Ciclovagando tra canali lidi e valli dello jonio tarantino: ciclocronaca di una calda giornata settembrina

L’appuntamento era proprio lì, sotto la torre e ci siamo arrivati (quasi tutti) precisi. Meno male così però, perché per il piccolo ritardo della nostra amica Lucrezia abbiamo potuto vedere il panorama dall’alto della gradinata della antica torre.

CicloAmici, un vero spettacolo. Fu così che allo start ci sentivamo già con gli occhi carichi di bellezza, “inpedalandoci” verso la natura selvaggia della palude del conte. Rientrando abbiamo circumnavigato la salina, scoperta da una prospettiva affatto usuale: l’abbiamo ammirata subito dal suo lato B.


Il viaggio lungo la litoranea non è stato proprio a scorrimento veloce, ma ciclisticamente ci sono poche alternative. Quando però siamo arrivati alle sorgenti del Chidro, chi non c’era stato prima ne ha ammirato l’incanto, chi c’era stato di già lo ha riscoperto.


L’ora s’è fatta tarda e la giornata cominciava ad essere calda. La sosta alla masseria Scorcora ci ha consentito di rinfrancarci stuzzicandoci con i formaggi prodotti in loco, e di riprendere il viaggio sotto la canicola.

Nonostante l’estate al tramonto, il caldo iniziava a diventare davvero insopportabile. Ecco però venire in soccorso il luogo poi eletto, all’unanimità, la grossa e piacevole sorpresa del viaggio: tutti, ma proprio tutti, abbiamo immerso piedi e gambe nella sorgente del canale Borraco.

Acqua fredda, ma così fredda che in quel momento ci pareva ghiacciata. Qualcuno ha avuto anche il coraggio di fare un bel bagno.


Provvidenziale questa sosta, perché coi piedi (…e lo spirito) ben rinfrescati abbiamo pedalato fino alla M(er)aviglia, abbandonata masseria settecentesca.

Sotto la sua splendida pineta, complice la tramontana che iniziava a spirare, abbiamo disteso le sudate membra e fatto merenda, con frise, frutta, formaggi e alla fine anche i gustosissimi muffin preparati da Sara con le uova fresche della nonna.


Da sotto l’uliveto secolare abbiamo salutato il primo pomeriggio, che ci ha visto raggiungere il mare per un lungo bagno rinfrescante.


Ritorno a San Pietro per mangiare un gustoso gelato sulla suggestiva piazza con la sua antica chiesa.
Infine il rientro alla salina dei monaci, vista stavolta dal suo lato più conosciuto, sicuramente suggestivo e spettacolare con la sua flora e i suoi blasonati pennuti.
Aspettiamo le foto di Vito che sicuramente potranno restituirci un po’ della bellezza vissuta.

6 pensieri su “Ciclovagando tra canali lidi e valli dello jonio tarantino: ciclocronaca di una calda giornata settembrina”

  1. Bellissimo racconto! Scritto incredibilmente bene, con una metrica narrativa che si fa leggere tutto d’un fiato. Non conoscevo questa Tua sfaccettatura Piergiorgio. Veramente complimenti. 👏🏻👏🏻👏🏻

  2. Sarebbe bello se i percorsi fossero condivisi sotto forma di tracce gpx o altra forma digitale in modo da attrarre anche il turista italiano o estero appassionato di bici 😉 E’ da circa un’ora che cerco sul web delle tracce da percorrere nel Salento ma ho trovato solo tanto testo e foto ma tracce neanche l’ombra. Perchè quando vado in Trentino questi problemi non ci sono?

    1. Antonio, se cerchi ci sono anche le tracce nella sezione atlanti. Sono condivise su Komoot.
      E comunque qui, basta chiedere 😉

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