Italian Sud Est

Domenica 19 aprile itinerario in bici dedicato alle Ferrovie Sud Est nella Murgia dei Trulli

Presentazione dell’evento

La ferrovia Sud Est non ha solo modificato la storia dei trasporti nel Salento e della Puglia peninsulare. Ha anche profondamente modificato e inciso sul paesaggio e la storia della Murgia Sud Est. Sotto il Patrocinio dei Comuni di Ceglie e Cisternino ripercorreremo l’epopea dei treni lungo i binari, i caselli, le stazioni. Sarà Francesco Moro, autore del libro “un lungo viaggio” a raccontare lungo l’itinerario questa epopea.


Prima di immergerci in questo viaggio, c’è un dettaglio nel 2025 questa ferrovia ha compiuto cent’anni! Il tronco ferroviario che collega Francavilla Fontana a Martina Franca fu infatti inaugurato a tappe tra il 14 agosto 1924 (fino a Ceglie Messapica) e il 24 dicembre 1925 (fino a Martina Franca, passando per Cisternino). Aver raggiunto questo secolo di vita rende l’itinerario ancora più poetico, perché le Ferrovie del Sud Est (FSE) non sono state solo un’infrastruttura di trasporto, ma una cicatrice di ferro e legno che ha letteralmente “ricucito” un territorio fino ad allora isolato, trasformandolo per sempre.

Prima dell’arrivo della ferrovia, la Murgia dei Trulli (termine coniato all’inizio del ‘900 dal geografo Carlo Maranelli) era una terra di una bellezza aspra e solitaria.
Quando le prime vaporiere della neonata linea, seguite poi dalle leggendarie “littorine” (le automotrici a nafta), iniziarono a sbuffare su per le pendenze calcaree della Valle d’Itria, portarono la modernità in un ecosistema rurale chiuso. Il treno divenne il cordone ombelicale che permetteva ai contadini di esportare il vino e l’olio verso i porti di Brindisi o Taranto, e agli studenti e ai lavoratori di raggiungere le città. La ferrovia accelerò il passaggio da un’agricoltura di pura sussistenza a un’economia di scambio, ridisegnando le priorità dei paesi attraversati.

Programma

Raduno e partenza da Ceglie Messapica Domenica 19 Aprile  ore 9:00
Link al punto di partenza
https://maps.app.goo.gl/9FKxaiGtByzRH9Nc6
Percorso Collinare prevalentemente asfaltato tranne brevi tratti da percorrere su sentieri sterrati. L’itinerario si avvinghierà lungo i binari della Sud Est. Attraverserà lughi incantati e metterà in evidenza l’arduo lavoro dei carpentieri a incidere le dure pietre calcaree della murgia.
Lunghezza: Itinerario da percorrere di buona lena con tratti di sterrato di circa 50Km.
Ritorno per le ore 17
Info e capigita: Antonio Licciulli 3333744725, Francesco Moro

Il viaggio in bici a ricostruire la trama del paesaggio


Percorrere in bici l’itinerario ferrato dal tratto da Ceglie Messapica a Martina Franca è come assistere a una lentezza necessaria. I convogli delle FSE non erano nati per l’alta velocità, ma per assecondare la morfologia della Murgia. La partenza da Ceglie Messapcia ci lascia la piana brindisina, dominata dagli ulivi secolari, e il treno inizia lentamente a “scavare” l’altopiano.
La salita e i muretti (Ceglie Messapica): Qui la terra si fa visibilmente più rossa (la tipica terra di origine carsica) e la massicciata ferroviaria inizia a viaggiare parallela a chilometri di muretti a secco. La ferrovia non ha distrutto il paesaggio agricolo, vi si è adattata, tagliando vigneti ad alberello e boschi di querce e fragno.
Il cuore di pietra (Cisternino e Pascarosa): Questa è forse la parte più narrativa dell’intera tratta. La piccola stazione di Pascarosa (aperta proprio ad aprile del 1925) spunta quasi all’improvviso, incastonata come una perla bianca in mezzo a una campagna fittissima di trulli. È un paesaggio in miniatura, puntiforme, dove il contrasto tra il metallo sferragliante del treno e la calce bianca dei trulli crea una sintesi perfetta tra l’ingegneria del Novecento e l’architettura contadina senza tempo.
L’arrivo (Martina Franca): Il capolinea di questo tratto si attesta su una collina a oltre 400 metri di altitudine. Si entra nel regno del Barocco martinese e nel punto d’incrocio con l’altra storica linea FSE (la Bari-Taranto).

Immagini lungo i binari

La stazione FSE di Pascarosa

Iscrizione alla gita

Richiediamo cortesemente ai partecipanti di prenotarsi all’evento mediante il modulo online linkato sotto. La partecipazione all’evento è gratuita. Ricordiamo che da ottobre è possibile iscriversi o rinnovare l’associazione. L’associazione accetta contributi liberi

Il Libro di Francesco Moro

Francesco Moro ha scritto nel 2025 il libro: “Un lungo viaggio. Storia della ferrovia Francavilla-Ceglie-Cisternino-Martina” . Si tratta di un prezioso lavoro di ricerca, documentazione e salvaguardia della memoria storica legata alle infrastrutture del territorio pugliese, in particolare della Valle d’Itria e dell’Alto Salento.
Il libro è stato concepito e pubblicato in occasione di una ricorrenza molto importante per il territorio locale: il centenario dell’inaugurazione del tronco ferroviario Martina Franca – Francavilla Fontana, avvenuta ufficialmente il 5 aprile 1925.
Il contributo dell’autore consiste nell’aver ricostruito le tappe che hanno portato alla realizzazione di questo tratto delle Ferrovie del Sud Est. Moro documenta le sfide ingegneristiche e logistiche affrontate nei primi anni del ‘900 per collegare paesi collinari complessi dal punto di vista orografico.La vita delle stazioni (come quelle di Ceglie Messapica, Cisternino e Capece) e il passaggio dei convogli nel corso dei decenni. “Un lungo viaggio” evidenzia come l’arrivo della ferrovia abbia trasformato radicalmente le comunità locali. Il treno ha:
Rotto l’isolamento geografico di molti centri dell’entroterra pugliese.
Favorito il commercio agricolo e lo sviluppo economico tra le province di Taranto e Brindisi. Cambiato le abitudini sociali, permettendo a studenti e lavoratori di spostarsi con una facilità prima impensabile.

Tributo al film del 2003 Italian Sud Est

Il nostro titolo si ispira a Italian Sud Est un film del 2003, diretto dalla Fluid Video Crew. Il film ci ha molto impressionati, si occupa di racconti di vita e speranze di venti personaggi che girano per il Salento sui vecchi treni della Ferrovie del Sud-Est. L’atmosfera è poetica e riporta lo spettatore ad un’epoca che non c’è più in cui il tempo non era sinonimo di frenesia, e lo spazio in cui sono immersi i personaggi si poteva esplorare a passo d’uomo. Tuttavia il film si autoconfina alla sola provincia di Lecce mentre tanti sono i racconti pure possibili per esempio nella Murgia dei Trulli.

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