La Via Verde del Canale Reale



Presentata da Comune di Mesagne, Università del Salento e Cicloamici FIAB un progetto per la creazione di un corridoio ecologico da includere nel piano regionale della mobilità ciclistica

Per visualizzare e seguire l’itinerario su smartphone tramite Google Map premere sull’immagine affianco

Il Canale reale è uno dei pochi corsi d’acqua del Salento; lungo 48 chilometri, spacca longitudinalmente la provincia di Brindisi e raggiunge il Mar Adriatico all’altezza della Riserva di Torre Guaceto”.
Il sindaco di Mesagne scrive alla Regione in risposta alla consultazione pubblica per il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica proponendo di inserire la “La Via Verde del Canale Reale” tra le dorsali strategiche di scorrimento del flusso turistico regionale ed internazionale.
L’idea progettuale – sostenuta congiuntamente dall’Amministrazione comunale di Mesagne, dall’Università del Salento e dall’associazione “Cicloamici FIAB Mesagne” – è stata inviata al dipartimento di Mobilità, Qualità urbana, Opere pubbliche, Ecologia e Paesaggio della Regione.
La “Via Verde del Canale Reale”, oltre che identificare un percorso a piedi e in bicicletta, rappresenta uno strumento ecologico utile a preservare ambienti e paesaggi e a rendere accessibili siti naturalistici, storici e archeologici eterogenei, garantendo la fruizione in sicurezza dichiara il prof. Antonio Licciulli che ha curato lo studio di fattibilità.
Il Primo cittadino ha spiegato che il progetto rientra anche negli obbiettivi del Contratto di Fiume del Canale Reale coordinato dalla regione Puglia ed è stato presentato al Tavolo tematico «Patrimonio Culturale e sistema di fruizione» nel meeting a Palazzo Nervegna lo scorso 24 gennaio. “Nell’ambito della valorizzazione delle risorse idriche e naturali della Regione, il progetto raggruppa gli itinerari di fruizione ed un’azione di risanamento e promozione territoriale.
Questo sentiero naturalistico rappresenta un vero e proprio corridoio ecologico che collega e armonizza la Riserva Naturale di Torre Guaceto la cui area paludosa si origina proprio dal Canale reale, con il “Percorso della Civiltà Rupestre” il sentiero che  gli itinerari naturalistici interni e gli altri attrattori dell’itinerario Bicitalia.
L’itinerario candidato per la rete regionale è lungo 57Km e comprende per 2,5Km i Sentieri della Riserva Naturale di Torre Guaceto, include il Percorso della Civiltà rupestre per circa 7Km fino a Masseria Cafaro, il Binario ferroviario dismesso della marina militare per 3Km. Integra strade comunali a bassa intensità di traffico e tratti di nuovi sentieri da realizzare lungo l’argine del Canale Reale nei comuni di Latiano e Francavilla.

Diversi i punti di forza a sostegno dell’itinerario tematico: il percorso conta strade a bassissima intensità di traffico stradale e non richiede la realizzazione di espropri costosi, piste ciclabili ex novo, l’impegno di risorse da destinare alla realizzazione di infrastrutture è minimo. In attesa del completamento del sentiero lungo l’argine del canale possono essere utilizzate le strade comunali che lo intersecano in più punti.

Tanti sono i punti di interesse collocati lungo la Via Verde del Canale Reale: Fonte di Strabone (sorgente del Canale Reale), Masseria Antoglia, Chiesa di Madonna dei Grani, Masseria Giovannella, Specchia Giovannella, Masseria Canali. Masseria Cafaro la Cripta di san Giovanni l’insediamento rupestre di San Biagio,  Masseria Iannuzzo, Masseria Baccatani,  Torre Regina Giovanna, Riserva naturale di Torre Guaceto.

Altri punti di forza della Via Verde sul canale reale sono l’utilizzo di sedime ferroviario dismesso della polveriera della marina per la lunghezza di 3Km e il collegamento intermodale al trasporto ferroviario tramite la stazione FS di Mesagne, stazione FS di Latiano, Stazione FS e FSE di Francavilla Fontana.

Questa è una imperdibile occasione per i territori attraversati dal Canale Reale (Comuni di Brindisi, San Vito, Carovigno, Mesagne, Latiano, Francavilla, Villa Castelli) per realizzare una importante infrastruttura che può fare da volano e da richiamo turistico e per tutelare e valorizzare il Canale Reale che fino a poco tempo fa era considerato un mezzo per drenare acque piovane e rifiuti.

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