In bici alla scoperta dei nuovi scavi archeologici a San Miserino
Presentazione
Sabato 13 giugno 2026, alle ore 10.00, il sito archeologico di San Miserino, in località Monticello, aprirà le sue porte alla cittadinanza e ai visitatori in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia. I cicloamici aderiscono all’evento giungendo naturalmente in bicicletta da Mesagne (partenza ore 9:00. Sarà un momento importante per conoscere da vicino le nuove scoperte archeologiche e il lavoro di ricerca in corso, ma anche per restituire alla comunità il senso di un percorso atteso da molti anni. San Miserino è un’area di grande valore storico e archeologico, un luogo che appartiene alla memoria di San Donaci, alla sua identità, alla storia lunga del territorio.
Il programma dell’escursione in bici
Ore 9:00 raduno e partenza: Piazza 4 Novembre Mesagne.
Indicazioni da Google Maps del luogo di incontro https://goo.gl/maps/XRuK1Q89HuMZUESE6

Percorso: Itinerario facile e pianeggiante di circa 30Km per strade asfaltate e sterrate. Pedalata tranquilla e affascinante per assaporare la bellezza dell’agro di Mesagne e dei comuni limitrofi tra vigneti e uliveti antiche masserie e costruzioni a secco ed i siti archeologici di San Miserinoe Malvindi lungo l’antico itinerario del limitone dei greci.
Rientro: per le ore 13 a Mesagne. La fatidica ora della braciola.
Info e capigita: Antonio Licciulli, Giovanni Laresca 3333744725
Iscrizione alla gita
Invitiamo cortesemente ai partecipanti di prenotarsi all’evento mediante il modulo online linkato sotto. La partecipazione all’evento è gratuita. Ricordiamo che è possibile iscriversi o rinnovare l’associazione e è possibile devolvere ai cicloamici il 5×1000
La gita a San Miserino con gli studenti del liceo Ferdinando















Tempietto di San Miserino
L’edificio di San Miserino rappresenta una vera singolarità per il Salento e richiama lo stile costruttivo del Pantheon con una cupola di copertura gettata in calcestruzzo con cocciopesto a formare la componente idraulica. L’edificio principale ha pianta ottagonale. Lo spazio interno è formato da quattro nicchie semicircolari con calotte a tutto sesto sugli assi obliqui e due nicchie rettangolari sui lati nord ed est.



Il pavimento conserva ancora in parte un mosaico a tessere scure con una cornice bianca. Le pareti conservano invece tracce a sfondo rosso di affreschi. I capitelli inoltre presentano decorazioni in stucco, con motivi in acanto spinoso, la cui datazione viene fissata al VI secolo. A questo impianto centrale si innesta un avancorpo diviso in tre navate coperte con volte a botte. Si ritiene che la funzione originaria dell’edificio fosse quella di un ninfeo o di un ambiente termale, annesso ad una villa rustica costruita in età imperiale. Lo farebbero anche pensare i mosaici, datati al II secolo dopo Cristo. Di età medioevale, sono invece gli affreschi ancora riconoscibili sulle pareti, elemento che dimostra come il Tempietto fosse stato successivamente convertito in chiesetta rurale.
L’intervendo di scavo di Unisalento del 2025
L’intervento di scavo, avviato nel mese di luglio del 2025, si svolge in regime di concessione ministeriale, di concerto con la SABAP per le Province di Brindisi, Lecce e Taranto, e nell’ambito di una convenzione sottoscritta tra il Dipartimento di Beni Culturali dell’Università del Salento e il Comune di San Donaci. Esso ha goduto di un finanziamento della Regione Puglia nell’ambito dell’avviso pubblico “SMART-in per la selezione di proposte progettuali finalizzate alla valorizzazione dei Luoghi della cultura: laboratori di fruizione e di restauro del patrimonio archeologico” (POR FESR PUGLIA 2014-2020 – Asse VI – Azione 6.7).
Lo scavo, preceduto da prospezioni geofisiche, ha interessato le aree adiacenti al monumento localmente noto come “chiesa” o “tempietto” di San Miserino.

Lo scavo, preceduto da prospezioni geofisiche, ha restituito dati di grande interesse, che consentono di confermare quanto già in precedenza ipotizzato, ovvero che il “tempietto” è parte di un più vasto complesso edilizio residenziale di età imperiale. L’ampio settore della villa romana, cui esso apparteneva, risulta articolato in una serie di ambienti destinati allo stoccaggio, alla lavorazione e alla vendita dei prodotti, mentre alcuni resti di strutture rinvenuti a ridosso del “tempietto” ne dimostrano l’appartenenza a un quartiere termale. Il “tempietto” venne poi trasformato in chiesa e affiancato da un piccolo cimitero cristiano, documentato dai recenti scavi. Sono emerse, infine, significative attestazioni relative all’occupazione del sito in età messapica e testimoniate dalla presenza di una sepoltura arcaica eda resti di una struttura monumentale, in parte sfruttata in occasione della costruzione del “tempietto”



La via ad Lippium ed il limitone dei Greci
La storica Silvia Marchi ha trovato in un atto rogatorio del 1187, relativo ad una controversia sulla delimitazione di terreni in contrada Monticello, la citazione “que venit ab Oria et ducit Lippium” ovvero il riferimento alla strada per Lecce lungo l’attuale SP51 Oria Cellino. L’itinerario è anche indicato come “Limitone dei greci” con il riferimento alla linea difensiva dei territorio bizantini durante l’espansione Longobarda. La via era già importante in età imperiale, per collegare Roma agli insediamenti romani in Salento e poi al porto di Otranto come suggeriscono i siti archeologici collocati sulla sua direttrice.
Gli itinerari cicloturistici intorno a Mesagne nel 2004

Percorso Giallo: la Via Appia (prolungabile fino a Oria) Si descrive come esempio la realizzazione e descrizione di uno degli itinerari segnalati. Si tratta di una pista ciclabile extraurbana su un percorso facile, risultante per la quasi totalità in un sentiero sterrato nella tranquilla campagna mesagnese immerso tra olivi, querce e viti. Secondo alcuni storici questo antico sentiero sterrato potrebbe coincidere almeno in alcuni punti con il tracciato dell’antica via Appia e che collega Mesagne all’area archeologica di Muro Tenente e continuando porta diritti a Oria già antica città Messapica. Il tragitto sarà caratterizzato dai seguenti principi base: continuità di percorso, senza soluzioni di continuità, salvo brevi e sicuri attraversamenti, sicurezza, facilità d’uso.
Percorso verde: via messapica Questo percorso coincide per la metà situata a Ovest con un’antica via Messapica che collegava le due città di Muro Tenente e Muro Maurizio. Su questo tracciato vi sono diversi rinvenimenti sia di epoca messapica che romana. Si tratta di una strada in parte sterrata e in parte asfaltata.

Percorso rosa: via meridiana Un bel percorso tra gli ulivi direzione Sud da Mesagne consente di raggiungere il sito archeologico di San Pietro di Crepacuore dove è possibile visitare una delle più belle chiese bizantine della provincia di Brindisi, vi sono inoltre i resti di un’antica villa romana. Dal prolungamento a Ovest del percorso Rosa è possibile raggiungere Oria in tutta tranquillità passando da antiche e belle Masserie (san Domenico, San Giovanni lo Pariete).
Percorso azzurro: Cellino ciclabile Un percorso tranquillo quasi del tutto asfaltato dal prolungamento del quale si raggiunge Cellino San Marco passando da Masseria Curtipitrizzi.

Percorso viola: via bizantina E’ il percorso che consente di raggiungere “il limitone dei greci” la strada più importante in periodo bizantino ricchissima di testimonianze storiche: terme romane, chiesa di San Misurino, San Pietro di Crepacuore, Masseria la Cattiva.

https://www.cicloamici.it/progettomesagnebici.pdf




















