

martedì, settembre 12, tratto da Mesagne sera

Interpellanza della Casa delle Libertà

Lavori in corso in via Latiano, angolo via Confalonieri. La Casa delle Libertà ha presentato interpellanza per conoscere i motivi e gli intendimenti dell’Amministrazione comunale riguardo alle problematiche connesse ai lavori in via Marconi relativi alla “strozzatura” di via Confalonieri ed alla costruzione della “pista ciclabile”. I consiglieri comunali dell’opposizione ritengono che i lavori di via Confalonieri, oltre ad operare una evidente strozzatura a danno del traffico veicolare sempre sostenuto della zona, rappresentano una pericolosa modifica del terreno che potrebbe avere ripercussioni gravissime in occasione di allagamenti dovuti a rovesci piovaschi anche di lieve entità. Inoltre ritengono che il mancato controllo durante le ore notturne potrebbe far diventare quella zona luogo di scorribande e di rally per macchine e moto con conseguente pericolo per l'incolumità delle persone. Circa la pista ciclabile, inoltre, desiderano essere informati sulle ragioni e sui motivi posti alla base della realizzazione della pista ciclabile. “A nostro avviso – scrivono - l’opera, che meritava prima del suo inizio un ulteriore approfondimento ed il coinvolgimento la città, è stata concepita senza cognizione di causa, senza criteri logici e ad alta pericolosità. Per tale motivo chiediamo di conoscere lo studio di fattibilità, l’atto deliberativo, il progettista, il responsabile dei lavori, la ditta appaltatrice, il costo complessivo e con quali risorse sarà pagata l’opera”. Dopo il silenzio del comune su questo argomento, la Cdl si è vista quasi costretta ad invitare il sindaco Mario Sconosciuto ad interessarsi direttamente della questione. Nell’interpellanza è posta in evidenza la sensibilità dimostrata dal sindaco Mario Sconosciuto sulla paventata chiusura del passaggio a livello della zona Grutti. “Il sindaco in quella occasione ha dimostrato sensibilità rispetto alle motivate istanze dell'opposizione e pertanto si chiede un suo diretto intervento, anche al fine, se necessario, di abolire la stortura messa in atto su via Marconi prima dell'inzio dell'anno scolastico per le evidenti conseguenze che comporterà il traffico per l'accesso e l'uscita dalle scuole "Carducci" e "Materdona". E prima che responsabilità di qualsiasi natura possano emergere, evitando spese inutili a carico della collettività”. La Cdl ha chiesto che l’interpellanza venga posta all’ordine del giorno del prossimo consiglio comunale

15/09/2006 - tratto da Mesagnenews

Il Tormentone di fine estate

Interpellanza della casa delle libertà contro gli interventi di moderazione del traffico

La costruzione della pista ciclabile di via Guglielmo Marconi è il tormentone di fine estate a Mesagne dove cittadini, amministrazione comunale, Casa delle Libertà e Cicloamici si affrontano a suon di comunicati. Oggetto della diatriba, oltre alla tipologia costruttiva della pista, soprattutto una sopraelevazione pedonale ed alcune modifiche apportate all’assetto stradale. Ed in questi giorni, in cui sono riaperte le scuole, le difficoltà si sono notate talmente che il vigile urbano di servizio per la regolamentazione del traffico veicolare e pedonale ha difficoltà nel restare al centro della carreggiata. Purtroppo, il rischio di sinistri, anziché diminuire, sembra essere aumentato notevolmente.

Così mentre l’amministrazione comunale sembra muovere timidi passi verso la soluzione del problema la Casa delle Libertà ha depositato in Comune un’interpellanza in cui si legge: “I sottoscritti consiglieri comunali chiedono di conoscere i motivi e gli intendimenti della amministrazione comunale riguardo alle problematiche connesse ai lavori in via Marconi e relativi alla strozzatura” di via Confalonieri ed alla costruzione della “pista ciclabile”. I lavori di via Confalonieri oltre ad operare un evidente strozzatura a danno del traffico veicolare della zona, molto sostenuto, rappresenta una pericolosa modifica del terreno che potrebbe avere ripercussioni gravissime in occasione di allagamenti dovuti a rovesci piovaschi anche di lieve entità. Inoltre, altra preoccupazione, è quella del mancato controllo durante le ore notturne che ne potrebbe far diventare luogo di scorribande e di rally per macchine e moto con conseguente pericolo per l'incolumità delle persone. Per tali motivi se ne chiede la eliminazione”. E per la pista chiedono: “Circa la pista ciclabile si desidera essere informati sulle ragioni e sui motivi posti alla base della sua realizzazione. A nostro avviso l’opera, che meritava prima del suo inizio altro approfondimento coinvolgimento la città, è stata concepita senza cognizione di causa, senza criteri logici e ad alta pericolosità. Per tale motivo chiediamo di conoscere lo studio di fattibilità, l’atto deliberativo, il progettista, il responsabile dei lavori, la ditta appaltatrice, il costo complessivo e con quali risorse pagare l’opera. Il silenzio dell’amministrazione, nei giorni scorsi, ci ha costretto ad invitare il signor sindaco ad interessarsi direttamente della questione. Già in occasione della paventata chiusura del passaggio a livello della zona Grutti, ha dimostrato sensibilità rispetto alle motivate istanze dell'opposizione e pertanto si chiede un suo diretto intervento, anche al fine, se necessario, di abolire la stortura messa in atto su via Marconi prima dell'inzio dell'anno scolastico per le evidenti conseguenze che comporterà il traffico per l'accesso e l'uscita dalle scuole "Carducci" e "Materdona". E anche prima che responsabilità di qualsiasi natura possano emergere, evitando spese inutili a carico della collettività”.

 

17 agosto, tratto da Mesagnesera

L'associazione Cicloamici difende gli interventi sulla mobilità sostenibile

L’associazione Cicloamici scende in campo per difendere gli interventi sulla mobilità sostenibile. “E’ una battaglia di civiltà – sostiene Antonio Licciulli, coordinatore regionale Fiab -. Gli interventi del comune sono a favore della mobilità sostenibile e dei percorsi sicuri casa scuola. L'attraversamento pedonale rialzato e la pista ciclabile su via Marconi sono diventati luogo di scontro politico. Sbaglia chi lo ritiene uno spreco di risorse pubbliche ed auspica di investire quel denaro per aumentare i parcheggi e per ridurre i marciapiedi per facilitare il deflusso del traffico”. Cicloamici si inseriscono nel dibattito difendendo gli utenti deboli delle strade. ”Gli interventi in via Marconi rappresentano gli elementi più audaci del progetto "Mesagne da vivere a piedi e in bicicletta". Confidiamo nella intelligenza dei mesagnesi che sapranno cogliere le nuove opportunità come dimostra l'entusiasmo di tanti che hanno già cominciato ad utilizzare la pista ancor prima che sia completata e collaudata”. Il progetto "Mesagne da vivere a piedi e in bicicletta" per Cicloamici è articolato e ambizioso. Prevede la realizzazione del "Parco scuola di educazione stradale" in contrada Tagliata, piste ciclabili in città, itinerari cicloturistici nel territorio, servizio di nolo gratuito bici, campagna di comunicazione per promuovere la "mobilità dolce" e la sicurezza stradale. L'Amministrazione comunale si è avvalsa della collaborazione dell'architetto Alberto Marescotti progettista della viabilità del comune di Padova e dell'associazione Cicloamici Fiab ed è stato finanziato per 360 mila euro dalla Regione Puglia.

”L'attraversamento rialzato – continua Licciulli - costituisce un intervento di moderazione del traffico sempre più in uso nelle città del Centro Nord in cui l'assetto urbano si rinnova all'insegna della sicurezza stradale e del miglioramento ambientale. Il rialzamento dell'incrocio in prossimità della scuola elementare Carducci serve a facilitare l'attraversamento ai bambini, alle mamme con passeggino e ai ciclisti e anche come limitatore di velocità. L'attraversamento prevede anche l'avanzamento del marciapiedi sulla carreggiata per impedire la sosta impropria e garantire il passaggio libero e sicuro dei pedoni”. E conclude: “Come ciclisti siamo contenti e orgogliosi di muoverci a Mesagne in bicicletta e pensiamo che la bici sia un mezzo di trasporto che non inquina, non fa rumore e contribuisce in maniera significativa a dare un'immagine di città sana e vivibile. Consideriamo la nostra testimonianza di ciclisti urbani come un contributo al rinnovamento civile in atto, e come un contributo al rispetto del protocollo di Kyoto per la riduzione dell'inquinamento e dei gas serra. Come ambientalisti, consideriamo la città un ambiente da rendere sano, stimolante e quindi vivibile. Riteniamo che pedoni, ciclisti, bambini e portatori di handicap, i cosiddetti utenti deboli della strada, abbiano pari dignità degli automobilisti e pari diritto di muoversi in sicurezza. Auspichiamo incontri di chiarificazione per poter condividere la convinzione che piste ciclabili rappresentano un cospicuo e prestigioso patrimonio voluto dall'Amministrazione comunale e dalla regione per migliorare la qualità della vita dei mesagnesi”.

09/08/2006 -  tratto da Mesagnenews

La nona meraviglia del mondo

intervista a Vittorio Murri (Forza Italia)

“A Mesagne si sta realizzando la nona meraviglia del mondo. Si tratta della pista ciclabile di via Marconi”. E’ quanto afferma Vittorio Murri, coordinatore cittadino di Forza Italia il quale è molto critico con l’amministrazione comunale per i lavori che si stanno eseguendo sulla più importante arteria viaria di Mesagne. “Da mesi assistiamo alla realizzazione della pista ciclabile. – spiega Vittorio Murri - Chissà da chi sarà utilizzata vista la pericolosità della strada ma, soprattutto, riteniamo che non era il caso di andare a spendere denaro pubblico su una via a così alta densità di traffico e con carreggiata insufficiente a smaltire il transito di mezzi pesanti in entrata ed in uscita dalla città”. Quindi Murri snocciola quelle che, a suo dire, sono le problematiche della nascente pista ciclabile: “Voglio qui evidenziare la pericolosità dei delimitatori in ferro che, oltre ad essere posti proprio sugli angoli degli incroci da non permettere la svolta a destra come prescrive il codice della strada, saranno tutti divelti non appena incroceranno due mezzi pesanti. Qualcuno è stato fatto togliere, dietro mia segnalazione, per qualche altro ci ha già pensato qualche mezzo pesante o qualche auto rimettendoci la fiancata”. A questo punto Vittorio Murri evidenzia un’altra problematica strutturale: “Pensavamo fosse finita, invece no. Si stanno realizzando un rallentatore del traffico per mettere in sicurezza i bambini che frequentano la scuola G. Carducci. Qui non si riesce a capire a cosa serva la strozzatura realizzata nella direzione Latiano–Mesagne: si viaggerà a senso unico alternato? Certamente si creeranno code in quel senso di marcia a scapito della fluidità del traffico già difficoltoso ma, soprattutto, si causerà maggiore inquinamento acustico e da combustione. Abbiamo detto che sarebbe stata utile la presenza di un tecnico perché certamente si sarebbe accorto che, sul limite destro della carreggiata che lambisce il rallentatore nel senso di marcia Mesagne – Latiano, vi è un avvallamento, dove è posizionata una griglia per la raccolta delle acque pluviali, che causerà notevoli danni agli automezzi”. Infine il coordinatore di Forza Italia denuncia: “La considerazione di tutto ciò è che, anche quando si vogliono realizzare opere necessarie, manca forse la lungimiranza e la verifica ed il controllo di ciò che si sta realizzando. Infatti il traffico aumenterà sempre di più negli anni a venire e le strade saranno insufficienti quindi, al posto della pista ciclabile, si potevano ridurre i marciapiedi in molti tratti della via Marconi per consentire il parcheggio ma anche una maggiore ampiezza di carreggiata per il deflusso del traffico”.

 

Una polemica che si sarebbe potuta e dovuta evitare

Via Marconi: la nota dell'Amministrazione comunale.

 Cresce a Mesagne la sensibilità e la cultura per le forme di mobilità alternativa e sostenibile, come testimonia la formazione avvenuta negli ultimi anni di Associazioni nate con l’obiettivo di valorizzare queste tematiche e sensibilizzare la cittadinanza sulla loro importanza. Gli stessi intenti sono propri naturalmente dell’Amministrazione comunale che punta ad incrementare sempre di più l’utilizzo delle biciclette e scoraggiare l’utilizzo delle macchine. A tal fine, è partito da diversi mesi, con un co-finanziamento statale e regionale, l’intervento per la realizzazione della pista ciclabile all’interno di un progetto più ampio di promozione e sviluppo della mobilità ciclopedonale. La realizzazione di una pista ciclabile lungo via Marconi, a servizio anche della scuola “Carducci”, ha previsto, all’altezza dell’incrocio con via Confalonieri, la realizzazione di un intervento di moderazione del traffico denominato “attraversamento pedonale avanzato e rialzato”, finalizzato alla tutela della sicurezza stradale di pedoni e ciclisti”. Nei giorni scorsi il dott. Lello Sforza, responsabile della mobilità sostenibile dell’assessorato ai Trasporti della Regione, dopo aver effettuato un sopralluogo, ha manifestato apprezzamento per il lavoro svolto, sottolineando in particolare l’importanza di interventi come quelli di moderazione del traffico già realizzati. “Questo tipo di interventi – spiega il dott. Lello Sforza - sono nati 50 anni fa in città del nord Europa per “calmierizzare” la velocità delle auto, tra le cause principali di incidenti stradali mortali, e consentire agli utenti della strada lenti e non motorizzati pari condizioni di sicurezza. “Zone 30”, vale a dire dove la velocità massima è 30 km orari, rotatorie “francesi”, con diritto di precedenza per chi si trova all’interno della rotatoria, attraversamenti pedonali in due tempi, eliminazione di impianti semaforici, incroci con piattaforma rialzata, cuscini berlinesi, in paesi come Francia, Svizzera, Belgio, Olanda, sono la norma, in particolare in ambito urbano o nei punti di ingresso delle città. In Italia in questa direzione si sono già adeguate città come Cattolica, Padova, Brescia, per citare alcuni esempi. Ma in Puglia siamo in grande ritardo”. Con l’intervento per la realizzazione della pista ciclabile il comune di Mesagne ha inteso andare in questa direzione. E’ per questa ragione che avendo ottenuto un co-finanziamento statale e regionale per il progetto di promozione e sviluppo mobilità ciclopedonale, il progetto ha privilegiato, tra quelli pure in corso di realizzazione, la costruzione di una pista ciclabile su una strada già fin troppo congestionata e pericolosa per pedoni e ciclisti, ma comunque urbana, dove la realizzazione dell’attraversamento pedonale rialzato è condizione indispensabile per garantire la sicurezza degli utenti non motorizzati. E’ da considerarsi priva di senso la richiesta di ridurre i marciapiedi. Evidentemente non si conoscono sia le direttive comunitarie che gli indirizzi dell’organizzazione mondiale della sanità che chiedono alle pubbliche autorità interventi concreti per promuovere forme di mobilità alternative e sostenibili, come lo sviluppo del trasporto pubblico locale e regionale e della mobilità ciclopedonale. Gli interventi riportati fanno parte di una strategia di sviluppo sostenibile complessiva intrapresa dall’Amministrazione comunale che promuove l’utilizzo delle piste ciclabili all’interno del futuro piano del traffico della città. - - - - - - - - - - - - - Questa la nota che l’Amministrazione comunale ha pubblicato sul sito istituzionale in risposta all’interpellanza presentata dai Capigruppo dell’opposizione e alle lamentele dei cittadini sul problema della viabilità in via Latiano, resa ancora più caotica dopo la costruzione della pista ciclabile. Al riguardo, ci siano consentite due osservazioni. La prima riguarda il metodo scelto dagli Amministratori comunali, meglio dall’Amministratore preposto al problema. Non si può uscire in prima pagina e farsi intervistare quando c’è da comunicare di aver avviato la più importante opera pubblica comunale degli ultimi 50 anni, come il nuovo stadio di calcio, e invece trincerarsi dietro ad un “non comment”, affidando ai tecnici della regione le risposte quando il problema scotta o non si è in grado di rispondere compiutamente. Alle richieste di chiarimento delle forze politiche e dei cittadini dovranno essere sempre gli Amministratori a rispondere perché è con questi e non con i tecnici che si instaura il rapporto fiduciario. La seconda osservazione riguarda, come suol dirsi, tanto per restare nel politichese, il merito. Via Latiano oggi è nel caos più completo. Questo è inconfutabile. Le direttive comunitarie – lo ha scritto il dott. Sforza – consigliano forme di mobilità alternative che a Mesagne non ci sono. Consigliano lo sviluppo del trasporto pubblico locale che a Mesagne non c’é. L’Amministrazione comunale, prima delle piste ciclabili su quella arteria di fondamentale importanza per il traffico urbano, avrebbe dovuto creare le alternative proprio come hanno fatto a Cattolica, Padova e Brescia. Oggi su quell’arteria, di per sé caotica per diversi aspetti, è stato aggiunto un altro grosso problema che scoppierà definitivamente tra giorni quando riapriranno le scuole e che Amministratori con maggiore oculatezza si sarebbero potuti evitare e, soprattutto, evitarlo alla cittadinanza. Come se non bastassero quelli che già abbiamo.

 

Progetto per una città vivibile a piedi e in bicicletta

La città di Mesagne ha iniziato le attività di un importatne progetto finanziato dalla regione. Il progetto per il trasporto sostenibile dal titolo "Mesagne vivibile a piedi e in bicicletta". Alla scrittura del progetto hanno contribuito il ciclocaporedattore, l'ing. Cosimo Dadorante e l'architetto Alberto Marescotti. Una sintesi in power point è consultabile e scaricabile premendo qui

La sicurezza stradale e la moderazione del traffico su Via Marconi

Di Antonio Licciulli, vicepresidente di Cicloamici FIAB, ricercatore presso la facoltà di Ingegneria,Lecce

Inquadramento

A Brindisi, la tragica morte del ciclista austriaco Andreas Peithner ha richiamato l’interesse dei media sui recenti e numerosi incidenti in città che coinvolgono pedoni e ciclisti, dovuti alla velocità all’imprudenza e alla mancanza di interventi per la moderazione del traffico. A Lecce i recenti lavori di ristrutturazione non prevedevano adeguati interventi di moderazione del traffico. I tanti incidenti anche mortali che si sono succeduti sugli ampi viali hanno costretto gli amministratori a prendere misure tampone e monitorare e controllare il traffico con decine di telecamere. Nelle città del Centro Nord (Milano e Roma comprese) dove ormai l’aria è irrespirabile si cerca di ridurre il traffico e l’inquinamento introducendo l’ingresso a pagamento delle auto dei non residenti, incentivando il trasporto in bici e l’intermodalità. Il problema della sicurezza stradale è così rilavante che la Comunità Europea ne ha fatto oggetto di raccomandazioni, imponendo agli Stati membri di dimezzare il numero di vittime e incidenti entro il 2010.

 

Cosa succede a Mesagne

A Mesagne, su Via Marconi è in fase di realizzazione un articolato e organico piano di interventi per la moderazione del traffico, la sicurezza stradale e la riduzione dell’inquinamento.

Questi interventi sono parte delle attività del progetto “Mesagne da vivere a piedi e in bicicletta” cofinanziato dalla regione Puglia per un importo complessivo di 450.000 euro.

Gli interventi per la moderazione del traffico su via Marconi a partire dalla periferia sono: creazione di isola spartitraffico, pista ciclabile, incrocio rialzato e ravvicinato, istituzione della zona 30 a partire dal plesso scolastico di Giosuè Carducci.

 

Lo stato delle cose prima del progetto

Via Marconi è una delle principali arterie viarie del paese, di giorno è congestionata con code di autoveicoli lunghe centinaia di metri. Di notte la strada diviene l’imperio di pirati della strada che si lanciano a grande velocità per ostentare il rombo assordante dei motori. Negli orari di ingresso e uscita dalle scuole il traffico diventa caotico perché tutti hanno fretta di accompagnare in macchina i figli a scuola. Almeno due vigili sono impiegati per dirimere il traffico e vegliare sulla sicurezza di mamme e bambini che traversano gli incroci a piedi. I ciclisti che percorrono via Marconi con alto rischio, prediligono dove possibile salire sugli ampi marciapiedi per ridurre il rischio di essere investiti.

Sulla base di queste considerazioni si capisce perchè il progetto “Mesagne da vivere a piedi e in bicicletta” avente la finalità di migliorare la sicurezza stradale e la mobilità sostenibile dovesse affrontare in via prioritaria il problema della mobilità su Via Marconi (si consultino i criteri e le linee guida per la progettazione degli itinerari ciclabili: art.2 DECRETO 30 novembre 1999, n. 557 del min. LLPP e legge Legge 19 ottobre 1998, n. 366).

 

A che serve la pista ciclabile su via Marconi

I criteri di progettazione seguiti sono quelli del decreto ministeriale: redditività dell’investimento con riferimento all’utenza attuale e potenziale, riduzione del rischio di incidentalità, continuità della pista con altri itinerari. Mediante la pista ciclabile sono raggiungibili scuole e luoghi pubblici (mercato settimanale in via Brodolin), sono agevolmente collegati al centro città i rioni Seta e Grutti. La pista ciclabile si raccorderà inoltre con gli itinerari cicloturistici in fase di realizzazione e segnalazione. In particolare la pista consentirà di raggiungere l’itinerario cicloturistico “Appia antica” che il comune ha realizzato a partire da una strada sterrata che alcuni storici fanno coincidere con il tracciato dell’Appia Romana. L’Appia ciclabile consentirà di raggiungere la zona archeologica di Muro Tenente (che il comune ha acquisito e intende valorizzare nell’ambito dei progetti PIS) e i comuni di Latiano e Oria e potrà integrarsi nella rete cicloturistica europea denominata Eurovelo.

 

L’isola salvagente all’ingresso della città

Per rendere sicura la strada fin dal suo imbocco in corrispondenza con l’incrocio di Via Brodolin sarà realizzata un’isola salvagente con spartitraffico tra le due carreggiate. L’isola salvagente segnerà la discontinuità tra la strada provinciale Latiano-Mesagne e la strada cittadina, consentirà un attraversamento ciclopedonale sicuro e servirà da rallentatore per i veicoli che entrano in paese a tutta velocità.

Foto: L’isola salvagente che verrà realizzata su via Marconi all'altezza di via Brodolin

 

Pista ciclabile a doppia corsia su sede propria

Sempre a partire dall’incrocio di via Brodolin avrà inizio una pista ciclabile su sede propria a due corsie realizzata sopra le condutture dell’acquedotto e pertanto con un intervento a costi di realizzazione ed esproprio molto limitati. La pista sarà anche utilizzabile dai pedoni mancando per diverse centinaia di metri, il marciapiedi. La pista sarà particolarmente apprezzata il mercoledì dalle massaie per raggiungere a piedi e in bicicletta il mercato settimanale su via Brodolin.

 

Pista ciclabile su sede propria a singola corsia

All’altezza dell’incrocio con il ponte della ferrovia, l’itinerario ciclabile troverà la sua continuità con il marciapiede che dovrebbe diventare pista ciclopedonale per ordinanza del sindaco. Proseguendo dall’incrocio con via Tostini l’itinerario ciclabile procede con la pista ciclabile a senso unico su sede propria, larga 1,3 metri, realizzata sul largo marciapiedi e senza restringimento della carreggiata. Per evitare parcheggi impropri la pista è separata dalla carreggiata, da una fila di paletti metallici opportunamente distanziati.

 

L’attraversamento rialzato

Le incredibili contestazione di quest’opera ne hanno fatto il simbolo di una rivoluzione culturale di tipo copernicano che pone al centro della città i suoi abitanti e la loro salute e non le automobili.

Nel nuovo modello di città, in cui il cittadino è il punto di riferimento, sono gli autoveicoli a salire con prudenza sui marciapiedi continui e non i marciapiedi a interrompersi per dare priorità alle carreggiate.

Il rialzamento all’incrocio con via Gonfalonieri, in prossimità della scuola elementare Carducci, serve infatti a facilitare l’attraversamento ai bambini, alle mamme con passeggino e ai ciclisti e anche come limitatore di velocità. Rappresenta un intervento per la sicurezza dei percorsi casa-scuola. La pendenza delle rampe di salita obbligano i veicoli a rallentare, senza costituire un ostacolo per il transito di mezzi pesanti. L’attraversamento prevede l’avanzamento del marciapiedi sulla carreggiata per impedire la sosta impropria e garantire il passaggio libero e sicuro dei pedoni. Il restringimento di carreggiata consente di rallentare la velocità dei veicoli e destinare lo spazio recuperato a zone di attesa e alla mobilità ciclopedonale. Il restringimento lascia comunque un’ampiezza di carreggiata maggiore di 5,5 metri tale da permettere a due autobus di transitare in direzione opposta senza sbarrarsi vicendevolmente la strada.

L’attraversamento rialzato costituisce un intervento di moderazione del traffico sempre più in uso nelle città del Centro Nord: a Cattolica sono stati realizzati ben 100 incroci rialzati, il numero di incidenti stradali si è dimezzato.

Foto: L’incrocio rialzato in fase di realizzazione a Mesagne (click per ingrandire) costituisce un intervento di moderazione del traffico. Il rialzamento dell’incrocio in prossimità della scuola elementare Carducci serve a facilitare l’attraversamento ai bambini, alle mamme con passeggino e ai ciclisti e anche come limitatore di velocità. L’attraversamento prevede anche l’avanzamento del marciapiedi sulla carreggiata per impedire la sosta impropria e garantire il passaggio libero e sicuro dei pedoni.

 

Zona 30 dall’incrocio con via Confalonieri all'incrocio con via Federico II Svevo

L’incrocio rialzato all’incrocio con via Gonfalonieri segnerà l’inizio della zona 30 (limite di velocità 30Km/h) che verrà estesa fino a Piazza Vittorio Emanuele. La larghezza della strada e dei marciapiedi non consente la presenza di itinerari ciclabili su sede propria e le bici dovranno circolare in sede promiscua con il traffico veicolare. Risulta dunque essenziale rendere sicura la viabilità in questa zona molto popolata e densa di attività commerciali limitando la velocità veicolare.

La moderazione della velocità con il limite a 30Km/h avrà un effetto benefico anche sulla vita commerciale i cittadini saranno incoraggiati a fare i loro acquisti e a sostare più a lungo in posti confortevoli e sicuri.

 

Un progetto articolato e ambizioso

Gli interventi in via Marconi rappresentano gli elementi più audaci dell’articolato progetto “Mesagne da vivere a piedi e in bicicletta”. Tra gli altri interventi il progetto prevede la realizzazione del “Parco scuola di educazione stradale” in contrada Tagliata, piste ciclabili in città, itinerari cicloturistici nel territorio, servizio di nolo gratuito bici, campagna di comunicazione per la sicurezza stradale. Il progetto è stato redatto dall’Amministrazione comunale che si è avvalsa della collaborazione dell’architetto Alberto Marescotti progettista della viabilità del comune di Padova e dell’associazione Cicloamici FIAB.

 

I vantaggi dell’incentivazione della mobilità pedonale e ciclabile

La bici è un mezzo di trasporto che non inquina, non fa rumore e contribuisce a formare l’immagine di una città sana e vivibile. L’uso della bici è un contributo al rinnovamento civile al rispetto del protocollo di Kyoto per la riduzione dell’inquinamento e dei gas serra.

Additando l’esempio di città come Ferrara, Amsterdam ci si può rendere conto che non è l’incremento del traffico veicolare a rendere più ricca e vivibile una città ma piuttosto uno sviluppo urbano pianificato con interventi di moderazione del traffico, promozione dei trasporti pubblici e dell’intermodalità.

 

Auspichiamo incontri di chiarificazione per poter condividere la convinzione che piste ciclabili e interventi di traffic calming a Mesagne rappresentano un cospicuo e prestigioso patrimonio voluto dall’amministrazione comunale e dalla regione per migliorare la qualità della vita dei mesagnesi.

News dagli altri Cicloforum

Brindisi

Lecce

Foggia

Taranto

Approfondimenti

  Le leggi sulla ciclabilità (legge quadro 366/98 e decreto attuattivo 557/99)

Le vie verdi in Puglia

La denuncia FIAB Puglia delle discariche abusive  

L'incredibile storia della pista ciclabile fantasma Lecce-San Cataldo

Intervista al ciclocaporedattore

a cura di Andrea Aufieri

Fonte: L'Ora del Salento - 2 dicembre 2006 5 dicembre 2006

Una manifestazione in bici non autorizzata per le vie di Lecce (Critical mass - Massa critica) avvenuta lo scorso 23 novembre, ma destinata a ripetersi; una bicicletta tutta dipinta di bianco (Ghost Cycle) comparsa la notte prima all'incrocio tra viale Gallipoli e viale O. Quarta, laddove qualche settimana addietro è avvenuto un incidente che ha causato il ferimento grave di un ciclista: la sensibilità di alcuni cittadini sembra focalizzarsi in modo acuto sul problema della fruibilità in bici della città.

Un'attenzione quanto mai opportuna, visto l'imminente impiego di fondi P.O.R. da parte dell'amministrazione comunale per la realizzazione di piste ciclabili o il loro adeguamento sulla normale rete di viabilità urbana.

Antonio Licciulli è docente presso il dipartimento d'Ingegneria dell'innovazione, coordinatore regionale della Federazione italiana amici della bicicletta (FIAB), vicepresidente dell'associazione di volontariato "Cicloamici": con lui cerchiamo di controllare le coronarie dei ciclisti leccesi e di comprendere le suddette manifestazioni.

"Ci definiamo dei "cicloecologisti"- esordisce- amici dell'escursionismo in bici e della difesa ambientale, promuoviamo un impegno molto forte nel valorizzare l'ecosistema urbano. Crediamo che per rendere sicura una città a piedi e in bici, ma anche in auto, occorra riformare profondamente l'atteggiamento attuale, cercando di coinvolgere anche gli amministratori in questa nuova visione di sviluppo urbano". In occasione della biciclettata "istituzionale" svoltasi in città per pubblicizzare l'imminente arrivo di fondi, è stato distribuito del materiale informativo che ha fatto strabuzzare gli occhi un po' a tutti, figurarsi ai ciclisti, e il commento arriva puntuale: "Se i giornali titolano "Esco in bici, ma prima faccio testamento"(Il Nuovo Quotidiano di Lecce), questa è la diretta conseguenza di un'enfasi forse eccessiva del Comune nel dichiarare piste che non ci sono, perché poi la gente avverte di più il contrasto e sente il problema.

Il pieghevole distribuito in quella giornata non è rintracciabile su internet, come non vi sono comunicazioni ulteriori sull'istituzione di un Bike Office di orientamento per i cittadini: questi sembrano segnali di un'operazione fatta velocemente. Basta leggere l'introduzione, indirizzata ad un "caro ciclista", mentre noi riteniamo che ci si dovesse rivolgere ai cittadini e alle loro abitudini, perché è ovvio che i ciclisti siano già alfabetizzati".

Sul sito dei "Cicloamici" (http://www.cicloamici.it) si leggono le richieste che essi inoltrano all'amministrazione: l'incentivazione alla mobilità dolce, permettendo a studenti e cittadini di muoversi in sicurezza, una maggiore attenzione dedicata alla prevenzione e più severità nel sanzionare la condotta imprudente di guida degli automobilisti, poi infrastrutture per la sicurezza, come attraversamenti sicuri, piste ciclabili urbane ed extraurbane, rallentatori, modifiche della carreggiata. Si sollecitano, inoltre, provvedimenti per la moderazione del traffico quali la creazione di zone 30, rotatorie e il presidio dei tratti di strada ad alta mortalità con controlli di polizia, fotocamere, videocamere.

Anche per le piste esterne alla città si chiedono maggiore cura e manutenzione, in particolare per la pista che arriva a San Cataldo: "Abbiamo denunciato la scarsa sicurezza della pista e lo stato di degrado in cui vessa, impraticabile, avendo persino subito il furto dei pannelli solari che vi erano stati impiantati. Siamo contenti, comunque, che il Comune ci abbia ascoltati in merito alla questione. Va detto, inoltre, che gli altri percorsi esterni alla città non sono piste come quella per San Cataldo, ma itinerari cicloturistici, cioè strade secondarie meno trafficate ma non sempre sicure. L'intera Puglia è ideale per il cicloturismo, grazie all'esistenza di reticoli di strade secondarie, adesso quasi del tutto vuote: alla Regione e agli Enti locali abbiamo presentato la proposta di segnalare appositamente questi reticoli con la denominazione di Vie verdi".

Giungiamo infine alla spiegazione dei recenti fenomeni avvenuti in città, come la Critical mass: "Si tratta di un incontro spontaneo di numerosi ciclisti, i quali, in virtù del numero, non possono avere timore di affrontare il comune traffico veicolare, come invece accade ai ciclisti singoli, creando magari qualche disagio agli automobilisti. Ciò che va compreso di queste manifestazioni è che la dignità del ciclista, ora tenuta in bassissima considerazione, è da rivalutare in pieno: se è considerato importante il protocollo di Kyoto, lo deve essere anche il cittadino ciclista". Sui numerosi incidenti in città e manifestazioni annesse: "Nel 2006 a Lecce gli incidenti che hanno coinvolto ciclisti è aumentato in modo esponenziale.

La Regione ha istituito di recente un nucleo sulla sicurezza stradale, ma i dati e le competenze attuali sono scarse, nel frattempo si è deciso di sensibilizzare la cittadinanza facendo comparire la Ghost Cycle recante il cartello con la scritta: "Qui è stato investito un ciclista". La Ghost Cycle è comparsa per la prima volta a San Francisco, anonima e senza autorizzazione dal Comune, poi è stata legittimata dall'abitudine. Esiste perché tutti abbiano coscienza della pericolosità del traffico, perché resti una traccia della dignità usurpata al ciclista. Noi abbiamo fatto la prima volta questo a Brindisi, dove c'è stata una vittima, ma non l'abbiamo firmata: dopo un po' è stata rimossa perché distraeva i passanti, ma è stata riposizionata da poco in una collocazione non troppo appariscente". I ciclisti urbani si organizzano, dunque, e forse è arrivato il momento di ascoltarli.

Andrea Aufieri

 

I cicloamici in difesa degli interventi di “traffic calming” e della pista ciclabile di Via Marconi a Mesagne

Comunicato stampa dell’associazione Cicloamici FIAB

A Mesagne l’attraversamento pedonale rialzato e la pista ciclabile in costruzione su via Marconi sono diventati luogo di scontro politico. Vittorio Murri coordinatore cittadino di Forza Italia ha bollato come “uno spreco di risorse pubbliche” questi interventi per la moderazione del traffico. Al posto della pista ciclabile prevista su via Marconi, ha auspicato “l’aumento dei parcheggi e la riduzione dei marciapiedi” per facilitare il “deflusso del traffico” (dichiarazioni di V.Murri sulla Gazzetta del 13/12/2006).

Noi cicloamici ci inseriamo in questo dibattito difendendo questi interventi che migliorano notevolmente la sicurezza stradale proclamando la “dignità sociale” degli utenti deboli delle strade.

Gli interventi in via Marconi rappresentano gli elementi più audaci del progetto “Mesagne da vivere a piedi e in bicicletta” e confidiamo nella intelligenza dei mesagnesi che saprà cogliere le nuove opportunità come dimostra l’entusiasmo di tanti che hanno già cominciato ad utilizzare la pista ancor prima che sia completata e collaudata.

Il progetto “Mesagne da vivere a piedi e in bicicletta” è articolato e ambizioso. Prevede la realizzazione del “Parco scuola di educazione stradale” in contrada Tagliata, piste ciclabili in città, itinerari cicloturistici nel territorio, servizio di nolo gratuito bici, campagna di comunicazione per promuovere la “mobilità dolce” e la sicurezza stradale. Il progetto è stato redatto dall’Amministrazione comunale che si è avvalsa della collaborazione dell’architetto Alberto Marescotti progettista della viabilità del comune di Padova e dell’associazione Cicloamici FIAB ed è stato finanziato per 360 mila euro dalla Regione Puglia.

L’attraversamento rialzato costituisce un intervento di moderazione del traffico sempre più in uso nelle città del Centro Nord in cui l’assetto urbano si rinnova all’insegna della sicurezza stradale e del miglioramento ambientale. Il rialzamento dell’incrocio in prossimità della scuola elementare Carducci serve a facilitare l’attraversamento ai bambini, alle mamme con passeggino e ai ciclisti e anche come limitatore di velocità.

L’attraversamento prevede anche l’avanzamento del marciapiedi sulla carreggiata per impedire la sosta impropria e garantire il passaggio libero e sicuro dei pedoni.

E’ sotto gli occhi di tutti che la “risorgenza” civile e lo sviluppo turistico degli ultimi anni a Mesagne è dovuto alla trasformazione del Centro Storico (ristretta purtroppo alle ore serali) in isola pedonale aperta alla socialità, agli eventi culturali e alla gastronomia.

Come ciclisti siamo contenti e orgogliosi di muoverci a Mesagne in bicicletta e pensiamo che la bici sia un mezzo di trasporto che non inquina, non fa rumore e contribuisce in maniera significativa a dare un’immagine di città sana e vivibile. Consideriamo la nostra testimonianza di ciclisti urbani come un contributo al rinnovamento civile in atto, e come un contributo al rispetto del protocollo di Kyoto per la riduzione dell’inquinamento e dei gas serra.

Come ambientalisti, consideriamo la città un ambiente da rendere sano, stimolante e quindi vivibile e necessariamente ci schieriamo a favore degli interventi di Traffic Calming. Riteniamo che pedoni, ciclisti, bambini e portatori di handicap (cosiddetti utenti deboli della strada) abbiano pari dignità degli automobilisti e pari diritto di muoversi in sicurezza.

Additando l’esempio di città come Ferrara, Amsterdam, Berlino affermiamo che non è l’incremento del traffico veicolare a rendere più ricca e vivibile una città ma piuttosto uno sviluppo urbano pianificato con interventi di moderazione del traffico, promozione dei trasporti pubblici e dell’intermodalità.

Auspichiamo incontri di chiarificazione per poter condividere la convinzione che piste ciclabili e interventi di “traffic calmino” rappresentano un cospicuo e prestigioso patrimonio voluto dall’amministrazione comunale e dalla regione per migliorare la qualità della vita dei mesagnesi.

La sicurezza stradale in cifre

Brevi note e dati per rispondere a V.Murri coordinatore cittanino di Forza Italia

I cicloamici considerano una battaglia di civiltà quella in corso a Mesagne per gli interventi in favore della mobilità sostenibile. Il luogo di scontro di questa battaglia è l’attraversamento pedonale rialzato in costruzione su via Marconi davanti alla scuola elementare Carducci. Questa battaglia si compie nel più ampio conflitto per la sicurezza stradale che ogni anno in Italia conta 7.000 morti, 300.000 feriti di cui il 75% in ambito urbano. L’Italia si trova al secondo posto della pericolosità stradale in Europa ed è al primo posto in quanto incidenti mortali che coinvolgono ciclisti. Il numero di morti sulle strade è sette volte maggiore di tutte le morti sul lavoro e la prima causa di morte dei giovani fino a 34 anni. L'onere sociale stimato ammonta ad oltre 34 miliardi di euro l'anno (l'equivalente di tre medie leggi finanziarie tutti gli anni), pari a 600 euro/anno per ogni italiano (se si aggiungessero i costi sociali indotti dell’inquinamento atmosferico, rumore e gas serra il costo complessivo annuo del traffico automobilistico a carico della collettività ammonterebbe a 95 miliardi di euro. Così rilevante è il problema della sicurezza stradale che la Comunità Europea ne ha fatto oggetto di raccomandazioni, imponendo agli Stati membri di dimezzare il numero di vittime e incidenti entro il 2010.

Eppure c’è chi ritiene che gli interventi di moderazione del traffico siano un “inutile spreco di risorse pubbliche”

 

I Cicloamici a Mesagne

L'associazione Cicloamici nasce a Mesagne nel 2003. Conta circa 140 soci con gruppi attivi su Lecce, Foggia, Brindisi e Taranto

I cicloamici considerano Mesagne la propria roccaforte e si impegneranno al massimo affinchè la città possa assumere un assetto aperto accogliente vivibile per pedoni e ciclisti.

Una battaglia condotta vittoriosamente è stata quella per la difesa delle aree pedonali nel centro storico

per contatti e adesioni: info@cicloamici.it www.cicloamici.it/associazionecicloamici.htm

Mesagne 14 Maggio

Bimbimbici 2006

Tema di fondo: strade sicure casa scuola

C’è un modo per divertirsi andando in bicicletta e contemporaneamente rivendicare il proprio diritto alla mobilità sicura e sostenibile?

A Mesagne e a Brindisi i bambini accompagnati dai loro genitori lo potranno fare domenica 7 maggio (Brindisi) e domenica 14 a Mesange partecipando a Bimbimbici , giornata nazionale FIAB (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) che quest’anno avrà come tema di fondo “strade sicure casa-scuola

Mesagne in Bicicletta

Una serie articolata di proposte progettuali elaborate da Antonio Licciulli, Alberto Marescotti, Cosimo Dadorante per fare di Mesagne una città a dimensione di bicicletta. Parte di queste proposte sono confluite nel progetto esecutivo che sarà cofinanziato da regione e dal governo con cui il comune di Mesagne avvierà la realizzazione delle prime infrastrutture per la bicicletta.

Sit-in / Cycle-in a Piazza Orsini a Mesagne 

In difesa delle aree pedonali

UMalgrado tanti divieti, sbarre retrattili l'unica Zona Pedonale di Mesagne era in balie di centinaia di auto che vi parcheggiavano e scorrazzavano. La protesta dei cicloamici ha fatto rizzare i capelli alla giunta comunale che con un rinnovato impegno cercherà di arginare le orde di automobilisti incivili.

Costruiamo le 

Vie Verdi

E' sul tavolo di alcuni assessori del Comune di Mesagne una proposta. Si tratta di una bozza di progetto di itinerari cicloturistici da cominciare a costruire a Sud di Mesagne e con la speranza che possano diramarsi ai comuni limitrofi e a tutta la Provincia di Brindisi.Sogno o realta?? La proponiamo su cicloweb con l'intento di arricchirla delle vostre idee e osservazioni

Domenica 25 Maggio 2003, si è svolta

Mesagne in Bicicletta

Tanti mesagnesi di ogni età riuniti in bici dalla PROLOCO

Quest'anno i cicloamici sono stati coinvolti nella organizzazione dell'evento e nella campagna di sensibilizzazione pro-bici collegata.

Visitata masseria Moreno con attraversamento del canale reale e visita al trullo più vicino a Mesagne. Premiazioni e discorsi al termine della manifestazione.

Lettera aperta per una città vivibile a piedi e in bicicletta.

Indirizzata  da alcune associazioni di volontariato AI CITTADINI DI MESAGNE E AI CANDIDATI ALLA CARICA DI SINDACO in occasione della campagna elettorale per le elezioni amministrative del 26 maggio 2002

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