Pedalando tra Trulli, Cummerse e Ponticanale

Domenica 13 settembre, Wikigita di Settembre con Wikimedia Puglia e Cicloamici FIAB Mesagne alla scoperta del Canale di Pirro, nelle campagne di Fasano, Alberobello e Locorotondo

Cicloamici e Wiki Loves Puglia

In occasione di Wiki Loves Puglia — la sezione regionale di Wiki Loves Monuments, il concorso fotografico promosso da Wikimedia Italia per documentare e valorizzare su Wikipedia e Wikimedia Commons il patrimonio culturale — Cicloamici FIAB Mesagne e Wikimedia Puglia uniscono le forze per un evento speciale aperto a tutti i cittadini, fotografi e cicloamatori: la Wikigita di domenica 13 settembre.

L’Iniziativa: Fotografare e Valorizzare la Bellezza Libera.
Dal 1° al 30 settembre si rinnova l’appuntamento con Wiki Loves Monuments. Chiunque, amatore o professionista, può scattare e caricare foto dei monumenti autorizzati sulla piattaforma Open.La Wikigita del 13 settembre offre l’opportunità di percorrere un itinerario di alto pregio storico e paesaggistico guidati dai volontari dell’associazione Cicloamici FIAB Mesagne e dai volontari di Wikimedia Italia, cogliendo l’occasione per fotografare architetture rurali, panorami e monumenti locali che parteciperanno direttamente sia al concorso regionale Wiki Loves Puglia che a quello nazionale ed internazionale.

Programma

🍂 Raduno e partenza: Raduno Domenica 13 settembre ore 9:30 alla Chiesetta rettoria Santi Maria Maddalena e San Marco Evangelista, Contrada S. Marco, 70010 Locorotondo BA (Cisternino):
https://maps.app.goo.gl/skzEaYi9FHejrnTX7
Nel pomeriggio a San Marco si svolge una gara ciclistica per essere sicuri di poter riprendere l’auto e ripartre consigliamo di parcheggiare in un’area picnic a 500 metri dalla Chiesa. Si tratta dell’area PICNIC Carbottiello. Consigliamo di parcheggiare montare le bici e raggiungere il gruppo a San Marco.
https://maps.app.goo.gl/Y8jntjwA9Kajpq4W8
🍂 Rientro: percorso ad anello con rientro entro le ore 17:00 ,
🍂 Percorso : lunghezza 40 Km prevalentemente su sentieri. Visita alle contrade di San Marco, Pasqualicchio e Cocolicchio e a Masseria e Giardini Pistola, Coreggia, Alberobello.
🍂 Difficoltà: Itinerario cicloturistico intermedio. Un minimo di allenamento richiesto. Sentieri facilmente percorribili. Adatto a ogni livello di abilità.
🍂 Dotazioni consigliate: Biciclette tipo gravel MTB o city bike
🍂 Colazione a sacco.
🍂 Info e capigita: Francesco Moro Francesco.moro@wikimedia.it e Antonio Licciulli info@cicloamici.it 3333744725,

🍂 Iscrizioni e costo

Raccomandiamo di iscriversi al link. La partecipazione all’escursione non richiede quota di adesione.

Modulo di iscrizione alle escursioni

Itinerario a tappe

ecco cosa vedremo e fotograferemo lungo il tracciato

1. La Contrada San Marco e le Tipiche “Cummerse”, lunghezza complessiva 40Km

L’itinerario prende il via nella Contrada San Marco (agro di Locorotondo). L’attenzione dei fotografi sarà subito catturata dalla Seicentesca chiesa di San Marco, caratterizzata dalla pianta a Tao e, soprattutto, dalla copertura a cummerse.Che cosa sono le Cummerse?A differenza del classico cono del trullo, le cummerse sono abitazioni rurali storiche dal caratteristico tetto a spiovente. Realizzate in muratura e coperte dalle medesime chiancarelle dei trulli, servivano per far scivolare e raccogliere l’acqua piovana nelle cisterne ed erano diffuse in Valle d’Itria ben prima della capillare diffusione dei trulli stessi.

2. Contrada Pasqualicchio e l’Antico CanalePercorrendo stradine delimitate dai muretti a secco e incorniciate da maestosi esemplari di Fragno (Quercus troiana), la pedalata raggiunge la suggestiva Masseria Pasqualicchio.

Da questo punto panoramico la vista spazia su tutta la depressione carsica del Canale di Pirro.Curiosità storica: Il nome “Pirro” non deriva dal famoso re dell’Epiro, bensì dalla storpiatura del termine dialettale “pirr” (o “pile”), indicante le antiche cisterne in pietra usate dai contadini per raccogliere l’acqua.

3. Masseria e Giardini Pistola In Contrada Cocolicchio (Fasano), il gruppo farà tappa presso la Masseria Pistola, uno splendido complesso di trulli e cummerse con chiesetta rurale del 1778, circondato da rigogliosi giardini botanici.

4. Il Pontecanale della Cecca (Acquedotto Pugliese)Uno dei punti di forza dell’escursione è il passaggio lungo il tracciato della Via Verde dell’Acquedotto Pugliese. Qui si attraversa l’imponente Pontecanale della Cecca: un’opera d’ingegneria monumentale costruita oltre un secolo fa che, ricordando gli antichi acquedotti romani, supera la valle offrendo uno dei colpi d’occhio fotografici più spettacolari dell’intera Puglia rurale.

5. Alberobello

6. Coreggia: Coreggia è lunica frazione di Alberobello, tra le sue strade spiccano gruppi di trulli finemente conservati e la chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna del Rosario, risalente alla fine del XIX secolo e punto di riferimento socio-culturale della comunità locale

Come Participare al Concorso Fotografico

Scatta: Durante la gita del 13 settembre (o per tutto il mese di settembre), fotografa i monumenti e le strutture autorizzate del territorio.Carica: Accedi alla piattaforma web-app di Wiki Loves Monuments o Wikimedia Commons.Licenza: Pubblica i tuoi scatti con licenza libera Creative Commons (CC BY-SA).Vinci: Le immagini caricate gareggeranno contemporaneamente per la selezione regionale di Wiki Loves Puglia e per quella nazionale

Le Contrade di Locorotondo

Le contrade sono insediamenti rurali che in forma di agglomerati insistono sul tessuto della Valle D’Itria. Erano microsocietà che accoglievano popolazioni laboriose che si sostenevano reciprocamente con specifici patti sociali denominati “Cummunanza” e “Veggeta”.
Locorotondo piccolo comune di Bari conta tante contrade alcune di queste saranno esplorate durante l’escursione.

BibliografiaDe Michele L.: Le contrade di Locorotondo nel paesaggio agrario della Valle d’Itria, in Riflessioni Umanesimo della Pietra, Martina Franca, 2011, pp. 17-37
Acquaviva M.T.: La Valle d’Itria da scoprire, Martina Franca, 2013

Contrada Pasqualicchio

Masseria Pasqualicchio, nell’omonima contrada, che il proprietarioFernando Tritsher ci farà visitare fino ad entrare all’interno delle costruzione e salire sul tetto da cui si vede un bellissimo spaccato del Canale dove, in cima al versante più alto e scosceso della valle si erge e spicca il Minareto della Selva di Fasano che funge in qualche modo da sentinella e da stella polare per chi girovaga nelle campagne e nei boschi che mai potrà perdere l’orientamento.

Immagini dalla contrada Pasqualicchio

Immagini da Masseria e Giardini Pistola

Alessandro Caiulo

Il Canale di Pirro

Innanzi tutto va sfatata la leggenda secondo cui il nome di questa estesa cavità di origine carsica, causata nel corso dei millenni dall’erosione e parziale dissoluzione delle rocce calcaree da parte delle acque meteoriche filtranti attraverso fenditure nel sottosuolo, sia dovuto al fatto che Pirro, il re dell’Epiro che cercò di invadere l’Italia meridionale nel 280 avanti Cristo, forte di un esercito di oltre ventimila uomini e venti elefanti che inizialmente seminarono il terrore fra le truppe romane che non sospettavano nemmeno l’esistenza di questi imponenti pachidermi, sia venuto a battagliareda queste parti, sia perchè quella che poi passò alla storia come la vittoria di Pirro (che oggi sta a significare un successo casuale quanto effimero) si svolse ad Heraclea, nei pressi di Policoro, a 70 chilometri di distanza, mentre poi il vero e proprio scontro fra l’esercito epirota e quello romano si svolse a Maleventum, ribattezzato poi Beneventum per celebrare la schiacciante e definitiva vittoria romana che diede il via alla latinizzazione dell’Italia, sia perché non vi sono  evidenze storiche e archeologiche nemmeno del passaggio di Pirro con il suo esercito da queste parti.

Il nome con cui da secoli viene chiamato questo “canale” deriva, piuttosto, da una deformazione fonetica del termine pile. In antichi scritti in pergamena risalenti ad epoca medioevale, infatti, il Canale di Pirro era denominato “Canale delle Pile” e questo toponimo è dovuto con ogni probabilità alla presenza a fondo valle di numerose cisterne circolari costruite in pietra, alte un paio di metri, le pile appunto, che venivano utilizzate dai contadini per raccogliere e conservare le acque piovane che confluivano dai fianchi delle colline ed in cui venivano convogliate da un complesso sistema di canalizzazioni, in parte ancora visibili (una pressocchè integra si trova dalle parti di Castellana Grotte all’interno di una valle carsica). Dal momento che le pile erano chiamate in dialetto locale “pirr”, si è pensato al passaggio del re dell’Epiro diretto a Taranto e ne è nata la relativa leggenda.

Contrada San Marco

Il punto di raduno è fissato al mattino nella Contrada San Marco a pochi  chilometri da Locorotondo. Si può iniziare con la visita alla bella chiesa che dà il nome all’intera contrada; si tratta di  un edificio risalente al XVII secolo, costruito sulle rovine dell’antica chiesetta medioevale dedicata alla Maddalena,  con una suggestiva pianta a tao, i cui  due transetti laterali sono stati costruiti in epoche successive e diverse per soddisfare le esigenze di una popolazione  che andava sempre più crescendo.

Ciò che rende particolarmente caratteristico questo edificio sacro è la sua copertura con tetti a “cummerse” fatti con le chiancarelle tipiche dei trulli – le cummerse sono abitazioni tipiche dal tetto spiovente (il nome deriva da “cum vertice” proprio per la conformazione del tetto) che risalgono al XIV secolo, prima ancora della nascita dei trulli; il tetto spiovente serviva per la raccolta dell’acqua piovana, che scivolava così verso le grondaie laterali, inoltre erano costruite con l’utilizzo della malta e su due livelli con, all’interno, delle scale molto ripide –  che caratterizzano molte antiche costruzioni tipiche della valle d’Itria fra Locorotondo e Fasano. In cima alla facciata della chiesa è posta una grande croce in pietra. Pur trovandoci in provincia di Bari, questa chiesa, come tutto il vicariato di Locorotondo, fa parte dell’Arcidiocesi di Brindisi-Ostuni.

Va precisato quel che sono e rappresentano le oltre cento contrade che costellano l’agro di Locorotondo, alcune delle quali, come quella di San Marco, sono dei veri e propri borghi abitati tutto l’anno, anche se in estate la popolazione, con l’apporto dei villeggianti, decuplica. In origine erano piccoli agglomerati rurali che, usufruendo di alcuni spazi ad uso comune, come aie, depositi, palmenti e, a volte anche chiesette rurali,  attiravano ed accoglievano famiglie di contadini che, spinti dalla necessità, ma anche dalla coscienza di essere una comunità, collaboravano tra lorostringendo dei veri e propri  patti sociali di reciprocità in base ai quali, non disponendo di denaro, si scambiavano, come una sorta di banca del tempo,  giornate di lavoro che potevano essere impiegate per la raccolta nei campi, per accudire gli animali, per la costruzione o manutenzione di manufatti agricoli o casette ed altro, ancora a seconda delle necessità e possibilità di ciascuno.

Coreggia

Proseguendo nel nostro percorso lungo i rilievi che dominano il Canale di Pirro, incontriamo la suggestiva Contrada Coreggia, l’unica frazione di Alberobello. Adagiata sul declivio murgiano che guarda verso Fasano e la costa adriatica, la contrada offre uno scorcio paesaggistico di rara bellezza, dove la fitta trama dei vigneti e degli uliveti si sposa con i profumi della macchia mediterranea. Storicamente legata al principato di Taranto e alla vicina selva di Fasano, Coreggia conserva un’identità rurale autentica. Tra le sue stradine di campagna, incorniciate dai caratteristici muretti a secco, spiccano gruppi di trulli finemente conservati e la chiesa parrocchiale dedicata alla Madonna del Rosario, risalente alla fine del XIX secolo e punto di riferimento socio-culturale della comunità locale.

Gli itinerari naturalistici in Valle D’Itria

Da 10 anni insistono sul territorio di Martina Franca, Cisternino e Locorotondo gli itinerari naturalistici ideati e realizzati dal GAL Valle D’Itria. Si tratta di interessanti percorsi alla scoperta di sentieri e strade secondarie finanziati dal fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale. Il GAL Valle D’Itria darà in omaggio ai partecipanti la cartina degli itinerari naturalistici di Valle D’Itria.

https://galvalleditria.it/itinerari-naturalistici/index.php

La “vegeta” o “cummunanza” :

la banca del tempo .. nel tempo che fu, la “vegeta” era una pratica di aiuto reciproco molto in voga tra i contadini della Murgia dei Trulli. In tempi in cui era impensabile disporre di denaro, l’unico bene realmente disponibile era la propria forza e il proprio tempo. Così i contadini concordavano di scambiare le proprie giornate di lavoro nelle campagne di lavorazione e raccolta dei campi. Per un periodo io aiuto te e per un altro periodo tu aiuti me. Così il popolo di formiche moltiplicava la propria forza lavorativa e anticipava modelli di gestione collettivista. Così si spiega il fiorire dell’architettura rurale basato sulla costruzione a secco con i moduli costruttivi a trulli e pignon. Squadre di decine di contadini solidarmente al lavoro per aiutarsi gli uni gli altri a costruire case, pagliai, stalle.
Apprfondimenti: https://www.cicloamici.it/murgia_dei_trulli.htm

Cronache dalla Murgia dei Trulli

La grande passione dei Cicloamici per la Murgia dei Trulli è riportata in questa lunga serie di articoli

https://www.cicloamici.it/wp/category/la-murgia-dei-trulli

La Ciclovia / Via Verde AQP

Sono 20 anni che l’associazione Cicloamici FIAB Mesagne insieme ad associazioni coordinamenti si impegna a promuovere l’idea di un itinerario transregionale nel Sud Italia. Una dorsale del turismo e della mobilità sostenibile per la fruizione del territorio e la valorizzazione del paesaggio. Un corridoio ecologico capace di dare continuità alle specie botaniche e zoologiche.

Dossier Ciclovia e Via Verde dell’Acquedotto Pugliese

Masseria e Giardini Pistola

Rimessici in cammino, rifocillati da  un’ottima focaccia al pomodoro offertaci dai “contradaioli”, giungiamo dopo un’ora di cammino alla suggestiva e da poco ristrutturata Masseria Pistola, inContrada Cocolicchio di Fasano,  nel cuore del canale di Pirro, acquistata alcuni anni addietro da una società inglese e trasformata in un luogo di vacanze esclusive  nei mesi estivi, che ci viene gentilmente fatto visitare, assieme al giardino botanico, dalla referente dei proprietari, Federica Barnaba; oltre al complesso di trulli spicca la imponente cummersa centrale e la chiesetta, nello stesso stile coi tetti spioventi in chiancarelle, la cui costruzione, da quanto inciso sul portale, risale al 1778.

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