Per Appiam ad Lupias cum prandio

La fotocronaca di Domenica 4 ottobre Appia Day: una escursione in bici sui siti archeologici di San Miserino e Crepacore con degustazione di cucina romana antica

Presentazione

La Regina Viarum, riconosciuta Patrimonio Mondiale dell’Umanità UNESCO torna a essere protagonista a Mesagne. Fin dalla sua nascita la Via Appia è nata per unire popoli, culture, paesaggi e memorie. In occasione dell’Appia Day 2026, raccogliamo questo messaggio per celebrare un grande patrimonio collettivo da vivere e tutelare insieme. L’evento organizzato dai Cicloamici in collaborazione con il Comune di Mesagne, l’Università del Salento la Pro Loco Torre Santa Susanna, le associazioni Atletica Mesagne, Wild team, Vespa club Mesagne ci porterà ad esplorare in bicicletta l’antica diramazione ad Lupias: un itinerario tra siti archeologici, natura e un’originale degustazione di cucina romana antica. Si parte in bicicletta verso il sito archeologico di San Miserino collocato sulla via che dalla Appia si staccava per Lecce (per Appiam ad Lupias). Dall’Appia diretta da Taranto a Brindisi si staccava all’altezza di Oria fin dall’epoca classica la Via “ad Lupias” diretta verso Lecce (Lupieae nome romano derivato da Lippium dal toponimo greco Λουππίαι Luppíae. La proposta è di ripercorrere in bici quelle antiche strade alla scoperta del patrimonio storico e archeologico di grande rilevanza: il tempietto di San Miserino, le Terme Romane a Malvindi, la Chiesa di San Pietro di Crepacore, il parco archeologico di Muro Tenente. Arrivati a San Miserino (contrada Monticello, San Donaci) l’archeologa Giovanna Cera dell’Università del Salento racconterà la storia affascinante del sito e le ultime scoperte effettuate nella campagna di scavi cel 2025. Un itinerario immerso nel paesaggio autunnale sulle tracce di quel reticolo di strade secondarie intorno a Mesagne .


Il programma dell’escursione in bici

Ore 8:30 raduno in Casa dell’Appia, Piazza Commestibili, Mesagne. e distribuzione delle magliette,
ore 9,00 saluti istituzional
ore 9:30 partenza
Indicazioni da Google Maps del luogo di incontro  https://maps.app.goo.gl/QN86Px2C5VARTB159

Percorso: sono offerti 2 itinerari con il primo tratto in comune.


Itinerario breve

ore 9:30 partenza
Lunghezza di 22Km per strade asfaltate e sterrate. Pedalata tranquilla per assaporare la bellezza dell’agro di Mesagne e San Donaci tra vigneti e uliveti antiche masserie arrivo a San Miserino., rientro a Mesagne dopo il Prandium (pranzo romano).
Ore 10:30 visita guidata al sito archeologico di San Miserino
Rientro: per le ore 12:30 a Mesagne. La fatidica ora della braciola.

Itinerario lungo

ore 9:30 partenza
Lunghezza di 38Km il programma coincide con l’itinerario lungo fino al pranzo di 38Km per strade asfaltate e sterrate. Pedalata tranquilla e affascinante per assaporare la bellezza dell’agro di Mesagne e dei comuni limitrofi tra vigneti e uliveti antiche masserie e costruzioni a secco ed i siti archeologici di San Miserino, San Pietro di Crepacore e Muro Tenente lungo l’antico itinerario del limitone dei greci.
Rientro: entro le ore 16 a Mesagne.
Ore 10:30 visita guidata al sito archeologico di San Miserino
pausta ristoro ore 11:15
ore 11:30 ripartenza per la tappa successiva San Pietro di Crepacore (Torre Santa Susanna). Visita guidata curata da Pro Loco Torre Santa Susanna APS.
Info e capogita: Antonio Licciulli 3333744725

Prandium (pranzo)

Cicloamici offriranno ai partecipanti un momento di prelibata scoperta di prodotti alimentari ispirati all’antica cucina romana. Dopo accurata ricerca filologica e lo studio del trattato di gastronomia romana De re coquinaria di Marco Gavio Apicio (I sec. d.C.) saranno raccontate le abitudini alimentari e le ricette popolari tra gli antichi romani del primo secolo D.C..

Noleggio bici

Ai “forastieri” offriamo la possibilità di noleggiare una bici a prezzo convenzionato con la società Ciclovagando. Tariffe 15 euro per una bicicletta cross trail meccanica, 20 euro per bicicletta elettrica (numero limitato). Prenotare direttamente a Ciclovaganso (Giovanni) telefono 339 2464455 e comunicando la propria altezza

Iscrizione alla gita

Richiediamo cortesemente ai partecipanti di prenotarsi all’evento mediante il modulo online linkato sotto. La partecipazione all’evento è gratuita. Ai primi arrivati sarà offerta gratuitamente la maglietta ufficiale di Appia 2026 a Mesagne. Ricordiamo che da ottobre è possibile iscriversi o rinnovare l’associazione che sarà valida per tutto il 2027. L’associazione accetta contributi liberi

Calendario generale degli eventi appia a Mesagne

I recenti scavi a San Miserino

in basso le foto sugli scavi condotti a San Miserino. La prof. Giovanna Cera (con il cappello in foto) direttrice scientifica degli scavi sarà la nostra guida.

Tempietto di San Miserino

Situato in contrada Monticello, nel territorio di San Donaci (BR), il sito archeologico di San Miserino si distingue per i resti di un edificio dalla peculiare planimetria ottagonale, caratterizzata da quattro nicchie angolari e inscritta in un perimetro quadrangolare con copertura a cupola. San Miserino rappresenta una vera singolarità per il Salento perchè la cupola dell’ambiente principale è costruito con lo stile costruttivo del Pantheon con una cupola di copertura gettata in calcestruzzo con cocciopesto e calce a formare la componente idraulica. Le indagini stratigrafiche, avviate nel 2025 grazie alla sinergia tra l’Università del Salento, il Comune di San Donaci e la SABAP per le province di Brindisi, Lecce e Taranto, e sostenute da finanziamenti della Regione Puglia e del Comune stesso, hanno restituito dati di grande interesse.

Le evidenze messe in luce confermano le ipotesi pregresse e consentono di riferire il cosiddetto “tempietto” a un più vasto complesso residenziale di età imperiale. Il settore della villa romana finora indagato risulta articolato in una serie di ambienti destinati allo stoccaggio, alla lavorazione e alla vendita dei prodotti, mentre alcuni resti di strutture rinvenuti a ridosso del “tempietto” ne dimostrano l’appartenenza a un quartiere termale.

In età altomedievale la struttura fu oggetto di una rifunzionalizzazione in senso religioso, con la sua trasformazione in chiesa rurale, affiancata da una piccola area cimiteriale, documentata dai recenti scavi. La complessa stratigrafia storica del sito è arricchita da significative attestazioni relative all’occupazione del sito anche nel periodo messapico.

Il pavimento conserva ancora in parte un mosaico a tessere scure con una cornice bianca. Le pareti conservano invece tracce a sfondo rosso di affreschi. I capitelli inoltre presentano decorazioni in stucco, con motivi in acanto spinoso, la cui datazione viene fissata al VI secolo. A questo impianto centrale si innesta un avancorpo diviso in tre navate coperte con volte a botte. Si ritiene che la funzione originaria dell’edificio fosse quella di un ninfeo o di un ambiente termale, annesso ad una villa rustica costruita in età imperiale. Lo farebbero anche pensare i mosaici, datati al II secolo dopo Cristo. Di età medioevale, sono invece gli affreschi ancora riconoscibili sulle pareti, elemento che dimostra come il Tempietto fosse stato successivamente convertito in chiesetta rurale. Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Tempietto_di_San_Miserino. Foto Antonio Licciulli

La via “ad Lippium” ed il limitone dei Greci

La storica Silvia Marchi ha trovato in un atto rogatorio del 1187, relativo ad una controversia sulla delimitazione di terreni in contrada Monticello, la citazione “que venit ab Oria et ducit Lippium” ovvero il riferimento alla strada per Lecce lungo l’attuale SP51 Oria Cellino. L’itinerario è anche indicato come “Limitone dei greci” con il riferimento alla linea difensiva dei territorio bizantini durante l’espansione Longobarda. La via era già importante in età imperiale, per collegare Roma agli insediamenti romani in Salento e poi al porto di Otranto come suggeriscono i siti archeologici collocati sulla sua direttrice.

🍂 La Chiesa di San Pietro di Crepacore

L’edificio potrebbe risalire al periodo tra VI e VII secolo ma sarebbe stato costruito reimpiegando i resti di una villa romana. La facciata dell’edificio è caratterizzata da un portale on arco a tutto sesto sorretto da due rozze colonne; sul retro è presente una bassa abside, scandita da due lesene molto semplici e una bifora che consente l’illuminazione degli ambienti interni. L’interno è diviso in tre navate delimitate da colonne con fusti ellenistici di reimpiego, provenienti da costruzioni di epoca romana, che sorreggono bassi archi a tutto sesto. La navata centrale è coperta da due basse cupole poste in asse, appoggiate su alti tamburi. Piccole monofore sono presenti nelle parti superiori delle pareti di ambito. Le navate laterali sono caratterizzate da rozze semi-volte rampanti. La chiesa poggia sui resti di piccole abitazioni con muretti a secco del II-III secolo a.C. Sulle pareti interne sono presenti pregevoli affreschi collegabili a due distinti filoni culturali: l’arte longobardo-beneventana nella prima campata e quella bizantina nella seconda campata e sulle pareti dell’abside. Lungo il bordo inferiore di quest’ultima, è stata recentemente scoperta un’iscrizione dedicatoria in greco: “Questo tempio è stato edificato per la remissione dei peccati del servo di Dio… e della sua consorte Veneria e dei loro figli. Amen”. Intorno alla chiesa è stata messa alla luce una necropoli che è stata datata all’VII secolo d.C. Tale datazione consente di ipotizzare la prima costruzione della chiesa allo stesso periodo.


Fonte https://it.wikipedia.org/wiki/Chiesa_di_San_Pietro_a_Crepacore Foto Antonio Licciulli

Fotocronaca dell’evento

Le terme di Malvindi

Lungo la Via ad Lippium sorge un impianto termale romano di età imperiale la sua collocazione si concilia con la presenza della direttrice viaria e anche con la presenza di una sorgente in corrisponenza di un canale messo in comunicazione con acque affioranti da falde freatiche.


L’impianto termale di Malvindi si ipotizza risalga a due fasi costruttive, la prima agli inizi del I secolo dopo Cristo, l’altra ai secoli III – IV d.C. Con lo scavo operato nei primi anni ’80 sono stati individuati un calidarium, la sala dei bagni in acqua calda e dei bagni di vapore – riscaldata con un sistema di risalita del calore da un impianto posto sotto il pavimento tenuto dal basso dai suspensurae, il tepidarium – la sala destinata ai bagni in acqua tiepida, e il frigidarium – camera adibita ai bagni con acqua fredda – dove sono stati rinvenuti i resti di una vasca.
In una delle sale del Museo “Granafei” di Mesagne si conserva la pavimentazione musiva del tepidarium, un mosaico costituito da tessere calcaree bianche e nere e da una decorazione centrale in marmo lunense, che fu rinvenuta in un notevole stato di disfacimento nel corso di un intervento di scavo attuato nel 1987. Il tappeto musivo, del III secolo d. C., presenta varie rabberciature con frammenti di marmo bianco e grigio scuro o con malta. Alcuni studiosi, sulla base di elementi inerenti le dimensioni dell’intera struttura e la sua ubicazione in una zona rurale, ipotizzano il possibile utilizzo pubblico del complesso termale in età imperiale romana come punto di riferimento e di sosta (mansio) lungo l’asse viario che collegava i centri antichi di Oria e di Otranto. Purtroppo l’area archeologica è in completo stato di abbandono.
Preoccupano le lesioni e quindi i possibili crolli dei muri degli ambienti portati alla luce con gli scavi archeologici, in quanto non si è proceduto al restauro e alla manutenzione dei resti scoperti e non è stato operato alcun tipo di contenimento della spinta del terreno esterno una volta effettuato lo “svuotamento” delle varie camere. Fonte: www.brindisiweb.it Foto Antonio Licciulli

Gli itinerari cicloturistici a Sud di Mesagne


Percorso rosa: via meridiana Un bel percorso tra gli ulivi direzione Sud da Mesagne consente di raggiungere il sito archeologico di San Pietro di Crepacuore dove è possibile visitare una delle più belle chiese bizantine della provincia di Brindisi, vi sono inoltre i resti di un’antica villa romana. Dal prolungamento a Ovest del percorso Rosa è possibile raggiungere Oria in tutta tranquillità passando da antiche e belle Masserie (san Domenico, San Giovanni lo Pariete).
Percorso azzurro: Cellino ciclabile Un percorso tranquillo quasi del tutto asfaltato dal prolungamento del quale si raggiunge Cellino San Marco passando da Masseria Curtipitrizzi.


Percorso viola: via bizantina E’ il percorso che consente di raggiungere “il limitone dei greci” la strada più importante in periodo bizantino ricchissima di testimonianze storiche: terme romane, chiesa di San Misurino, San Pietro di Crepacuore, Masseria la Cattiva.

https://www.cicloamici.it/progettomesagnebici.pdf

L’itinerario che collega i siti archeologici

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *