La Via Appia

Mappa generale degli itinerari intorno alla via Appia

Particolare dell’Atlante dei cicloamici in cui vengono rappresentati a diversi colori le diverse ipotesi di itinerari escursionistici esistenti sul tratto istimico Taranto Brindisi. L’itinerario in Giallo rappresenta l’Appia di Rumiz percorsa dal giornalista scrittore nel 2015 secondo gli studi topografici effettuati da Riccarco Carnovalini (fondatore di sentiero italia).
L’itinerario azzurro rappresenta invece Eurovelo 5, l’itinerario cicloturistico che collega Londra con Roma e infine Brindisi ed incluso nel Piano Regionale della Mobilità Ciclistica.

Appia tra passato e futuro .. sostenibile


Da venti anni, la passione dei cicloamici per il cicloturismo si combina con studi e ricognizioni sulla Appia Antica, l’Appia Traiana e l’Appia Calabra.
Esistono in questo momento le premesse affinché tutte le congetture e gli studi del passato possano trasformarsi in una indagine seria approfondita con metodo rigoroso e multidisciplinare e che veda coinvolti molti autorevoli attori (Soprintendenza, Ministero della Cultura, Università del Salento, Università di Amsterdam …). Ci aspettiamo prevalga tra gli studiosi l’amore per la verità ed il rispetto del metodo e del rigore scientifico piuttosto che, come avveniva nel passato, le stigmatizzazioni e i pregiudizi.
Esistono altresì le premesse per riunire gli enti pubblici, i soggetti economici, le associazioni ambientaliste in un sistema che abbia anzitutto l’interesse per la difesa e la promozione del territorio. Spettacolo triste e avvilente sarà percorrere l’Appia in una selva di ulivi secchi e bruciati lungo campagne inquinate e cosparse di rifiuti. Poniamoci il problema di come accogliere i viandanti e di come presentare le vestigia di un passato e le possibili attrattive di un territorio riqualificato.

Gli itinerari

Il progetto Appia Regina Viarum

Nel 2015 il giornalista Paolo Rumiz compie a piedi un itinerario con i suoi amici Alessandro Scillitani e Irene Zambon e Riccardo Carnovalini. Riccardo Carnovalini fotografo di professione è stato il fondatore nel 1990 dell’Associazione Sentiero Italia e si è occupato di pianificare l’itinerario a tavolino consultando fonti storiche, antiche carte geografiche.
Il lavoro di mappatura di Riccardo Carnevalini e Rumiz e poi il cammino nel 2015 ha inteso riconsegnare agli italiani la madre di tutte le vie romane. Nel 2016 viene dato alle stampa il libro Appia con la descrizione dell’itinerario e dell’esperienza di viaggio.
Il pregevole lavoro Rumiz/Carnovalini, a detta degli stessi non pretende di essere esaustivo e di aver individuato definitivamente il tracciato dell’Appia Antica. E nemmeno si può dire che il tracciato coincida nella sua interezza con l’Appia Antica.

Sotto in foto lo storico incontro sotto le colonne romane tra Paolo Rumiz e la delegazione della FIAB il 5 settembre 2015. La delegazione della FIAB aveva appena terminato la “bicistaffetta 2015” volta a promuovere l’itinerario Eurovelo 5 che a tratti ed in particolare tra Oria e Mesagne coincide con la traccia Rumiz/Carnovalini.
Rumiz riceve da Antonio Licciulli la guida cicloturistica “Le Vie Verdi nella Provincia di Brindisi”.

Il gruppo della ciclostaffetta FIAB del 2015 insieme con Paolo Rumiz in posa sotto le colonne terminali della via Appia

Il Ministero della Cultura adotta il progetto


Il Ministero della cultura sensibilizzato dalla marcia da Roma a Brindisi intrapresa da Paolo Rumiz ha avviato il progetto “Appia Regina Viarum”. Nell’ambito di questo progetto sono stati finanziati tra Brindisi e Taranto una serie di saggi di scavo con lo scopo di verificare tracce della presenza dell’antica Via Appia. Gli interventi si distribuiscono tra la provincia di Taranto e quella di Brindisi, interessando diverse località (Laterza, Taranto, Grottaglie, Francavilla Fontana, Mesagne e Latiano).
Gli scavi hanno interessato anche il Parco dei Messapi di Muro Tenente dove nel corso delle ricerche condotte dal Prof. Gert-Jan Burgers e Christian Napolitano erano emersi indizi di presenza di una importante infrastruttura viaria.

Le indagini archeologiche, dirette in sinergia fra la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio Brindisi e Lecce e la Soprintendenza Nazionale per il Patrimonio Subacqueo e affidate alla ditta Tethys s.r.l., . I saggi di scavo a Muro Tenente hanno messo in luce una strada antica in prossimità dell’ingresso del Parco Archeologico di Muro Tenente, centro messapico tradizionalmente identificato con la località di Scamnum riportata nella Tabula Peutingeriana lungo il percorso della via Appia.

Il comune di Mesagne per primo segnala l’Appia cicloturistica

Da una felice collaborazione tra l’Amministrazione comunale di Mesagne della giunta di Angelo Sconosciuto e l’associazione Cicloamici FIAB tra il 2004 ed il 2006 trae origine il progetto: “Mesagne da vivere a piedi e in bicicletta”. Nel progetto sono incluse le Vie Verdi intorno a Mesagne. Prende vita nel 2006 il recupero del tratto di Via Appia cicloturistica tra Mesagne e Latiano che sarà antesignano dei futuri interventi di segnalazione del GAL terra dei Messapi. La segnaletica realizzata dal comune di Mesagne secondo le linee guida FIAB è stata la prima a indicare la Appia come itinerario cicloturistico. Prima ancora che analoga segnaletica fosse adottata all’interno del Parco Regionale dell’Appia Antica a Roma.

La regione Puglia include l’Appia in Eurovelo 5 e nel PRMC

Nel 2006 nell’ambito del progetto Cyronmed l’assessorato regionale ai trasporti stipula con i cicloamici un contratto di consulenza per individuare in provincia di Brindisi e Lecce gli itinerari cicloturistici di interesse regionale. I Cicloamici segnalano prontamente proprio il tratto istimico tra Taranto e Brindisi. Il lavoro della prima decade del 2000 viene utilizzato dalla Regione Puglia per mettere a punto il Piano Regionale della Mobilità Ciclistica. L’itinerario viene incluso nel PRMC e contestualmente nella rete Bicitalia ed in Eurovelo.
L’itinerario Eurovelo 5 viene percorso nella sua interezza nella Bicistaffetta FIAB tra agosto e settembre del 2015.


Sulla Mappa delle Vie Verdi il primo tracciato cicloturistico dell’Appia (2007)

Nel 2007 l’ufficio APT commissione ai Cicloamici e alla società Ciclovagando la edizione della guida turistica “le Vie Verdi nella Provincia di Brindisi”. E’ su questa pubblicazione che compare per la prma volta un itinerario esursionistico dedicato al tratto istmico della Via Appia. Lo stesso itinerario è poi confluito nel Piano Regionale della Mobilità Ciclabile e fa parte di Eurovelo 5.
Di sotto un dettaglio della mappa allegata alla guida “Le Vie Verdi nella Provincia di Brindisi” che include l’itinerario Via Appia. Fare click sull’immagine per ingrandire.

Di sotto la scheda descrittiva del percorso della Via Appia nella versione in Inglese (anche in italiano e tedesco) della guida turistica “Le Vie Verdi nella Provincia di Brindisi”. La pubblicazione ATP nelle 3 lingue italiano inglese e tedesco risultava tra le più richieste negli uffici APT della Provincia. E’ stata ristampata annualmente tra il 2007 ed il 2012.
Nel 2012 la gestione delle APT da provinciale divenne regionale e incomprensibilmente la Regione Puglia decise di sospendere la riedizione e l’aggiornamento della guida.

L’Appia Day del 2020

Ricca e partecipata è stata la manifestazione nel il 2020 con l’animazione di CIcloamici FIAB Mesagne, FIAB Villa Castelli e l’Associazione podistica ASD Mesagne hanno animato il giorno con gare podistiche, walkscape ed escursioni in bicicletta. Di sotto le foto .

Una grande partecipazione. Cicloamici accorsi da tutta la Puglia all’Appia day del 18 ottobre 2020. Tanti i mesagnesi quelli della vecchia guardia dei cicloamici che da 17 anni percorrono la Via Appia Antica
Pista Ciclabile su Via Marconi, Mesagne. Parte integrante del percorso cicloturistico Eurovelo 5

In bici nel parco archeologico di Muro Tenente

La nuova scoperta archeologica della Soprintendenza può contribuire a collocare Muro Tenente in una posizione preminente nel sistema archeologico pugliese. Gli scavi proseguiranno all’interno del Parco dove potrebbe venire alla luce circa un chilometro dell’antica via Appia, il tratto più lungo venuto alla luce nell’Italia meridionale. Nel Parco diretto dall’archeologo olandese Gert Burgers e coordinato dall’archeologo latianese Christian Napolitano, sono stati già individuati i resti di una villa romana risalente al II secolo avanti Cristo, periodo in cui dovrebbe essere collocato il tratto della via Appia appena scoperto. E sempre a Muro Tenente, collocabile nello stesso periodo, è stato scoperto un tempietto italico sorto su una precedente struttura messapica, probabilmente attiguo alla via Appia.
Proprio la via Appia potrebbe diventare patrimonio Unesco e in questa direzione negli scorsi mesi, grazie anche al lavoro svolto da Burgers, si sono svolti una serie di incontri nei comuni della provincia di Brindisi attraversati dalla via Appia.

Nelle immagini di sotto Christian Napolitano della Cooperativa Impact, archeologo e coordinatore del Parco Archeologico di guida cicloturistica sugli scavi.

Santa Maria di Gallana

Punto di riferimento per la viabilità lungo la Via Appia doveva essere il plesso di Santa Maria di Gallana. Gli storici e archeologi ipotizzano per Santa Maria di Gallana il periodo in cui fu centro agricolo romano o vicus quindi villa rustica tardo imperiale con funzione produttiva praedia, abitato rurale altomedievale con edificio di culto e necropoli, casale tardomedievale e infine masseria moderna.

Appia 2030

L’ANCI ha finanziato nel 2021 il progetto APPIA 2030 al consorzio di comuni (Birndisi, Oria, Francavilla, Latiano, Mesagne) per studiare la fattibilità dell’itinerario di Rumiz.

Francavilla Fontana la città degli Imperiali lungo il nuovo tracciato della Appia

Le ricerche archeologiche e topografiche

Il saggio del 2021 a Muro Tenente

(descrizione molto qualitativa e preliminare dello scrivente basata su un soprallugo effettuato in piena campagna di scavi)

Gli scavi della Soprintendenza hanno fatto emergere una strada di ampia larghezza ovvero di oltre 5 metri. Si tratta di una larghezza rilevante che permetteva a 2 carri che procedevano in direzione opposta di non ostacolarsi reciprocamente.
La morfologia della superficie è piuttosto complessa con presenza di pietre di varia dimensione dai ciottoli di piccola dimensione a grosse pietre. In base a questa eterogeneità ovvero la presenza di pietre di piccolo taglio e grosse dimensioni, la strada ha caratteristiche intermedia tra una strada glareata ed una lastricata.
I grossi massi del lastricato sono densamente impacchettati e appartengono a tipi litici differenti distinguibili per colore e durezza. Le pietre bianche paiono in calcare tipo Altamura. Fanno da contenimento sui bordi della strada grossi massi prevalentemente in pietra locale (calcarenitica) a struttura scistosa orientate verticalmente sui margini della strada. Una sezione sulla parte laterale della strada lascia intravedere nella parte inferiore dello scavo ulteriori massi di pietra a formare lo strato fondativo (statumen). La eterogeneità dei tipi litici è chiaramente indicazione di un ambizioso progetto di infrastrutturazione viaria in cui venivano impiegati materiali trasportati anche da molto lontano.

Morfologia della superficie della strada. Si presenta formata da più tipi litici. I blocchi di colore bianco sono densi compatti e levigati e potrebbero ascriversi al tipo calcare di altamura (micritico, poco permeabile, compattato per sedimentazione e diagenesi). I blocchi bianchi e duri si alternano ad altri massi più teneri e porosi ma ancora differenziati per diversa intensità di colorazione e quindi contenuto in ossido di ferro.

La foto sopra mostra la sezione del margine di strada. Grossi massi allungati e allineati verticalmente sono sistemati a fare da strato di contenimento dei blocchi interni.
Confrontata l’orientazione della strada ritrovata rispetto alla direttrice Oria Mesagne due ipotesi possono essere formulate:
1) in considerazione del fatto che la strada punta da un lato verso gli assi viari interni a Muro Tenente e dall’altro verso Oria potrebbe essere proprio questa l’Appia di epoca repubblicana. La strada dunque avrebbe attraversato e spaccato l’abitato o quel che rimaneva dopo gli sconvolgimenti di epoca annibalica.
L’attuale strada a Nord delle mura della città rappresenterebbe allora un itinerario alternativo nato per aggirare la città e le sue alte mura di perimetrazione.
2) la strada potrebbe rappresentare una deviazione o diverticolo dall’asse viario situato a Nord delle mura della città messapica lungo la direttrice tra Mesagne e Oria.
Molteplici sono le aspettative rinvenienti da questo ritrovamento. Sicuramente il più grande auspicio è che si riporti alla luce quanto più possibile l’antica strada. Sia in direzione Est verso Oria che in direzione Ovest verso Mesagne. In questo modo potranno essere verificate le due ipotesi indicate sopra e più in generale si capirà meglio l’orientamento e la localizzazione del possibile tracciato originale dell’Appia di età repubblicana.

Il prof. Gert Burgers presenta il sito di Muro Tenente

Indagini sull’antica cartografia

Elementi per la valutazione dell’antico assetto del territorio e delle infrastrutture viarie sono offerti dallo studio a livello storico e filologico delle antiche carte geografiche antiche e dei toponimi. Stupefacente e pietra miliare nella conoscenza dell’impero romano è la Tabula Peutingerian di uno dei più importanti e antichi documenti. Alla Tavola abbiamo dedicato un approfondito articolo su questo sito (autore Piergiorgio Mossi). Come evidenziato dall’articolo di Piergiorgio la tavola vale più di un trattato di storia per la ricchezza e accuratezza di dettagli. E’ proprio sulla Tabula Peutingeriana che sono dedotte le informazioni in merito alla Appia Antica e alle “mutatio” e “mansio” su questa dislocate. Accanto alla tavola Peutingeriana abbiamo considerato un vasto numero di carte geografiche che dal XVI secolo rappresentano il territorio salentino e pugliese. In questa esposizione preliminare riportiamo due documenti che riteniamo essenziali: la carta di Ignazio Danti e l’atlante Geografico del Regno di Napoli di Rizzi Zannoni (fine XVIII inizi XIX secolo).

Immagine sopra: dettagli della tavola Peutingeriana sulla Puglia ed il tratto terminale dell’Appia Antica: Le indagini archeologiche si complementano con gli studi sulla topografia antica e sull’esame delle antiche carte geografiche.

Nella mappa cinquecentesca di Ignazio Danti i cicloamici individuano tracce dell’APPIA antica

La carta di Ignazio Danti (1580-1583) conservata nei Musei Vaticani. Costituisce secondo i cicloamici uno dei principali elementi di conferma del tracciato della Appia Antica tra Oria e Brindisi prima del 1600. La Carta di Ignazio Danti descrive un itinerario che si sdoppia all’altezza di Grottaglie per ricongiungersi all’altezza di Mifiagrio (Mesagne). Si evidenzia l’itinerario sdoppiato in basso che indica il collegamento diretto Mesagne e Oria reso possibile proprio dal tracciato individuato da Cicloamici e inserito in Eurovelo 5 e nell’itinerario della Appia di Rumiz. Parallelo al tracciato della Appia Antica coesiste a fine 1500 la nuova strada tra Francavilla e Luciano (Latiano). Quest’ultima nei secoli successivi è diventata preminente per la presenza dei centri di Francavilla e Latiano. Fare click sulla foto per ingrandire e puntare su Oria Latiano Francavilla Mesagne.
Ignazio Danti, al secolo Pellegrino Rainaldi Danti (Perugia, aprile 1536 – Alatri, 19 ottobre 1586), è stato un matematico, astronomo, vescovo cattolico e cosmografo italiano che ricevette da Gregorio XIII l’incarico di disegnare le carte geografiche dei Palazzi Vaticani.

L’Appia Antica scompare dalle carte geografiche

A partire dalla fine del 1500 la città di Francavilla Fontana sotto il principato degli Imperiali assume una importanza commerciale ed economica sempre maggiore rispetto alla confinante Oria.
E’ presumibile che anche la viabilità risente del nuovo assetto geoeconomico. E’ in questo frangente che l’itinerario istimico si sbilancia sempre più da Taranto-Carosino-Oria-Scamnum-Mesagne verso la direttrice Taranto-Grottaglie-Francavilla-Latiano.
Nella carta di sotto un particolare dell’Atlante Geografico del Regno di Napoli di Rizzi Zannoni, Giovanni Antonio (1736-1814). Prima carta moderna cui il grande geografo Padovano dedicò oltre trent’anni di lavoro. Di sotto un particolare dell’Atlante di Zannoni che rappresenta la viabilità che dal 1600 in poi soppiantò il tracciato. Nonostante di grande dettaglio nella mappa di Rizzi Zannoni è presente un grave errore ovvero non è rappresentata la città di Oria. L’assenza di Oria la dice lunga sul fatto che l’itinerario istimico oramai prevalente nel 700 è la via per Grottaglie Francavilla Latiano (Luciano) Mesagne (Misciagrio). Oria ritornerà nell’Atlante del Regno con l’aggiornamento del 1860 insieme con le nuove direttrici viarie.

La strana curva della SP71 rivela l’Appia antica?

La foto di sotto della SP 71 Oria-Latiano a 3,8Km da Oria presenta una curva piuttosto pericolosa e brusca. Ci troviamo in realtà procedendo verso Latiano ad un bivio. Proseguendo diritti si procede proprio verso Muro Tenente e Mesagne. La curva quindi non è che una deviazione dell’itinerario originario verso Latiano. Dunque la SP71 a nostro modo di vedere sarebbe stata ottenuta da un itinerario preesistente che conduceva a Mesagne direttamente e dunque questo itinerario rappresentare la strada indicata da Ignazio Danti e magari anche l’Appia Antica. Una conferma a questa ipotesi può provenire con la prosecuzione della campagna di scavi del saggio a Muro Tenente. Se la strada venuta alla luce si raccorda con la strada indicata e tratteggiata in figura .. siamo a cavallo.



Tracce dell’Appia a Masseria Santa Croce Francavilla Fontana

Da Oria ripartenza per rintracciare presso Masseria Santa Croce. Anche a masseria Santa Croce.La antica Via Appia in questo tratto dovrebbe essere sotto la SP51. In prossimità ed in presenza di Masseria Santa Croce la SP51 aggira come a semicerchio la masseria e lascia così scoperta un tratto della strada originaria. Emerge anche in questro tratto una strada lastricata con grossi massi calcarei ma di larghezza inferiore a quella ritrovata a Muro Tenente. Anche in questo caso ai bordi di strada sono collocati grossi massi a fare da contenimento dei blocchi di dimensione inferiore.


Cicloarcheologi sui frammenti del tracciato della Appia nei pressi di Masseria Santa Croce

I Cicloamici sull’altro capo dell’Appia antica

Molti ciclisti e camminatori da tutta italia e tutta europa si accingono a percorrere la Via Appia per giungere a Brindisi. I Cicloamici oltre che avere un occhio attento sul territorio non si lasciano sfuggire una visione più ampia. Di seguito le perlustrazioni a Roma e a Benenvento.

Mausoleo di Cecilia Metella all’altro capo della via Appia

Benevento: Appia Antica e Appia traiana divorziano

Breve tappa a Benevento punto di intersezione e riunione della Appia Antica con la Appia Traiana.

A dire il vero l’antico basolato non era pensato per le bici

La Via Appia interseca la Via Verde del Canale Reale

Su più punti l’itinerario Appia Antica interseca i territorio del Canale Reale. Quest’anno i cicloamici uniranno idealmente i due itinerari con la visita a Specchia Giovannella, una delle tappe comprese nel progetto di Via Verde del Canale Reale.

Cleanappia, l’Appia ripulita

Si è svolta il 17 luglio “Cleanappia” l’iniziativa per la segnalazione la denuncia e la rimozione dei rifiuti e delle discariche abusive lungo la Via Appia tra Mesagne e Muro Tenente

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