Buon 2026, a pedali

Possa il nuovo anno portare soddisfazioni e traguardi a chi si muove a piedi e a pedali

Un impegno che non conosce discontinuità

l’anno appena trascorso ha visto un intenso impegno dei cicloamici su una molteplicità di temi

Un impegno costante per il diritto di accesso per ciclisti e pedoni alla pista di servizio e ai ponti canale dell’acquedotto Pugliese

le manifestazioni per la difesa dei ciclisti e pedoni

Si costituisce a Brindisi un movimento a sfondo ambientalista per una città e una mobilità sostenibili

A tu per tu con l’assessore regionale ai trasporti e ai tecnici dell’Acquedotto Pugliese per la pari digniftà dei ciclisti e pedoni nella fruizione della ciclovia AQP

La valorizzazione della via Traiana tramite il raduno FIAB dal 25 al 27 aprile

La tutela e valorizzazione del bacino idrico del Cillarese

La trattativa con RFI per ottenere l’apertura della strada demaniale ai ciclisti e ai pedoni

La tutela e valorizzazione del Canale D’Aiedda

La cartolina di auguri dei cicloamici firmata da Alberto Marescotti

Un altro giro di ruota

cari cicloamici, vi esprimo il miei migliori auspici per un nuovo anno pieno di gioia serenità e soddisfazioni con tante belle pedalate.
La vita è un eterno giro di giostra e a ogni inizio siamo colti da ebrezza attendiamo nuove sorprese. Possano dunque venire tante belle sorprese e belle giornate di sole e serenità. Ho fatto qualche ricerca: il capod’anno fu fissato al primo gennaio da un console romano nel secondo secolo avanti cristo. Ma prima i romani celebravano l’anno nuovo come tutti gli altri popoli nel mese di marzo che era il mese del loro dio preferito Marte signore della guerra:. Marte era anche il Dio della primavera e del risveglio della natura. Gli altri popoli di cultura e sapienza più antica continuano a celebrare l’inizio dell’anno a primavera. E penso anch’io sia molto più bello il capdo’anno a primavera. Gli ebrei celebrano la pasqua(pesach) di primavera, I cinesi celbrano il chūnjié sempre in primavera. E’ probabile che gli ebrei abbiano copiato la Pesach da gli iraniani data la somiglianza di alcune pratiche propiziatorie. Gli iraniani rivendicaono che la loro festa di nuovo anno Nowruz risalga addirittura a 15.000 anni fa. I Cristiani “a ruota” hanno imitato la pasqua ebraica ma non ne hanno fatto un capodanno. Il capodanno di noi occidentali capitò appunto nel freddo gennaio e fu ridedicato a Giano e alle sue celebrazioni. Non era un giorno festivo ma si lavorava e si facevano auguri, si scambiavano doni, si spolveravano le statue dei Lari loro dei protettori. Insomma un poco come il natale cristiano.
Da quasi 2200 anni ci tocca celebrare il nuovo anno nel freddo inverno. Ma in fondo anche l’inverno non è così male con le giornate corte ma di un blu intenso. Da qualche parte il “ciclo”, la ruota deve avere la sua apparente data di inizio per la sua rivoluzione eterna. Domani sarà una bella giornata di sole e dunque vi invito a propiziare le fortune e le gioie del nuovo anno con una bella uscita in bicicletta o a piedi. Un altro giro di giostra (per noi la bicicletta è una giostra è una gioia) abbia inizio nel ripetersi infinito delle stagioni. Tanti auguri, tanta felicità, tanto entusiamo a tutti voi

L’ora di associarsi

https://www.romanoimpero.com/2016/12/capodanno-romano.html

https://it.wikipedia.org/wiki/Nawr%C5%ABz

https://it.wikipedia.org/wiki/Capodanno_cinese

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *