Homepage

Appuntamenti

Vie verdi

Itinerari

Finestre

Scriveteci Archivio

Area soci

Link

Programma escursionistico dedicato al pollino e non solo

curato da Francesco Coccioli

 

Premessa

L’escursionismo in bassa montagna rappresenta una sana pratica sportiva non agonistica a contatto con la natura. Camminare nella natura e nei boschi, seguire i sentieri che innervano le montagne, e con naturalezza salire quelli che ne incidono i fianchi sino alle sommità.
Desiderio di muoversi e di ascoltarsi, in ambienti incontaminati, l' escursionismo consente di unire serenità spirituale, cultura e attività fisica...
Nell'escursionismo, al contrario dell'alpinismo, vengono privilegiati gli aspetti conoscitivi, che solo con un lento e attento cammino si possono apprezzare

 

Il Parco Nazionale del Pollino 

Si estende per 194.000 ettari di territorio protetto, il più grande d'Italia, e comprende 56 comuni di cui 32 della Calabria e 24 della Basilicata. Il paesaggio del Parco è molto vasto e vario a seconda delle zone; è attraversato da torrenti limpidi ed incontaminati come il Frido, l'Argentino, il Lao ed il Raganello.

Vedute spettacolari si godono dalle cime di Serra Dolcedorme (m 2267), Serra di Crispo (m 2053), Serra delle Ciavole (m 2127), Monte Pollino (m 22489).

L'elemento vegetazionale predominante sul massiccio è la faggeta che si può distinguere in due fasce: fascia inferiore, tra i 1000 ed i 1500 m, che presenta sporadiche associazioni con l'acero, il carpino ed il pino nero, e la fascia superiore, tra i 1500 ed i 1900 m, in cui troviamo foreste miste di abete bianco e faggio il quale, nella parte superiore, entra in dura competizione con il Pino Loricato cui il faggio sembra voler sottrarre persino la roccia. Sulle basse pendici del versante meridionale riscontriamo, invece, boschi di leccio, di cerro e roverella, steppe e graminacee, rimboschimenti con pini di diverse specie e, lungo i fiumi, boschetti di salici, ontani e pioppi.

Il simbolo del Parco Nazionale del Pollino è un albero: un grande, secolare e contorto Pino loricato (Pinus leucodermis), pianta di straordinario interesse e fascino. Il suo nome scientifico, "Pinus leucodermis" significa letteralmente "pelle bianca" per il caratteristico colore bianco argenteo che assume il tronco degli alberi ormai morti. La corteccia degli alberi più vecchi che è spessa, scura e fessurata costituita da grandi placche romboidali, quadrangolari o pentagonali ricorda la lorica, l'antica corazza a scaglie dei legionari romani; da questa è tratto il nome volgare della pianta "Pino loricato".   
Cio' che piu' colpisce in questo straordinario vegetale e' il tronco: tozzo, massiccio, contorto; mostra orgoglioso i segni delle continue furiose battaglie con i venti feroci delle cime, con le nevi e le folgori. Il portamento delle piante isolate è plasmato dalle intemperie, si presenta spesso "a bandiera" con la chioma tutta da un lato nella direzione prevalente del vento, col risultato che i pini sembrano emergere, forti e possenti, ma contorti e tormentati, dalle rupi impervie su cui sono abbarbicati. E' estremamente longevo: molti esemplari superano i 900 anni. Da secoli sostiene una lotta titanica contro il "Faggio", albero forte e invadente che lentamente ha spinto il pino sempre piu' in alto.  
Gli alberi ormai privi di vita, senza corteccia, con tronchi chiari quasi bianchi non sono solo resti inanimati e suggestivi di alberi in qualche caso millenari, ma rimangono vere e proprie sculture, testimoni muti della storia naturale del Parco.  

 

Il trekking: cosa significa ?

L'origine della parola Trekking pare sia Sudafricana e risale al tempo in cui i nobili immigrati olandesi, furono scacciati dagli ancor più nobili portatori della fede nella corona Britannica.
Le impronte lasciate dalle ruote dei carri olandesi, i quali democraticamente partivano per cercarsi altre terre da (ri)espropriare e (ri)occupare, erano chiamate Trek (?).
Non chiedetemi perché! Forse era semplicemente lo scricchiolante rumore delle ruotacce dei loro poveri carri.
D'altra parte la parolaccia che ci ritroviamo ormai è questa. Noi l'abbiamo messa addirittura nel nostro nome; non vi dico le lotte, urli, berci: - razzista ! (gridava uno) - ignorante ! (rispondeva l'altro!), e giù' ruotate di carro!

Dal sito dell'associazione altavia trekk http://www.comune.prato.it/associa/altavia/)


 

Longobardo La Storia del Trekking

(Dal sito dell'associazione altavia trekk http://www.comune.prato.it/associa/altavia/)


Il Trekking e' un'attivita' abbastanza recente, per raccontarla, basta cominciare dalla preistoria:
Gli uomini cosiddetti primitivi, erano gia' esperti di trekking. Per seguire le loro prede nella caccia, avevano imparato a fare dei lunghi spostamenti a piedi.
E da li', popoli che nomadi lo sono rimasti per scelta, come i tuareg; fino agli antichi romani, che per permettersi le loro conquiste, erano diventati dei veri esperti di "backpacking" (da ...portarsi tutto sulla schiena!); pensate ai problemi logistici nello spostare in giro per l'Europa ed il medioriente, migliaia di valorosi centurioni!
Criticate pure lo spirito delle loro conquiste, ma ringraziateli per i nostri appennini ancora ricoperti da bellisimi boschi di castagno, che a loro servivano per sfamare le truppe, e fino a poche decine di anni fa sono serviti per sfamare generazioni di abitatori delle nostre montagne.
Finita la loro era, comincio' un periodo dove per noi europei, fare del trekking non era la cosa piu' raccomandabile, ...Per noi europei. ...Erano arrivati i Barbari, maestri della specialita' "a cavallo"! Ci rinchiudemmo tra le mura delle nostre citta', trasformate in fortezze medievali e per lungo tempo gli unici spostamenti erano quasi esclusivamente di carattere religioso, ovvero i pellegrinaggi (da "pellegrina", il mantello con il quale i ...pellegrini si riparavano dalle intemperie. ...ancora non c'erano le giacche in goretex!).
Al lento rifiorire della nostra civilta' corrispose una nuova voglia di spostarsi e viaggiare, dapprima con motivazioni commerciali, pensate a Marco Polo, piu' avanti, con motivazioni scientifiche ed esplorative. Fino ad arrivare ai giorni nostri, quando si e' cominciato a fare trekking senza un fine pratico, ma per il solo piacere di farlo.

 

 

 

 

CALENDARIO PROGRAMMI TREKKING-RAFTING-TORRENTISMO

Per le adesioni si prega di confermare in tempo utile (almeno una settimana prima).

Francesco Coccioli Tel. 338/4857793 – 0831/475224

 

-   01/04/2007    Località S.Lorenzo Bellizi, “ Trekking “ percorso a piedi sotto le gole del Raganello. –

Durata A/R  ore:3,30 circa, difficoltà facile.

 

 -  21-22/04/2007    Località Terranova del Pollino “ Trekking “ percorso a piedi fino alla grande porta. –

Durata A/R ore 6,00 circa, difficoltà media.

 

- 25/04/2007     Località Porto Selvaggio “ Trekking “ percorso a piedi fino a S.Caterina.

 Durata 2,00 ore circa, difficoltà facile.

 

- 01/05/2007     Località Otranto “ Trekking “ percorso a piedi fino a Porto Badisco. –  

Durata 3,30 ore circa, difficoltà media.

 

 -12-13/05/2007     Località Campotenese (rifugio De Gasperi) “ Trekking “ percorso a piedi  alla cima più alta del monte Pollino. –

Durata A/R 5,30ore  circa, difficoltà medio/alta.

 

-16-17/06/2007   Località Morigerati “ Trekking/Torrentismo misto percorso a piedi e in acqua fiume bussento. –

Durata A/R 2,30 ore circa, difficoltà facile.

 

-21-22/07/2007   Località S.Lorenzo Bellizzi “ Trekking/Torrentismo misto percorso a piedi e in  acqua fiume Raganello. – Durata 6,00 ore circa, difficoltà medio/alta.

 

 

ATTENZIONE: Dal mese di Giugno al mese di Settembre, il programma prevede per tutti i week-end, fatta eccezione di quelli già impegnati (vedi calendario), discese di Rafting sul fiume Lao. Inoltre su prenotazione, possibilità di Rafting di due giorni sul fiume, con grigliate e pernottamento in tenda tutto compreso nel prezzo.

 

 

N.B. Tutti i programmi nelle date descritte sul calendario, possono subire variazioni. Si consiglia di contattare gli organizzatori prima di ogni adesione a tali attività.