Escursione a piedi dalle Tagghiate di San Giorgio Jonico al borgo di San Crispieri
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Presentazione
I Cicloamici presentano l’escursione organizzata dall’associazione culturale Terra delle Gravine lungo il Cammino di Montedoro nel territorio tra SanGiorgio e Faggiano. Partenza dalle Tagghiate di San Giorgio Jonico e termine al paesino di San Crispieri (frazione di Faggiano, Taranto).
Il percorso di grande valenza paesaggistica storico, culturale, e naturalistico data l’alternanza di ambienti legati al duro lavoro umano, aree archeologiche, interessantissimi ecosistemi (pineta, macchia mediterranea, pseudosteppa), centri storici.

Il percorso
(testo di Antonio Greco)
Il Cammino di Montedoro è un percorso lungo 12 Km che corre lungo i punti sommitali del rilievo che attraversa, in senso Nord-Sud, i territori dei comuni di San Giorgio Jonico, Roccaforzata, Faggiano e Lizzano.
Il suo primo elemento di interesse è costituito dal fatto di costituire un autentico balcone affacciato sulla piana tarantina, con visuale che spazia sui due mari di Taranto, sul suo golfo e sulla sponda opposta, sormontata dalle montagne del Pollino e, sullo sfondo, anche dall’altopiano silano.
Altrettanto interesse è rappresentato dagli aspetti naturalistici dei territori in questione, con la successione di habitat di elevata valenza, come il carso scoperto, la pseudosteppa, la macchia mediterranea, le pinete di rimboschimento, la piccola lecceta del Canale dei Cupi.
Il tratto di maggiore impatto visivo è forse rappresentato dai reperti di archeologia industriale, ad iniziare dalle tagghiate di San Giorgio jonico per poi proseguire con la vasta cava di pietra di Faggiano-San Crispieri, ambedue siti in via di progressiva naturalizzazione.
Rilevante anche la valenza archeologica assicurata dall’importante sito di Sant’Elia di Roccaforzata, ma anche dal diffuso insediamento rupestre che occupa pressoché l’intero basamento del rilievo e dalla suggestione di casali scomparsi, come quello di Belvedere, sulla sua sommità.
Oltre a questi elementi puntiformi e disparati la valorizzazione di questo percorso dovrebbe essere occasione per coinvolgere l’intero territorio, che costituisce un unitario patrimonio culturale che affonda le proprie radici nell’aver costituito l’Albania salentina e si declina in simili vicende feudali, politiche, economiche, di paesaggio agrario, di rapporti con le istituzioni.
Insomma: il traguardo finale dovrebbe essere la costituzione di un ECOMUSEO.
Immagini del cammino
Le tagghiate di san Giorgio
Complesso di vecchie cave di tufo dismesse intorno alla metà del secolo scorso interessato da attività estrattiva manuale di pietra da costruzione denominato genericamente Tagghjate (da “tàgghju”, voce dialettale corrispondente all’italiano “taglio”, collegate alla caratteristica modalità estrattiva. Un continuo susseguirsi di quinte e controquinte sulle superbe pareti di scavo dal sempre cangiante scorcio in precario bilico . Il lucente candore tufaceo rivela un rapporto di complementarità tra i colori freddo/ocra giallo-rossa/verde. La lussureggiante vegetazione spontanea di macchia mediteranea , i profumi, le improvvise brezze accompagnano il percorso dei vecchi tratturi di lavoro che si aprono in improvvisi spiazzi e ora si dimenano in strette gole.
Frantoio ipogeo di Monte sant’Elia












Cava di Pietra Faggiano San Crispieri
L’intensa opera estrattiva del banco calcareo a Faggiano ha generato un paesaggio lunare tinto del rosso derivante dai reisidui della erosione calcarea che lascia non solubili idrossidi di alluminio e ferro.






Il castello di san Crispieri
Il castello è un solido e severo edificio dalle forme tardo rinascimentali. Edificato alla fine del Cinquecento, fu completato nel secondo decennio del Seicento e ha poi subito continue manomissioni, sino ai nostri giorni, per adattamenti residenziali dei proprietari: oggi la famiglia Ciaccia.






































